Feud: Bette And Joan 1×02 – The Other WomanTEMPO DI LETTURA 4 min

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Che le dinamiche di Hollywood siano meschine è cosa nota al pubblico del nuovo millennio perchè non esiste attore che non farebbe carte false pur di diventare famoso recitando al fianco di un Di Caprio o venendo diretto da uno Spielberg. Ovviamente chi è già famoso deve anche mantenere vivo il suo valore ed il suo status quo negli anni: Hollywood consacra, ma Hollywood dimentica anche facilmente. Esempi eclatanti? Robert Downey Jr. o Mickey Rourke e, perchè no, la stessa Jessica Lange tornata alla ribalta dopo un periodo di magra proprio grazie a Murphy. Negli anni ’60 il modo in cui venivano sfruttati gli attori era meno convulso di oggi, tuttavia il ruolo delle donne era anche ben circoscritto ad una certa età e ad un certo luogo; gli uomini invece (come si evince dalla ricostruzione di Feud) avevano potenzialità praticamente in tutti i campi e a prescindere dall’età, leggasi vecchiaia. Bette e Joan volevano cambiare tutto questo.
“The Other Woman” inizia con un insolito team-up tra Joan e Bette, un team-up dettato principalmente dalla voglia di sopravvivenza (una delle tante cose che le accomuna) e dalla necessità di rimanere le prime donne in tutto e davanti agli occhi di tutti. Il comune intento di recitare in “What Ever Happened to Baby Jane?” è infatti quello di riprendersi il posto rubato per colpa della vecchiaia e di una visione della società che si approccia sempre di più al consumismo, non solo delle cose, ma anche delle persone. Sia Bette che Joan faticano ad accettare il cambiamento della loro posizione nella scala sociale ed esternano, a loro modo, una certa invidia e rabbia per questa inevitabile situazione. Le vittime sono ovviamente le loro versioni più giovani o, comunque, chiunque svii l’attenzione da loro: la figlia di Bette (“Nobody wants you anymore. Nobody’s watching you anymore. You see me out there having fun and being young and taking my turn, and you can’t take it.“) è l’esempio più eclatante ma la stessa giovane bionda attrice assunta per ricoprire il ruolo di vicina di casa vale da sola come emblema della “minaccia” vissuta dalle due donne.

Warner: They’re burning up the screen together.
Bobby, their scenes are fucking electric.
They are fucking electric! […] You got to keep ‘em at each other’s throats.
You have to.

Di questa faida tra le due attrici a giovarne, per motivi diversi, sono sia Aldrich che Warner. Se il primo vede in loro la chiave per “write your own ticket in this town” e, come la più classica delle situazioni di Hank Moody, anche qualcosa di più, Warner vede il simbolo del dollaro ovunque proprio perchè l’odio tra le due è palpabile ed è un qualcosa a cui né Hollywood né il pubblico sono abituati a vedere. La novità rappresentata dalla faida è infatti una boccata d’aria fresca, quindi è comprensibile (e, dal nostro punto di vista di consumatori finali, apprezzabile) che Warner forzi la mano di Aldrich per aumentare l’hype del pubblico e far trasudare l’odio delle due protagoniste in ogni momento di condivisione della scena. È una manipolazione che viene resa molto bene da un Tucci e da un Molina che vivono in una realtà separata rispetto a quella della Davis e della Crawford, l’accezione negativa dei loro character è infatti la chiave di lettura perfetta per comprendere le due attrici e Murphy riesce a rendere palese questa differenza di livello nella scala sociale: uomini da una parte, donne da un’altra.

Joan: You don’t know how lucky you are, Hedda, that being an actress didn’t work out for you, that you were never a star. I mean, you’re the one who has real power in this town.

C’è un momento di “The Other Woman” molto importante che potrebbe essere passato inosservato. Parliamo ovviamente della citazione soprastante che, dal nulla, rende veramente chiare le dinamiche in quel di Hollywood. Joan lo ammette in maniera indiretta ma la presa di coscienza che bellezza, fama e mariti CEO di Pepsi Cola non bastino per rimanere in auge è evidente. A prescindere che si sia donna o uomo, il vero potere, quello che tutti vanno cercando, è incarnato in Hedda, l’unica che ha un vero potere. La franchezza di questa esternazione dovrebbe far riflettere mettendo in prospettiva tutto il resto. Dovrebbe.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ogni attore è decisamente dentro il ruolo
  • Team-up e faida a suon di gossip
  • Chiara visione della differenza nella società tra uomini e donne
  • Le interviste del documentario non aggiungono moltissimo alla narrazione, nonostante si debba ammettere che una contestualizzazione sia utile
“The Other Woman” conferma quanto di buono era già stato esibito dal “Pilot“. La dinamica e la chimica che lega e separa Joan e Bette rimane la parte più interessante di Feud, ma anche il contorno comincia ad intrigare parecchio.
Pilot 1×01 2.25 milioni – 0.5 rating
The Other Woman 1×02 2.25 milioni – 0.5 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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