The Flash 3×06 – ShadeTEMPO DI LETTURA 7 min

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Whether you realize it or not, there is no Flash without Iris West.

In occasione della recensione della première di questa stagione, tutti quelli che ci seguono ben ricorderanno la nostra cocente delusione nel commentare il dietrofront degli autori riguardo il Flashpoint. E allora chiamatelo karma, chiamatela ironia della sorte, la migliore puntata, finora, della stagione, tra le più ricche e avvincenti dell’intera serie, è toccata proprio al recensore che, qualche settimana fa, disprezzava ardentemente l’operato di quegli sceneggiatori che ora si ritrova gioiosamente ad osannare.
Sì perché “Shade” racchiude tutto ciò che questa serie può offrire di buono e tutto viene fatto partire, stando alle parole che lo stesso Barry rivolge a Caitlin, proprio da quel maldestro evento. La prevedibilità del genere action/supereroistico, gli abusati cliché narrativi mescolati ad una consapevolezza della scrittura e ad un ritmo fresco e divertente: una sintesi che da sempre rappresenta il maggior punto di forza che affibbiamo allo show, il quale puntualmente si ripropone al massimo livello nei suoi momenti migliori. Abbiamo deciso di aprire la recensione quindi con la frase, fortemente romantica ma anche oltremodo importante per il fandom del fumetto, proprio perché in una puntata densa come questa, significativamente rischia di passare quasi del tutto inosservata.
Dopotutto, se perfino il “peggiore” del gruppo protagonista riesce ad avere il proprio momento di rivalsa, risultando addirittura eroico al punto giusto, i segnali per un piccolo capolavoro ci sono tutti. Ovviamente parliamo di Wally West, da sempre mira dei nostri attacchi quanto di quelli della maggior parte degli spettatori. La gelosia nei confronti di Barry, che l’ha subito caratterizzato agli esordi, si è protratta fin qui in maniera più infantile e irritante che coerente. La direzione narrativa che lo vedeva diventare Kid Flash, per mano di Alchemy, era quindi più che leggibile visti i tanti segnali. Ma nell’episodio fatidico, ossia questo, Wally non solo combatte Alchemy, ma si fa rinchiudere dai propri amici per sfuggirgli; dimostra valori salvifici (pur mediante le parole di Iris, certo) nei confronti dell’umanità, che nulla hanno a che fare con i motivi egoistici perpetrati nelle occasioni precedenti; si offre infine come esca per catturare il villain. Si arriva comunque a fargli acquisire i poteri del velocista ma quasi nel momento più inaspettato, durante la battaglia finale, senza quindi rendere la scena troppo banale.
Ma un’altra attesa resa dei conti, che di certo non ci si aspettava potesse essere affrontata in contemporanea, è quella che riguarda Caitlin e i suoi “nuovi” poteri. Anche qui, è la direzione scelta a regalare quell’attenzione in più rispetto ad una più banale che non avrebbe sortito lo stesso effetto. Gli autori infatti non scelgono di buttarla subito “in mischia”, lasciandola esplodere nel modo più spettacolare possibile (a quello ci penserà, supponiamo, il prossimo episodio dal titolo, per l’appunto, “Killer Frost” e con Kevin Smith alla regia), ma prima coinvolge Cisco, il suo collega/amico più datato e fidato, e poi in un conciliabolo “familiare”, tutto il team protagonista. Una parte interessante dell’episodio, capace di accompagnare piacevolmente la più cruda azione, è così proprio quella delle interazioni tra i protagonisti. Cisco e Caitlin, West e la sua love story, Barry e Iris (come detto), Caitlin e Barry (con tanto di collegamento, come detto II, al Flashpoint): si respira una sana familiarità all’interno degli STAR Labs, dove perfino i siparietti di HR trovano la propria dimensione; una familiarità che, come preannuncia nel finale, sarà presto minata dall’arrivo del nuovo inquietante villain, quasi come fosse un’ultima occasione di allegria.
