Il Buio Oltre La Serie #14 – Preacher: Easter Egg & Curiosità (Stagione 1)TEMPO DI LETTURA 16 min

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Chi segue RecenSerie sa che le recensioni delle serie tv tratte da fumetti vengono accompagnate da L’Angolo Del Nerd, rubrica interna (ed esclusiva) alle nostre analisi su serie quali Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. e The Flash. Alcune di loro, però, non hanno avuto il privilegio (?) di essere munite di apposito Angolo che chiarisse eventuali rivisitazioni ed elencasse tutte le varie curiosità ed easter egg disseminati nell’episodio. Una di queste serie è proprio Preacher. Perché? 
Sostanzialmente, il motivo principale è che serie come Preacher non solo sono scritte da un solo sceneggiatore che tesse trame, sottotrame, caratterizzazioni di personaggi ecc., ma hanno anche una conclusione definitiva che preclude ogni spin-off, prequel e sequel della serie, oltre che essere circoscritti in un unico universo narrativo che prevede la loro unica esistenza. Tenendo sempre a mente il caso di Preacher, la serie scritta da Garth Ennis e Steve Dillon venne pubblicata dal 1995 fino al 2000 per la Vertigo Comics, etichetta della DC Comics. Il fatto che la DC sia proprietaria della Vertigo (come lo è la Disney di Marvel e LucasFilm) non vuole automaticamente dire che Preacher sia gemellata con l’universo di Batman e soci. Tutt’altro: Preacher e Vertigo sono una cosa, Batman, Superman ecc. e DC un’altra. Ergo, i chiarimenti da fare riguardo la fedeltà, le citazioni e tutto il resto sono davvero minime in serie come queste. Tutto il contrario invece di serie come Marvel’s Daredevil o DC’s Legends Of Tomorrow. Con i personaggi di stampo supereroistico, ci troviamo davanti ad una continuità molto più vasta e si rende quasi necessario avere L’Angolo del Nerd che chiarifichi tutto ciò.
Allora perché questo IBOLS? Perché, da quanto ci risulta dalle visite, L’Angolo del Nerd è sempre molto apprezzato e ci dispiaceva non poterlo inserire anche in Preacher. Perciò, si è deciso di rimediare in questo modo.
Da qui in poi, ci saranno anche pesanti spoiler sulla serie e si consiglia la lettura ad un pubblico maturo che ha già finito di guardare la prima stagione.
1×01 – Pilot

1) Quando si vede Jesse Custer per la prima volta, in sottofondo viene riprodotta la canzone “Time Of The Preacher” di Willie Nelson. “Time Of The Preacher” è anche il titolo dell’albo numero #1 e nel fumetto, tramite didascalie, vengono citati alcuni versi della canzone.
2) Nella medesima sequenza, quando Jesse si alza dal letto, si può intravedere un tatuaggio:
Lo stesso tatuaggio appare sulla mano dell’assassino di John Custer, padre del protagonista. Il simbolo è il logo della città di Angelville, una città immaginaria al confine tra Texas e Lousiana, comandata dal clan dei L’Angell e, nel fumetto, la prima volta che compare (Preacher #8 del 1995) viene descritta da Jesse con queste testuali parole: “If the devil created Texas like some folks say he did, this is where he rested on the seventh day“.
Capo di questa famiglia malvagia e piena di sadiche perversioni è Marie
L’Angell, la nonna di Jesse, nonché suocera di John e madre di
Christina, a sua volta, madre di Jesse. La famiglia Custer è legata alla
famiglia L’Angell non solo per un legame familiare ma anche perché i
coniugi Custer cercarono di fuggire dall’infernale città quando Jesse
era ancora in fasce, finendo però tristemente con l’essere catturati e
riportati ad Angelville subendo numerose e strazianti sevizie.
3) In diverse scene dell’episodio compare una bottiglia con una silhouette di un cowboy:
Quella è la sagoma del Santo Degli Assassini, uno dei principali antagonisti di Jesse. Farà il suo ufficiale debutto nello show nell’episodio successivo, intitolato “See“.
4) I due uomini che indagano sulle misteriose morti causate dalla strana entità venuta dallo spazio sono Fiore e DeBlanc, due personaggi che (successivamente) verranno descritti come degli angeli mandati dal Paradiso per estirpare dal corpo di Jesse l’entità conosciuta come Genesis.
5) Quando si fa la conoscenza di Eugene Root, ogni volta che il personaggio parla vengono posti in sovrimpressione dei sottotitoli, così da aiutare lo spettatore a capire quello che dice. La cosa è ripresa pari pari dal fumetto originale dato che, vista la conformazione della sua faccia, risulta difficile capire quello che dice.

