Colony 2×02 – Somewhere Out ThereTEMPO DI LETTURA 4 min

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Charlie!

Esattamente come successo nell’apprezzabile “Eleven.Thirteen” – che ci aveva piacevolmente sorpreso per la scelta di esorcizzare lo spauracchio del prequel – in una sorta di necessaria ma anticlimatica decisione, Colony alla seconda puntata si gioca pure la carta Charlie e, invece che proseguire nelle ricerche della progenie della cagna maledetta del character di Sarah Wayne Callies, lo fa ricongiungere subito con Will. La scelta, anticlimaticamente buona in virtù del suo effetto stordente a livello spettatoriale, ha però quel profumo di inculata retroattiva che non si vorrebbe mai provare.
Mettiamo fin da subito i puntini sulle “i” circa la bontà di una puntata come “Somewhere Out There” che, pur con alcuni difetti sul groppone, svolge un ottimo lavoro da “secondo episodio” provando a costruire le basi per una coerente trama orizzontale stagionale e, al contempo, introducendo nuovi character. Sarebbe stato ingenuo attendere un altro episodio come “Eleven.Thirteen” e infatti questa 2×02 appare ben diversa dalla season premiere sia per importanza che per collocazione temporale. Di buono e apprezzabile c’è sicuramente la voglia di espandere l’universo narrativo di Colony sfruttando tre differenti punti di vista: Madeline per quanto riguarda la Green Zone, Bram per il lavoro nei “labor camps” e ovviamente Will per quanto riguarda il Santa Monica Block. Intorno a queste tre figure sembra esserci l’intenzione di sviluppare qualcosa di più, anche per provare a dare qualche risposta all’enorme mole di domande che tuttora permane.
Se Bram e la sua monoespressività per ora non sono così convincenti, Madaleline dal canto suo sta cominciando ad ingranare e può riservare delle sorprese nel breve periodo, tuttavia è Will, ancora una volta, la fonte di maggiore interesse. L’incontro/scontro con Solomon fa la sua porca figura anche se, uccidendolo fin da subito, si perde l’opportunità di approfondire quello strano rapporto tra lui e Charlie che, almeno per un altro episodio, poteva essere mantenuta. È però il piccolo Charlie la vera spada di Damocle che pende sopra l’episodio (e la serie stessa) perchè, nonostante il ritrovamento, è palese come la psicologia del bambino sia cambiata radicalmente a causa dei maltrattamenti subiti da Solomon e dalla vita da piccolo ladro vissuta per oltre un anno. Ovviamente ci sono diverse forzature nel racconto, alcune cose poco chiare e una discreta dose di “ma davvero ce n’era bisogno?”. Perchè, a conti fatti, se la situazione di Charlie non verrà trattata in un certo modo, tutto questo potrà trasformarsi in una sorta di boomerang per la serie. Per ora si può accettare il radicale cambio comportamentale del piccolo Bowman e mettere in hiatus qualsiasi tipo di giudizio nonostante la coercizione narrativa di fondo.
Si parlava dell’introduzione di nuovi character ad inizio recensione, nuovi character come il nuovo capo della Homeland Security o Solomon, tuttavia la vera sorpresa è la scelta di mettere sotto i riflettori Jennifer McMahon, ovvero la stalker di casa Bowman che nello scorso season finale osservava Katie con una telecamera nascosta. Tralasciando il discorso “telecamera nascosta” che in questo modo, sapendo chi c’è dietro, ha perso totalmente di interesse, non si può non constatare come Kathleen Rose Perkins sia incapace di recitare nel ruolo di Jennifer McMahon, un personaggio talmente poco rilevante e dalla caratura/carisma così basso che, pur essendo comparso in molti episodi, si è dovuto raschiare l’HTML di Wikipedia e IMDB per riuscire a trovare qualche informazione a riguardo. La scelta di concedere così tanto spazio ad un character totalmente privo di carisma e di interesse non può che lasciare sorpresi e interdetti.

Madeline: Oh, for Christ’s sake, Katie, this isn’t about you! You run around doing whatever you want, and damn the consequences.
Katie: I’m trying to keep my family together!
Madeline: How’s that working out for you? This. This is why you’re alone.

Come già espresso nello scorso season finale, Sarah Wayne Callies (e tutti i personaggi che interpreta) non gode della simpatia del volgo. La cosa è dovuta a vari fattori: l’accumulo di ruoli simili nell’ultimo decennio (Sara Tancredi in Prison Break, Lori Grimes in The Walking Dead e Katie Bowman in Colony), la totale inespressività facciale dell’attrice, l’enorme numero di scelte da cagna maledetta annoverate nel corso delle stagioni. Inutile dire che, in maniera metatelevisiva, le parole di Madeline sono le parole dello spettatore medio che vorrebbe personalmente infliggere dolore fisico alla Bowman per tutte le scelte stupide ed egoiste compiute finora. Dobbiamo aggiungere altro o avete capito che ci auguriamo, quanto prima, una sua atroce e repentina dipartita?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Storyline potenzialmente ricche
  • Will non delude mai
  • È stata giocata la carta Charlie
  • Non si capisce perchè Jennifer McMahon sia sotto i riflettori
  • Odio viscerale per Lori Grimes
  • Scelte anticlimatiche che potrebbero ritorcersi contro
  • È stata giocata la carta Charlie
Per essere un secondo episodio si comporta esattamente come un secondo episodio. Niente di che…
Eleven.Thirteen 2×01 0.93 milioni – 0.3 rating
Somewhere Out There 2×02 0.88 milioni – 0.3 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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