Lemony Snicket’s: A Series Of Unfortunate Events 1×08 – The Miserable Mill: Part TwoTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Haven’t you learned anything this year? 
Week? 
Season?”

Giunti alla conclusione di questi otto episodi di A Series Of Unfortunate Events, ci si accorge come si sia assistito a qualcosa di diverso rispetto al solito; con questa serie, difficile da catalogare secondo un genere ben preciso, alla fin fine Netflix ci ha portato a teatro.
Il modo di raccontare fatti, eventi e personaggi ha acquisito una modalità differente, regalando frequentemente scene meta, non soltanto grazie alla presenza di un narratore, ma anche attraverso comportamenti e linguaggi dei principali artefici della storia, i quali spesso e volentieri, attraverso sguardi, atteggiamenti o determinate frasi, sottolineavano il loro “essere in scena”.
La presenza di Lemony Snicket poi, equivale ad una novità che esula dalla normale rappresentazione seriale, discostandosi anche dalla figura apparsa nel film, dove il narratore di questi catastrofici eventi non presenziava in scena ma lasciava spazio ad una pura e semplice voce narrante, per l’occasione appartenuta a Jude Law.
Da non tralasciare anche l’inconsueto utilizzo di uno degli elementi più temuti da parte degli spettatori di serie tv: lo spoiler. Il continuo anticipare gli eventi nel corso degli episodi, ha infine assunto un sapore ironico, rappresentando al meglio la caratteristica beffarda dalla serie stessa.
Con questo nuovo show Netflix ha saputo dunque, gestire e riadattare al meglio un prodotto, prendendo qualcosa di già visto ed appartenuto ad una serie di romanzi per bambini e rendendolo al meglio da un punto di vista scenico e televisivo.
Al di là della storia, ciò che è riuscito a spiccare, infatti, è stato soprattutto il carisma e la presenza scenica dei personaggi, in primis il Conte Olaf e lo stesso Lemony Snicket, rappresentati in maniera esemplare rispettivamente da Neil Patrick Harris e Patrick Warburton. Il tutto poi è stato senz’altro reso più accattivante dalla caratteristica ironica che ha prevalso per tutti gli otto episodi, partendo proprio dal rapporto tra i tre piccoli Baudelaire e tutte le figure adulte incontrate per strada, metafora di una relazione qui ingiustamente impari.
Arrivati al season finale appare chiaro come la già certa seconda stagione sia d’obbligo. “The Miserable Mill: Part Two”, infatti, può anche aver chiuso un primo capitolo per gli orfani Baudelaire, ma di sicuro la finestra che si è appena aperta sembra promettere un intreccio ben più complesso per il futuro ed un sostanziale ampliamento di squadra. A quanto pare infatti, l’attenzione focalizzata durante i primi sette episodi sui due sconosciuti genitori si è rivelata essere soltanto un modo per presentare i veri personaggi che potrebbero affiancare Violet, Klaus e Sunny in un prossimo futuro in quella che, alla fine, è la storyline portante che trascina l’intera storia.
La storyline della segheria che ha caratterizzato questo episodio, invece, ha rappresentato un altro intreccio usato come trama verticale, iniziato e terminato in queste due parti di “The Miserable Mill”, proprio come accaduto con le precedenti coppie di puntate, con personaggi arrivati e andati nell’arco di due episodi, senza lasciare particolarmente il segno; discorso diverso invece per la trama orizzontale che si è lasciata sviluppare di soppiatto tra un incidente e l’altro, raccogliendo ulteriori piccoli indizi ancora troppo pochi per un’idea di fondo, ma sicuramente già ottimi per alimentare la suspense per le prospettive future della storia.
Alla fine, pochi sono stati i segnali che possono attualmente aiutare a far luce sul mistero che ruota intorno alla morte dei genitori dei ragazzi e a tutti gli enigmi ad essi legati, alimentando, in questo modo, maggiormente l’hype per un prossimo secondo ciclo di eventi sfortunati; Lemony Snicket’s: A Series Of Unfortunate Events conclude la sua prima stagione collezionando più sfighe per gli orfani Baudelaire che indizi concreti. Ma di questo si era già stati avvertiti.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Conte Olaf/Neil Patrick Harris e Lemony Snicket/Patrick Warburton 
  • Una serie con caratteristiche differenti messa in scena in modo differente 
  • Intreccio all’orizzonte della storia dei Baudelaire con la nuova coppia di orfani
  • L’ironia alla base di tutta la serie    
  • Forse ci si aspettava qualcosa in più dal personaggio di Georgina Orwell e dalla sua accoppiata con il Conte 
“There’s no happy endings, not here and not now. 
This tale is all sorrows and woes. You might dream that justice and peace win the day. 
But that’s not how the story goes. […]
But to me there’s nothing but gloom and despair. 
That’s just how the story goes. That’s just how the story goes.” 

The Miserable Mill: Part One 1×07 ND milioni – ND rating
The Miserable Mill: Part Two 1×08 ND milioni – ND rating

Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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