Successivamente il personaggio sarà chiamato col soprannome dispregiativo “Faccia Di Culo”, affibbiatogli da Cassidy. La spiegazione della sua condizione arriverà nella sesta puntata intitolata “Sundowner“.
6) Sempre a proposito di Eugene, nei fumetti il suo nome non è mai stato rivelato, il ragazzo infatti verrà chiamato sempre col soprannome Faccia Di Culo (in originale, Arseface).
7) Nella scena in cui Tulip si mette lo smalto, la donna è seduta una cartina che mostra una planimetria di un edificio. Se guardate con attenzione l’immagine, vicino al logo AMC in basso a destra, noterete una scritta che recita “Grail Industries”, un riferimento alla fazione estremista religiosa chiamata The Grail e
capitanata dal personaggio di Herr Star, un altro dei maggiori
antagonisti di Jesse nella serie.
8) La fusione tra Jesse e Genesis è stata resa nella serie tv in maniera oltremodo contenuta. Nel fumetto, quando i due si uniscono, si crea un’enorme esplosione che distrugge la chiesa, uccidendo quasi tutta la sua comunità. 
In più, Anneville è teatro di ben pochi numeri. La città sarà abbandonata dal trio protagonista subito dopo aver scoperto il funzionamento dei poteri di Jesse; successivamente, il predicatore partirà con Tulip e Cassidy alla ricerca di Dio, cosa che lo porterà a viaggiare per gli Stati Uniti. 
9) Durante la puntata, Jesse fa la conoscenza di Betsy Schenck, una donna a cui piace il sadomaso e altre torture fisiche perverse. E’ una citazione al personaggio di Miss Oatlash, l’avvocato di Odin Quincannon, il capo di una ditta produttrice di carne piuttosto potente e che (nei fumetti) tiene in pugno la città di Salvation.

10) E siccome l’abbiamo citato, ad un certo punto dell’episodio compare un plastico della ditta di Quincannon:

Il personaggio debutterà ufficialmente nell’episodio “See“.

1×02 – See

11) In questo episodio Cassidy confessa di essere un vampiro ma non spiega come lo diventò. Nel 1916, Cassidy prese parte alla Rivolta di Pasqua come membro degli Irish Volunteers: un’organizzazione militare fondata nel 1913 da nazionalisti irlandesi, apparentemente in risposta alla formazione degli Ulster Volunteers. Siccome la Rivolta stava prendendo una brutta piega, Cassidy scappò insieme al fratello Billy (anch’egli arruolatosi) e scapparono nelle paludi. Durante la notte, Cassidy venne morso da un’anziana vampira e scagliato nel fiume; il fratello poi scappò, dando per scontato che Cassidy fosse morto. In realtà era appena stato trasformato in un vampiro. La differenza principale è che, mentre nella serie tv lo dice esplicitamente (e pure la serie lo mostra esplicitamente) nel fumetto invece il suo essere un vampiro è un colpo di scena.
In “Call And Response”, lo sceriffo Root citerà la sua semi-immortalità elencano alcuni suoi crimini eclatanti commessi tra i primi del ‘900 e il 1960.

1×03 – The Possibilities

12) Donnie Schenk, ad un certo punto, menziona una certa Miss Oatlash. Il personaggio è l’avvocato di Odin Quincannon e i due compaiono per la prima volta su Preacher #42 del 1998, quando Jesse approda in una città chiamata Salvation (controllata principalmente da Odin) e di cui ne sarà brevemente lo sceriffo. In apparenza timida e pacata, Miss Oatlash si rivelerà un’accanita appassionata di S&M, oltre che cultrice del Nazismo e fervida credente delle ideologie di Adolf Hitler. 
13) I nomi dei dipendenti della Quincannon Meat & Power sono i nomi delle persone che hanno lavorato alla serie a fumetti. 

14) Ad un certo punto dell’episodio, viene mostrata un’inquadratura in cui appaiono una serie di tombe. 

