The Handmaid’s Tale 1×05 – FaithfulTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Love? […] Love isn’t real.
It was Never anything more than lust with a good marketing campaign.” 

Fedeltà.
Il quinto episodio di The Handmaid’s Tale è proprio quello di cui se ne sentiva il bisogno. Dopo una lunga attesa, soprattutto per i più scettici, è finalmente giunta l’ora della redenzione e, al giro di boa di questa prima stagione, è successo l’evento che cui tutti speravano e pregavano. Lo show di Bruce Miller dopo aver confermato nuovamente l’avvincente backgroud, aver dato prova per l’ennesima volta del valore del proprio cast, ha, dulcis in fundo, mostrato il primo accenno di trama utile per la prosecuzione dello show. Infatti quella staticità alla base del plot era l’unico vero neo di questa opera, tuttavia ora, con le poche ma importanti informazioni trasmesse da Ofsteven a Offred, il programma made in Hulu è pronto ad essere certificato come prodotto di qualità, più precisamente come oro puro. Per analizzare il peso e la purezza del minerale è importante conoscere il suo contesto, la sua storia e le sue future aspettative.


L’Età D’Oro


Da un paio di anni a questa parte qualcosa è cambiato nel mondo dello spettacolo. Il cinema, sempre più in crisi e con meno idee, sta subendo nuovamente colpi pesanti dalla televisione, più specificamente dalle serie tv. Queste, anni fa come mostrato anche in Feud, erano uno dei gradini più bassi a cui un attore potesse puntare, però i tempi e la mentalità sono cambiate. Ora possono essere sia un punto di ripartenza che di arrivo, sono mezzi capaci di lanciare e, vedasi il caso Bryan Cranston, di confermare grandi attori. Mai come negli ultimi anni hanno avuto un peso mediatico così grande, infatti le persone tendono a “fare a gara” nel guardare più serie contemporaneamente, piuttosto che andare al cinema più volte. Questo fenomeno può essere dovuto a più fattori, ad esempio dalla difficoltà a raccontare storie lunghe e ad episodi nei multisala, che dalla pigrizia degli spettatori che preferiscono stare a casa loro piuttosto che uscire. Sta di fatto che questo periodo non accenna a concludersi e si può affermare con sicurezza che The Handmaid’s Tale sia nata nel periodo perfetto, l’epoca migliore per essere vista, guardata ed amata.

El Dorado

La storia del luogo leggendario in cui vi sarebbero tesori preziosi è stata raccontata decine e decine di volte. Ha un fascino invidiabile e fin da piccoli tutti ne rimangono ammaliati. Per l’appunto nel 1500 d.c. migliaia di cercatori dell’oro (sinonimo di fortuna in questo caso) partirono alla ricerca di un posto simile a quello raccontato nella famosa favola, una ricerca affannata, dura e ingiusta. In molti perirono e furono uccisi, tutto questo per avidità dell’uomo.
Parafrasando la leggenda e ambientandola nel panorama seriale d’oggi, si incominciano a guardare sempre più serie alla ricerca disperata di trovare la fantomatica “serie della vita”, ma in questo caso, per alcune persone, El Dorado potrebbe esistere realmente, potrebbe essere la serie basata sul libro “Il Racconto Dell’Ancella” scritto da Margaret Atwood. Un mondo distopico caratterizzato da una forte misogenia estremista, dove le donne possono “finalmente” compiere in santa pace il loro destino biologico. Un mondo in cui una nuova religione ha preso il sopravvento, trasformando la società in modo drastico annientando tutti i valori che aveva. Un mondo in cui i pochi fortunati valgono decine di volte di più degli altri.
Un El Dorado terribile, disgustoso e tremendamente malato, ma dall’indubbio fascino.

L’Âge D’Or 


Luis Buñuel nel 1930 ne combinò una delle sue. Propose per il secondo anno di fila un film dai contenuti forti, spregiudicati e polemici. Dopo “Un chien andalou” e le forti critiche ottenute decise nuovamente di collaborare con Dalì e produsse “L’Âge D’Or”. Con il suo senso spiccatamente surrealista criticò per l’ennesima volta le tre istituzioni che governano il mondo: la società, la famiglia e la chiesa. Usando i valori della borghesia e i tabù sul sesso come propria arma. Tutto questo non può che far venire in mente il mondo ideato dalla Atwood, un mondo pieno di ipocrisie e bugie.
La diatriba tra Offred e il Comandante è l’apice della depravazione e della immoralità del mondo malato in cui è ambientata The Handmaid’s Tale. In quella scena si scopre la vera natura di uno dei pochi personaggi che sembrava soffrire il suo nuovo status, invece è tra quelli di cui ne vanno maggiormente fieri. D’altro canto anche Nick decide di rivelarsi e, presentandosi come “Occhio”, mette ancora più nei guai la povera Ancella che da una parte è controllata da un Comandante sterile e meschino, dall’altra si trova strettamente sorvegliata da uno dei veri padroni di questo nuovo mondo. Si può affermare con buona probabilità che Buñuel apprezzerebbe certamente la storia che sta alla base di questa serie, soprattutto per il modus operandi scelto da Miller, dove l’uomo da essere razionale passa ad essere animale, non dotato più di emozioni e sentimenti.
“Faithful”, come già detto, è quell’episodio che certifica la serie come prodotto di qualità. È triste che questo avvenga nel momento peggiore per la protagonista, la quale incomincia a subire mentalmente i colpi delle notizie ricevute. Un Comandante del genere e un “Occhio” in casa sono le peggiori cose che potessero capitarle, ma una luce è presente in fondo a questo buio tunnel. Il character interpretato dal non abilissimo Minghella potrebbe rivelarsi un vantaggio. Spinta dallo stato mentale confuso in cui si trova, Offred dopo essersi recata dall’autista-controllore gli si concede, iniziando così una scena di sesso dal forte carico erotico, un rapporto fisico che si discosta completamente da quelli visti con il Comandante. I fini di questa scelta dell’ancella sono non sono stati rivelati, ma se questo porterà Nick ad essere dalla sua parte il rischio intrapreso sarà sicuramente valso. La situazione in cui si trova sembra non aver vie d’uscita, sembra essere un incubo infinito al quale solo il misterioso Mayday potrebbe porre rimedio.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Elisabeth Moss
  • Regia fantastica
  • Discussione sull’amore
  • Stato mentale di Offred
  • Scena del mercato
  • Max Minghella
Dopo ben quattro episodi la miccia è stata finalmente accesa, The Handmaid’s Tale è sul punto d’esplodere. Si prospettano fuochi d’artificio scintillanti e maestosi.
Nolite Te Bastardes Carborundorum 1×04 ND milioni – ND rating
Faithful 1×05 ND milioni – ND rating

A.A.A. Re bello ed impossibile cerca regina con cui frustare i suoi numerosi schiavi. Nell’attesa del lieto evento Eros Gallagher sta guidando la sua nazione, dove tutto è lecito tranne che guardare The Walking Dead. Nelle scuole vengono insegnate le grandi gesta di Eleanor Shellstrop, Titus Andromedon e Saul Goodman. L’unica religione ammessa è il Scrubsianesimo, atta a venerare il santo John Dorian. Lasciate i vostri nickname di Instagram al 4 8 15 16 23 42.
Saluti e tante care cose.

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