Fear The Walking Dead 3×11 – La SerpienteTEMPO DI LETTURA 8 min

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Comunicazione di servizio 
Fear The Walking Dead è una serie nelle cui recensioni scatta da sempre l’inevitabile paragone con la sua serie madre. Questo particolare (e la serie di commenti probabilmente ripetitivi che caratterizzano il resto delle recensioni) ha spinto la redazione di RecenSerie ad un nuovo sistema di stesura. Lo sparuto team di superstiti che ancora persevera nel recensire suddetta serie svolgerà un lavoro cooperativo. I lettori avranno modo di seguire un’interazione spesso negata dalla scrittura distaccata delle restanti recensioni. I tre recensori (Fd, Fb, e Vl) interagiranno tra loro, instaurando una dialettica che, con la forma del dialogo (anzi, del trialogo), punterà a commentare questa terza stagione di Fear The Walking Dead. Ogni settimana uno dei tre recensori assumerà il ruolo di “intervistatore” stuzzicando gli altri due con tematiche e punti di interesse individuati durante la visione. Sarà un’estate molto lunga.


Vl: Partiamo da una domanda terra terra. Si vede un miglioramento in questo episodio rispetto ai due precedenti? Se sì, perché secondo voi?


Fb: Assolutamente no, e il perché è presto detto: le forzature sono sempre presenti, forse anche in misura maggiore rispetto ai due episodi della settimana scorsa, a partire dal cicalino che attira l’orda di zombie mentre un camion estremamente rumoroso con tre esseri umani a bordo gli sfreccia a un metro, passando per la folla inferocita che giunge esattamente dopo l’esplosione evidentemente causata da Strand – eventualità che Lola neppure valuta nonostante sia palesemente un piano per scambiare armi in cambio di acqua – e concludendo con quel sorriso di Walker, che pare essere diventato un tenero agnellino, dopo la prevedibile frase (non) ad effetto di Madison. Se poi a tutto questo aggiungiamo la noia mortale che ci accompagna per tutta la durata del soggiorno di Madison e Victor alla diga, allora è facile continuare a spalare guano su questo mancato aborto televisivo.

Fd: In generale un episodio del genere sfigurerebbe in un qualsiasi prodotto televisivo dotato di spina dorsale e con un sufficiente apparato narrativo alle spalle, tuttavia la domanda pone il confronto con le ultime due puntate e allora la risposta si tramuta in un fragoroso battito di mani perchè “La Serpiente” sembra un capolavoro se rapportato a quella becera doppia mid-season premiere. Detto ciò va comunque sottolineato tutto quello che il mio collega ha scritto sopra ma va aggiunto il fatto che almeno le trame si intersecano e finalmente qualcosa si smuove ed il letame assume nuova forma.

Vl: La sequenza iniziale, nella sua lunghezza e lentezza, è un buon momento splatter-dark-gore-goth oppure è una trashata di serie Z per aumentare minutaggio?


Fb: Scelgo l’opzione C: una sequenza ideata da uno sceneggiatore ubriaco che evidentemente pensa che un bip quasi impercettibile possa attirare un gruppo di zombie lontano da un camion in movimento pieno di esseri umani. Molto meglio la breve sequenza nelle fognature, unico momento realmente coinvolgente dell’episodio. E infatti dura otto minuti scarsi.

Fd: È semplicemente una scusa per aumentare il minutaggio. La trovata di Strand potrebbe funzionare in un ambiente circoscritto e senza un camion che urta automobili parcheggiate nell’autostrada, mentre invece lo zombie ciccione incastrato nelle fogne è una bella trovata gore. A tutto ciò va però aggiunta la mancata geolocalizzazione delle fogne stesse che sembrano della lunghezza di un centro commerciale visto che portano serenamente dalla diga alla città passando per il deposito di auto che sembra in mezzo al nulla.

Vl: Secondo voi è coerente questa rappresentazione che si fa, in “La Serpiente”, del personaggio di Walker come lupo solitario in balia degli eventi, quando in realtà è stato presentato come carismatico leader di una comunità? Alla lunga è poco verosimile che abbia accompagnato lui Madison, invece che mandare qualcuno dei suoi uomini e rimanere a gestire il ranch?


Fb: Porsi dei problemi sulla caratterizzazione dei protagonisti di Fear è decisamente un’attività controproducente, a mio avviso è più utile e salutare osservare la deriva dei vari personaggi senza proferire parola in merito, consci del fatto che qualsiasi personaggio potrà prendere decisioni o compiere azioni a caso a prescindere che esse siano o meno coerenti con quanto detto o fatto fino a quel momento dal character in questione. In altre parole: qualsiasi espediente, anche il più becero e assurdo, è concesso purché la trama progredisca. Tanto pare che le milionate di spettatori non si facciano con la coerenza.

Fd: Walker è semplicemente un consumatore d’ossigeno messo lì per dare peso specifico ad un qualcosa che peso specifico non ne ha. La sua morte è già stata tolta dalle scommesse della SNAI perchè fin troppo prevedibile nel prossimo futuro, si può invece ancora scommettere su quale membro del cast lo farà fuori: Madison è quotatissima, a seguire ci sono Strand e Salazar. Lupo solitario o meno fa poca differenza, va invece fatta notare la bipolarità di un personaggio che si è comportato in un modo fino a due puntate fa e che ora sembra essere totalmente diverso. Non in meglio, ovviamente.