Potrebbe sembrare una sequenza apparentemente superflua ma, in verità, questa è una citazione alla copertina di Hellblazer #62 del 1993, realizzata dal disegnatore Glenn Fabry, nome che compare anche sulla lapide in primo piano.

Garth Ennis, infatti, prima di scrivere Preacher, lavorò sulla serie personale di John Constantine, scrivendone le storie dal numero #34 fino al numero #83 (più alcuni albi speciali fuori serie). La sua gestione, che vide anche la collaborazioni con Steve Dillon (il disegnatore che lo affiancherà in Preacher) è considerata la palestra di Ennis, nonché serie che lo preparò a disintegrare ogni freno inibitore in vista di Preacher. Quest’ultima è anche una citazione a David Blass che è stato production designer e art director della serie Constantine.

15) Si fa la conoscenza della sigla ufficiale di Preacher composta da Dave Porter e intitolata con l’originalissimo nome Preacher Title Theme.

16) Ad un certo punto si vede un uomo vestito di bianco che partecipa come spettatore allo Snuff Film Festival, che poi se ne va dopo che una persona gli sussurra qualcosa nell’orecchio.

Quel personaggio è Herr Starr, l’ambizioso secondo in comando presso la società segreta chiamata The Graal, che ha il compito di proteggere la linea di sangue di Gesù Cristo. In questa missione la società ha accumulato una quantità incredibile di potere. Herr Starr risponde direttamente al leader di The Graal, ovvero Allfather, che ha in programma dei piani per Jesse Custer e Genesis.

1×04 – Monster Swamp

17) Cassidy dice a Jesse che un giorno loro due partiranno per un bel road trip. È una citazione ad un evento futuro che vedrà i due più Tulip impegnati in un viaggio che durerà per tutta la serie.

18) In questa puntata si ottengono più informazioni sul passato comune di Jesse e Tulip che, nei fumetti, è molto diverso. Jesse conobbe Tulip O’Hare in età adulta e, dopo essersi conosciuti, si dedicarono ai furti d’auto e cominciarono a vagare di città in città; trascorsero un anno e mezzo di felicità e spensieratezza, amandosi con passione, quando, arrivati a Phoenix, Jesse venne rintracciato da due scagnozzi della nonna. Per salvare la vita di Tulip, Jesse tornò con loro ad Angelville, senza dare una spiegazione alla sua ragazza, dove si arrese e si piegò alla volontà di sua nonna divenendo un reverendo di una chiesa in un piccolo paesino del Texas. Jesse venne abbandonato dallo spirito di John Wayne, che lo accusava di avere mollato e cadde nell’alcolismo.

1×05 – South Will Rise Again

19) Nella stanza di Eugene, sulla sua scrivania, si possono vedere degli schizzi di personaggi che appariranno in futuro nella serie. Gli schizzi sono ad opera del disegnatore Steve Pugh.

1×06 – Sundowner

20) In riferimento alle vere origini delle ferite di Eugene, sul suo armadietto scolastico si può vedere un adesivo dei Nirvana.

21) Tulip dice a Cassidy che l’eroe di Jesse è John Wayne. Ebbene, nei fumetti di Preacher la figura di John Wayne funge da personaggio secondario, sebbene importante. Infatti, il suo fantasma appare di frequente e fa da guida spirituale/coscienza per il protagonista. Jesse scelse John Wayne come eroe quando la famigliola si trasferì a Laredo, posto dove John gestiva un bar. Jesse trascorse i primi anni della sua infanzia coccolato dall’amore dei suoi genitori e guardando i film di John Wayne, indiscusso idolo suo e di suo padre.
Il fantasma di John Wayne, però, non è proprio proprio il fantasma del famoso attore western: non è quello ottuso e reazionario, ma più la sua versione cinematografica, quella consacrata nell’immaginario western ed eroe del cinema. 

