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Arrow 5×07 – VigilanteTEMPO DI LETTURA 5 min

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Who gets to decide who’s a psycho and who’s a vigilante?

Condizione necessaria ma non sufficiente per ogni visione di un nuovo episodio di Arrow è la momentanea sospensione di ogni possibile attività cerebrale inerente la sfera critica. È una condizione che il serial si porta come un pesantissimo fardello sulle spalle fin dai tempi del mid-season della terza stagione, dove, con la passione, morte e risurrezione di Oliver Queen, gli autori hanno deciso (inconsapevolmente?) di rinunciare via via all’aspetto urban della serie per un sempre più forzato effetto sorpresa, il più delle volte raggiunto attraverso enormi collassi delle storyline in cliché triti e ritriti.
Ora, finalmente, sembra che quelli stessi autori abbiano deciso (consapevolmente?) di redimersi da questa peccaminosa scelta e Vigilante è senz’altro una conferma della positiva strada che questa quinta stagione ha intrapreso. Un cambio di rotta importante, proprio perché conferma di un percorso di maturazione e quindi non solo singolo exploit di una scrittura ben riuscita.
Ci si sta forse dimenticando dei continui buchi di sceneggiatura, delle caratterizzazioni estremamente al limite di certi personaggi e di tutti i momenti imbarazzanti che vedono Curtis protagonista? No di certo ma pur nei soliti scivoloni a cui Arrow ormai ci ha abituato, ci sono numerosi aspetti che fanno ben sperare.
A cominciare dal “caso del giorno” che inaspettatamente, nonostante sia ormai palese (e oltretutto anche dichiarato) chi si nasconda dietro la maschera da sci, sembra destinato ad una vita più duratura del previsto lasciando intendere la volontà di ampliare ancora questa storyline quantomeno riservandogli un po’ più di dignità di quanto non sia successo con Church. Anche se è indubbio che l’introduzione di Vigilante sia avvenuta in quanto Arrow si sentiva un tantino “spodestato” dal suo trono. Nel 2012, quando i fumetti si erano consacrati al cinema grazie ad Avengers, i comics cominciavano ad approdare anche sul piccolo schermo. Arrow fu il capostipite di questa operazione di conquista e, in qualche modo, si è sentito un po’ l’apripista di tutto. Con l’arrivo però di “rivali” come Marvel’s Daredevil e il calo di qualità della quarta stagione, è chiaro che Arrow non si senta più il serial che dettava legge quanto piuttosto quello che ora deve stare al passo. Prima il recupero delle tonalità urbane, ora l’introduzione di un “Punitore dei poveri”. Indubbiamente il serial di Freccia Verde vuol tornare ai fasti di un tempo ma ora sta anche attento ai suoi agguerriti “colleghi”.
Inoltre, alle caratterizzazioni mal riuscite a cui si accennava prima, fanno da contraltare la presenza di personaggi storici e – soprattutto – “vissuti” come Thea e l’ormai ex vicesindaco Lance. Nonostante anche qui non si assista a niente di particolarmente innovativo, i due personaggi oltre a mostrare parecchio feeling sulla scena, risultano essere anche i più tridimensionali di tutto il cast per il percorso specularmente doloroso che hanno attraversato in questi anni.

The world is a complex place. Who’s to say who is the monster and who is the hero? […] Good, evil, hero, monster. My friend, truth is a matter of perspective.

Non volendo chiudere questo articolo con la consapevolezza che Susan Williams infondo non è altro che una brutta bruttissima copia della compianta Laurel Lance, l’ultima nota di merito ce la riserviamo per il flashback in Russia che ritorna finalmente a svolgere egregiamente il suo compito di approfondimento morale del presente costringendo lo spettatore a porre l’attenzione, anche nella contemporaneità, su come effettivamente il confine tra buoni e cattivi, heroes e villain, non sia mai stato così sottile. Per quanto siamo a conoscenza adesso, qual è la differenza tra la Bratva e Kovar? Quale quella tra Green Arrow e Vigilante? Toccherà al serial rispondere, prendendosi tutto il tempo necessario, perché, no, un bicchierino in compagnia di Susan Williams non è sufficiente.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Fa il suo ufficiale debutto “Mr. Ski Goggles”, come lo chiama Felicity in “Legacy”. Vigilante è il nome utilizzato da diversi personaggi del DC Universe; qui verrà però riportata sola la storia della versione che in Arrow si è deciso di adattare, ovvero quella di Adrian Chase. Comparso per la prima volta su New Teen Titans Annual #2 del 1983, Adrian era un procuratore distrettuale di New York la cui famiglia era stata uccisa da mafiosi; sentendo che era l’unico modo per proteggere coloro che amava, Chase assunse l’identità di Vigilante. Alla ricerca di vendetta, il fuori forma Chase venne picchiato e smascherato in diretta tv, ponendo così fine alla sua identità segreta e costringendolo al suicidio. Dopo Adrian, prese il ruolo del Vigilante il fratello minore, Dorian Chase. A differenza del fratello, Dorian è un militare dei corpi speciali, estremamente aggressivo e si farà presto temere dai criminali.
  2. Il Torah citato da Oliver Queen è il riferimento centrale della tradizione religiosa ebraica. Nell’episodio è stata inserita al citazione a questo testo religione come riferimento alle origini ebraiche di Ragman.
  3. Il bar in cui Oliver e Susan vanno a prendersi un drink si chiama McGuire’s. E’ un riferimento all’art director delle prime due stagioni di Arrow, Bridget McGuire. Molti pensano che sia anche un riferimento al disegnatore Kevin Maguire ma, pur avendo realizzato opere importanti in DC (una fra tutte, Justice League International) il disegnatore non ha una storia condivisa con il personaggio di Freccia Verde, quindi è improbabile che sia una citazione a lui diretta.
  4. Questa è la prima volta che vediamo John Diggle Jr., il figlio di John Diggle ed ex-Sara Diggle, sul piccolo schermo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Kovar & Bratva
  • Thea & Quentin
  • Diggle & Rene
  • “Truth is a matter of perspective”
  • Prometheus…
  • Susan Williams
  • Curtis 
  • Un po’ scontato chi si celi dietro la maschera di Vigilante
  • … ma Artemis no eh

 

Volenti o nolenti Arrow è arrivato fin qui sulle gloriose ceneri della seconda stagione. Pur essendo ancora molto lontani da quel modo di fare spettacolo, sembrerebbe che Arrow abbia intenzione di tornare a conquistare la fiducia tradita. Anche solo per aver scelto di intraprendere questa impervia e faticosa strana, bisognerebbe ringraziare. Adesso speriamo solo che il tanto atteso crossover non distragga totalmente la serie da questo cammino di redenzione.

 

So It Begins 5×06 1.95 milioni – 0.7 rating
Vigilante 5×07 1.86 milioni – 0.7 rating

 

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Dario ha circa 20 anni e continuerà ad averli fintantoché un dipinto in soffitta invecchierà al posto suo. Alcune leggende raccontano di una grande passione per il tabacco, i libri americani, il cinema e l'alcol, ma una estrema ricerca della perfezione come virtù lo tengono lontano da ogni eccesso. Mentre non si impegna a capire perché gli è sconsigliato vivere di notte come i gatti, scrive legge e fa.

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