Vl: Ricordate il personaggio di Strand agli inizi, egoista e propenso all’autoconservazione, sempre vestito di tutto punto? Adesso non vuole deludere i suoi amici (testuali parole), gira in tuta ed è il buffone del gruppo. Evoluzione del personaggio o manomissione casuale?


Fb: Ecco, appunto, come sopra.

Fd: Partirò prendendola alla larga e citando i 99 Posse che, nella loro canzone “Rifugio Antifascista”, cantavano “L’unico fascista buono è il fascista morto”. La prendo alla larga perchè questa frase è stata modificata in vari modi cambiando il soggetto e, ovviamente, la versione “L’unico negro buono è il negro morto” è facilmente riscontrabile nei migliori cessi pubblici delle stazioni e in alcuni rinomati autobus di periferia. I fan di questa versione ovviamente ripropongono questa citazione e la affibbiano ad ogni personaggio di colore che c’è in tv e che, come spesso vuole la tradizione hollywoodiana dei film horror, è sempre il primo a morire. Detto ciò, e qui traiamo qualche conclusione da questa ampia ed inutile premessa, l’evoluzione di Strand non va vista in maniera negativa quanto piuttosto positiva perchè il character è ancora in vita e soprattutto perchè è uno dei pochissimi che non si fa odiare per ciò che è. E questo in Fear The Walking Dead vuol dire moltissimo.

Vl: Forse abbiamo già tirato in ballo la cosa in recensioni precedenti. Daniel è stato ripescato per sostituire Travis o era una resurrezione voluta secondo voi? Di conseguenza, tutta l’introspezione su di lui e sulla comunità della diga sarà mai utile in qualche modo?


Fb: A mio avviso, resisi conto dello scarso carisma di Travis – “protagonista” della serie in quanto capofamiglia dei Clark/Manawa – si è deciso di optare per un rimpiazzo che regalasse alla serie una figura maschile di maggior interesse e che soprattutto si configurasse come badass di turno. Dopo l’ammorbidimento di Strand in seguito al ricongiungimento con la sua dolce metà, l’unica scelta possibile all’interno del parco personaggi iniziale era Daniel. Ergo, l’unica via possibile per farlo tornare in auge era quella di farlo resuscitare magicamente dalle ceneri, dedicandogli un episodio che lo reintroducesse all’interno delle vicende. Sinceramente non credo che l’introspezione su di lui e la comunità della diga servirà a qualcosa, anzi sinceramente non credo che l’intera stagione servirà a qualcosa.

Fd: Rispondo alla domanda con un’altra domanda: sapendo che nell’universo narrativo di The Walking Dead tutto è destinato a essere distrutto prima o poi, quanti episodi ci vorranno prima che la diga venga fatta saltare in aria e tutto vada a troie?

Vl: La sequenza dell’esplosione della cisterna, delle lontane voci di rivolta e del cambio di idea di Lola poteva essere realizzata meglio? O sono io che ero un attimo distratto?


Fb: Cose a caso. Strand e Madison che casualmente sono a due metri dalla cisterna che esplode e nessuno si fa due domande; la folla inferocita che arriva lì esattamente in quel momento inveendo contro Lola; la stessa Lola che cambia idea in mezzo secondo e dà l’acqua a Madison senza manco sapere se tornerà con le armi.

Fd: La cultura cinematografica di Strand prende vita e gli permette di diventare un bombarolo qualificato. Salazar stringe patti con persone di cui non si fida e che odia a morte. Lola non dovrebbe essere a capo di niente visto il nome che si ritrova e che, infatti, la rende un personaggio stupido e deprecabile. E dico tutto questo mentre stavo facendo altro guardando la puntata.

Vl: In conclusione, cosa ci dicono gli ascolti di questa 3×11?


Fb: Che se un dio esistesse non farebbe guardare questa serie a due milioni di persone innocenti.

Fd: Che ci sono ancora 1.99 milioni di americani che sprecano i soldi del loro abbonamento alla AMC per guardare questa merda.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una Madison più umana del solito
  • Contrasto tra l’oscurità e la claustrofobia delle scene iniziali e l’apertura e l’ottimismo della sequenza finale
  • Questione acqua apparentemente chiusa
  • Tante introspezioni di cui si farebbe volentieri a meno in un survival
  • Personaggi la cui personalità e funzione muta a seconda della comodità narrativa
  • Forse eccessivamente lunga la sequenza iniziale in cui i momenti di ricerca di Strand si dilungano su più piani, creando ripetitività

 

Non si sa se è la serie ad aver bisogno di qualche episodio per prendere le misure oppure se è il pubblico che si deve acclimatare con il ritorno in scena di questo discutibile spin-off. Sta di fatto che vedere la narrazione andare avanti è sempre un segnale positivo rispetto ad altre situazioni stagnanti. E anche gli ascolti (viziati anche dalla nottata Emmy, a dire il vero) che continuano a calare non possono che portare una ventata d’ottimismo.

 

The Diviner 3×10 2.14 milioni – 0.8 rating
La Serpiente 3×11 1.99 milioni – 0.7 rating

 

 

 

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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