1×07 – He Gone

22) In questo episodio vengono svelati gli eventi che hanno portato alla morte del padre di Jesse che, rispetto al fumetto, sono molto diversi. John Custer era un marine reduce del Vietnam che conobbe la giovane scappata di casa Christine l’Angell durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam. In men che non si dica i due s’innamorarono e si sposarono; un anno dopo nacque Jesse.
La famigliola si trasferì a Laredo, dove John manteneva i suoi cari lavorando in un bar, ma la loro armonia venne distrutta dall’arrivo degli psicopatici Jody e TC, che rintracciarono Christine allo scopo di riportarla a casa. I due rapirono i Custer e li portarono al cospetto della madre di Christine, Marie l’Angelle, che li costrinse a vivere nella sua tenuta (Angelville) rispettando le loro regole basate su una morbosa disciplina religiosa, pena la morte. Jesse studiò in casa sotto la guida di sua madre, alternando gli studi scolastici con quelli della Bibbia. Suo padre John non si rassegnò e, quando Jesse aveva cinque anni, tentò di scappare dalla villa-prigione, non prima di avere detto all’amato figliolo “Sii uno dei buoni… perché di cattivi ce ne sono troppi al mondo” cosa che Jesse ricorderà per tutta la vita. Infatti quelle furono le ultime parole che il ragazzo sentirà dal padre che verrà ucciso sotto i suoi occhi da Jody.
23) Jesse e Tulip si conobbero quando entrambi erano già adulti.

24) Nella stanza di John Custer si può vedere il quadro Christina’s World di Andrew Wyeth. Il dipinto venne citato nella copertina di Preacher #43 del 1998.

25) Vengono anche rivelate le origini di Eugene, anche queste, molto rivisitate. Eugene (che nel fumetto, ricordiamo, non è chiamato così ma solo nella serie tv) era una totale delusione per il padre Hugo Root. Eugene era pigro, senza alcuna ambizione e passava le sue giornate ad ascoltare musica rock e rap. Inoltre il suo migliore amico era un tizio soprannominato “Pube”: un chitarrista che passava tutto il giorno a suonare e a fumare erba, cosa che fece arrabbiare ancor di più il padre poiché pensava che l’influenza di Pube su Eugene fosse oltremodo negativa. Dopo la morte per suicidio di Kurt Cobain (idolo di entrambi), su suggerimento di Pube, i due decisero di tentare lo stesso gesto del frontman dei Nirvana, così da capire di più il suo dolore. Pube riuscì nell’intento e si uccise, Eugene invece rimase in vita. 
Dopo diverse interventi chirurgici la faccia divenne quella ormai celebre e, dopo una sfuriata della sorella di Pube, Eugene ebbe un’epifania e si rese conto del suo comportamento sbagliato. Dopo l’intervento, Eugene fece di tutto per diventare il figlio perfetto, anche se l’atteggiamento del padre si dimostrò comunque scontroso nei suoi confronti. Ufficialmente, il soprannome Faccia Di Culo lo ottenne nello specifico momento in cui Eugene tentò di difendere il padre dal Santo Degli Assassini (Preacher #4 del 1995) scagliandosi contro il pistolero con un indomito coraggio. Cassidy commenterà la scena con una frase che entrerà nella storia:

1×08 – El Valero

26) Le origini di Odin Quincannon sono state totalmente inventate per il serial, dato che nel fumetto non si fa menzione alcuna agli eventi mostrati ad inizio episodio. In più lui e Jesse non hanno questo legame così profondo che si radica addirittura quando suo padre era ancora in vita. Nei comics l’unico parente di Odin di cui si conosce l’esistenza è Conan Quincannon, personaggio che comparirà a serie inoltrata e quasi alla fine. 

1×09 – Finish The Song

27) La scena in cui Fiore e DeBlanc salgono sul bus che gli conduce all’Inferno è una citazione a Breaking Bad. Il luogo infatti è lo stesso in cui Ed viene a prendere prima Jesse Pinkman in “Confessions” e poi Walter White in “Ozymandias“.

Il luogo si trova tra Juan Tabo Boulevard e Osuna Road, ad Albuquerque,
New Mexico: località in cui Preacher, come Breaking Bad, è stato girato.
Questo luogo è stato scelto per due motivi: 1) Perché ha un’aria
davvero spettrale e i cubotti di cemento sembrano delle tombe, luogo
ideale da usare come punto di partenza per un viaggio all’Inferno; 2)
Tra gli sceneggiatori c’è Sam Catlin che, all’epoca della messa in onda di
Breaking Bad, ne era il produttore esecutivo ed ha voluto omaggiare lo show che gli ha portato tanta fama.
28) Vengono svelate le origini del Santo Degli Assassini, che qui però sembrano essere parecchio rivisitate. Nel fumetto Il Santo era un soldato confederato durante la guerra di secessione americana, distintosi per la sua ferocia in battaglia. Dopo la guerra divenne un pistolero e cacciatore di taglie fino a quando non salvò una donna di cui si innamorò, pose fine alla sua vita fatta di violenza e i due si sposarono e figliarono. Un giorno la moglie e la figlia si ammalarono e il Santo raggiunse la città per comprare le medicine necessarie. Sulla strada del ritorno fu rallentato da una banda di fuorilegge e quando ritornò a casa le due erano già morte. 
Furioso con i banditi, massacrò quasi tutta la banda, finendo i proiettili proprio prima di uccidere il capo, il quale, a sua volta, lo uccise. Da morto l’Angelo della Morte gli offrì il suo ruolo, proponendogli di tornare sulla Terra per raccogliere le anime delle persone decedute per morte violenta. Il Santo normalmente dorme in una bara nel cimitero di Boot’s Hill. Venne risvegliato da due angeli affinché ritrovasse e uccidesse Jesse Custer dopo che si era accidentalmente fuso con Genesis.