Procedendo per gradi, ci fa piacere innanzitutto notare come l’Harrison Wells-comico, dopo tanti tentativi, finalmente funzioni. Le battute inopportune, le citazioni cinematografiche “parallele” ma soprattutto il modo di interagire con gli altri personaggi, come se suggerisse lui agli altri qualcosa che in realtà hanno già detto, aiuta a differenziarlo completamente dai predecessori. Non è solo Tom Cavanagh che fa “faccine” strane e buffe (come si poteva pensare all’inizio) ma è Tom Cavanagh che del tutto credibilmente interpreta un altro personaggio, ennesimo chapeau all’attore. Certo, gli escamotage ideati per inserirlo senza forzature all’interno della trama rimangono sempre quelli che sono, e stavolta tocca allo screwdriver al marchingegno tirato fuori dal nulla che cambia magicamente le facce (e che addirittura permette con un mossa alla Men In Black di poter riutilizzare sempre il volto dell’attore), ma a questo giro si passa volentieri sopra.
Ci si passa sopra perché c’è davvero tutto, perfino il cliffhanger ad altissimi brividi, gigantesco anche per gli standard a cui ci ha abituato lo show. L’arrivo di Savitar è potente, efficace, del tutto sorprendente e imprevedibile. Anche lui arriva dal nulla ma con una costruzione da applausi. In un solo episodio ci sono così ben due villain a fungere da “specchietto per le allodole”, uno che è il solito “sfigato” di turno Shade, utile solo per dare il titolo alla puntata; l’altro è proprio il ricorrente Alchemy, quello che sembrava il mastermind stagionale. “Un altro speedster, che palle!”, diranno in molti, specie quelli che del fumetto ne sanno poco o nulla (come chi scrive, al contrario di chi gestisce la rubrica qui sotto), ma ehi, con una presentazione così, datecene pure altri mille.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Fa il suo debutto The Shade. Comparso per la prima volta su The Flash #33 del 1942, Richard Swift era un ladro nemico di Jay Garrick in grado di manipolare le ombre con un bastone magico. Dopo anni di attività criminale, divenne il mentore di Jack Knight, figlio dello Starman della Golden Age, altro nemico di Shade. Il personaggio fu reinventato nel 1994 come un ambiguo vittoriano che ottenne la sua immortalità e l’abilità di manipolare le ombre grazie ad un evento mistico inspiegabile.
  2. Le monete di HR, gli Helbings, la valuta che lui utilizza su Terra-19 per poter pagare, sono una citazione a Todd e Aaron Helbing, alcuni degli sceneggiatori di The Flash.
  3. In questo episodio fa il suo debutto Savitar. Durante la Guerra Fredda per la terza nazione più potente al mondo, l’uomo che sarebbe stato noto come Savitar stava testando un aereo da caccia supersonico. Raggiunta la velocità massima, il suo aeroplano fu colpito da quello che sembrò essere un fulmine e finì in territorio nemico. Scoprendo di poter sconfiggere i nemici muovendosi a super velocità, divenne ossessionato da questa abilità, creandosi un nome su quello del dio indù Savitr, il “dio del moto”, e dedicando la sua vita a sbloccarne i segreti. Mentre Savitar studiava, scoprì dei nuovi poteri che non tutti i velocisti padroneggiavano: poteva proiettarsi in un campo di forza privo di inerzia, trasferire velocità ed energia cinetica a cose e persone, anche a coloro in stato di riposo, e poteva guarire dalle proprie ferite quasi istantaneamente. L’ossessione di Savitar conquistò altri seguaci, e divenne così il leader di un culto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Savitar. The God of Speed“… Boom, baby
  • Succede di tutto, ma senza alcuna confusione, bene così
  • Wally West nei thumbs up, c’è davvero qualcosa che non va 
  • HR, il cinefilo 
  • Draco Malfoy che percula Barry è sempre un piacere 
  • Iris ha capito di essere inutile 
  • Iris ha capito di essere inutile: vogliamo davvero trovare un thumbs down? Chissene della “trashata” alla Doctor Who e del solito villain sfigato

 

È una puntata perfetta? Sicuramente no, se consideriamo il livello ormai raggiunto dalla serialità contemporanea. Eppure non possono esistere solo i Breaking Bad, The Leftovers o Westworld. Nel cinema, in questi casi, si parlerebbe di serialità “d’autore” e “di genere”, ma a noi basta domandarci: a uno show come The Flash, in un network come The CW, possiamo (maxi cross-over permettendo) chiedere tanto di più? Al momento ci sembra quantomeno pretestuoso, perciò siano “benedetti” episodi come questi, tutta la vita.

 

Monster 3×05 2.77 milioni – 1.0 rating
Shade 3×06 3.01 milioni – 1.2 rating

 

 

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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