The Handmaid’s Tale 1×06 – A Woman’s PlaceTEMPO DI LETTURA 4 min

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“A Woman’s Place” soffre di un paradosso ingombrante che purtroppo va direttamente ad intaccare il giudizio della puntata: più si evolve la trama, meno credibile diventa il tutto. Ci si è infatti lamentati molto (anche troppo) della iniziale lentezza di The Handmaid’s Tale, una lentezza a volte ingombrante ma che sicuramente veniva ripagata (e che tuttora viene ripagata) da una regia attenta e da una cura estrema per i dettagli. La partenza in slow motion è finalmente venuta meno e al suo posto è subentrata una certa dinamicità degli eventi: tra partite a Scarabeo giocate di nascosto, ritorsioni nei confronti di Ofglen e rapporti sessuali consenzienti e non tra Offred e Nick, tutto è diventato più veloce ed interessante. Niente di cui lamentarsi in tal senso, anzi, se non fosse che nel cambiamento è venuto meno il lato più pragmatico e razionale che guidava le azioni di Offred e in generale dell’universo creato da Margaret Atwood.

Mexican Ambassador’s Assistant: I want to help you.
I don’t know where your daughter is, but I think I can get a message to your husband.

Offred: My husband’s dead.
Mexican Ambassador’s Assistant: Lucas Bankole, born 29 April, 1980, in Nyack, formerly New York State.
He’s alive.

Una delle prime regole che si impara a conoscere e rispettare nei comics e ad Hollywood è che un character non è mai veramente morto finché non se ne vede il corpo esanime. Va sottolineato sia “comics” che “Hollywood” perché The Handmaid’s Tale, pur essendo una produzione americana, si prefigge come obiettivo quello di non rappresentare quella faciloneria nelle resurrezioni che tanto va di moda. Proprio per questo motivo bisogna valutare con una certa negatività la “resurrezione” del marito di Offred poiché, con essa, viene meno anche quel realismo scenico che tanto bene aveva caratterizzato questa ucronia. In tutto ciò ovviamente si mantiene quel rinnovato “attivismo” della trama orizzontale ma l’effetto sorpresa deve essere ponderato in funzione dell’attitudine della serie stessa e purtroppo i pesi specifici dei due elementi sono ben diversi.
Plot twist nel finale a parte, “A Woman’s Place” offre per la prima volta la possibilità di sbirciare nella vita di Serena Joy Waterford prima che il mondo cambiasse. Yvonne Strahovski in un’intervista ha descritto il suo character come un villain che non è veramente un vero villain ma lo sembra solo perché la situazione lo impone, niente di più vero e facilmente constatabile durante le scene di sesso tra suo marito e Offred. Non c’è cattiveria in lei, solo frustrazione e asservimento, una situazione che in realtà è rimasta la stessa sia prima che dopo la creazione di Gilead. Toni e contesti diversi, risultato uguale. Alla luce della dedizione che Miss Waterford ha nei confronti del marito, viene quindi da chiedersi come potrebbe reagire al bacio che Mr. Waterford ha chiesto ordinato a Offred, un bacio che tra le altre cose ha un sapore strano e in parte inaspettato e che, in prospettiva, deve essere visto per aumentare la già problematica situazione di Offred con Nick.

Offred: I lied to you.
This is A brutal place.
We’re prisoners.
If we run, they’ll try to kill us.
Or worse.
They beat us.
They use cattle prods to try to get us to behave.
If we’re caught reading, they’ll cut off a finger.
Second offense, just the whole hand.
They gouge out our eyes.
They just maim us in worse ways than you can imagine. 

They rape me.
Just every month.
Whenever I might be fertile.
I didn’t choose this.
They caught me.
I was trying to escape.
They took my daughter.
So don’t be sorry.
Okay? Please don’t be sorry.
Please do something.

Di tutta la puntata il momento di confronto/sfogatoio tra Offred e l’ambasciatrice messicana è quello più importante e forte, pregno di tutta la frustrazione e la sofferenza che le “handmaids” vivono nel loro nuovo quotidiano. Ed è esattamente in questo breve ma intenso confronto che esce fuori la vera natura della serie. Le regole e i valori dati in questa realtà distopica diventano sempre più chiari, puntata dopo puntata, e non importa se il regime di Gilead è l’unico che si è potuto conoscere finora, il valore di una donna feconda è tutto ciò che conta. Ecco quindi che “la donna capace di generare prole” diventa la nuova moneta sonante e tutto assume una nuova irreale prospettiva.
Rimane quindi una sola domanda: “What are you going to trade us for? Hmm? What? Fucking chocolate?“.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Monologo finale di Offred
  • Flashback su Serena Joy Waterford
  • Possibile “resurrezione” del marito di Offred che minaccia la natura della serie
Non esageriamo nel dire che ci si trova di fronte probabilmente all’episodio “peggiore” della stagione. Rimane solo da capire se è solo un caso o se il tono della serie cambierà definitivamente a breve.
Faithful 1×05 ND milioni – ND rating
A Woman’s Place 1×06 ND milioni – ND rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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