1×10 – Call And Response

29) Il numero che compare sulle tubature che emettono metano è 02-26-01. È un riferimento a, rispettivamente: vignetta, pagina e numero dell’originale esplosione della chiesa (e di tutta Annville) nel fumetto.
30) Quando compare il cartellone stradale che dice “Welcome to Annville”, osservate attentamente la data che compare sotto: 1882. Annville, infatti, venne fondata sulle ceneri di Ratwater l’anno dopo che il Santo Degli Assassini massacrò tutti in città.
31) Quando Prairie Dog e Chief Red Savage (le due mascotte, una vestito da cane e l’altro da indiano) si impiccano, sul bidone dove sta Chief Red si può nuovamente leggere la scritta delle Grail Industries.
32) In una delle vetrate della chiesa di Jesse compare questo simbolo:
È una citazione al simbolo dell’Alfa e dell’Omega posto sul missile visto nel Pianeta Delle Scimmie.
33) Prima dell’esplosione di Annville, Betty Schenk è vestita come Dorothy, la protagonista del Mago di Oz.
34) Il motivo per cui Fiore torna da solo dal viaggio all’Inferno è perché DeBlanc è morto definitivamente a causa del Santo Degli Assassini. Nel fumetto viene spiegato che le pallottole del Santo sono così potenti da ferire e uccidere anche Dio e il Diavolo. 
35) A proposito di morti, anche Emily, Odin Quincannon, lo sceriffo Root e tutti gli altri sono morti nella distruzione di Annville e, come confermato da messaggi Twitter degli attori che hanno prestato il volto ai personaggi e dagli showrunner, non torneranno più nella seconda stagione. Ovviamente, il modo in cui muoiono i personaggi (sopratutto Root e Quincannon) sono molto diversi rispetto al fumetto. Root infatti morirà a seguito di una scena che è entrata nell’immaginario collettivo del fumetto:
Quincannon invece morirà perché accidentalmente (e fortuitamente) colpito da un fulmine.
A ferite accusate, però, Odin non morirà subito ma riuscirà a trascinarsi in uno dei suoi luoghi di ritiro, in cui amoreggerà con una bambola fatta di varie tipologie di bistecche e truccata da prostituta prima di esalare l’ultimo respiro. Per Emily invece non si pone la questione poiché personaggio inventato per il serial.

36) Mentre Jesse e Tulip discutono se uccidere o no Carlos, Donnie viene ripreso a letto mentre legge Gorilla Nella Nebbia, titolo non scelto a caso. Il libro narra della storia di un’antropologa che viaggia verso le montagne africane per studiare specie di gorilla rarissime. L’antropologa, Dian Fossey, descrive il paradiso terrestre come “quanto di più vicino a Dio”. Per Donnie, Jesse non potrebbe essere più vicino a Dio di così. Ma potrebbe anche esserci una doppia lettura in tutto ciò. Vale la pena notare che, in Gorilla Nella Nebbia, Dian Fossey cerca inizialmente giustizia, ma alla fine cerca di ottenere vendetta, che potrebbe essere vista come una anticipazione del futuro della serie.

37) La scena in cui Jesse, Cassidy e Tulip parlano alla tavola calda è una delle ultime scene della prima stagione di Preacher. Nel fumetto, invece, è una delle prime. Per omaggiare questa inversione, all’inizio di “Call And Response” si sente nuovamente la canzone “Time Of The Preacher” di Willie Nelson.

Nato da un’idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: “Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell’insegnamento”. Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E’ destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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