Mr. Robot 3×03 – Eps3.2_legacy.soTEMPO DI LETTURA 4 min

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È interessante vedere come Esmail giochi con il suo pubblico affamato di verità. La gestione delle informazioni rilasciate dallo showrunner negli episodi è infatti nettamente e volutamente altalenante, tanto da risultare impronosticabile sia nel breve che nel lungo periodo, anche se magari qualche pronostico azzeccato tra Reddit ed i vari forum si poteva trovare in anticipo. “Eps3.2_legacy.so” però, riconferma l’imprevedibilità di Esmail (come sempre tuttofare della serie tra regia e sceneggiatura) ed ecco quindi che, finalmente, si concede allo spettatore un po’ di chiarezza sulla travagliata storia e assenza di Tyrell Wellick. Il tutto passando da una buona pausa nella timeline attuale.

 

Tyrell:Did you see what just happened? Do you not understand what just happened?
Mr. Robot:The only thing that happened is the gun jammed. It won’t happen again.
Tyrell:No, no, no! This is proof. Don’t you understand? – This is proof.
Mr. Robot:Proof of what?
Tyrell:Proof of what? When you told me I couldn’t see what was above me, only in front of me.
Mr. Robot:What the fuck are you talking about?
Tyrell:We are gods.
Mr. Robot:You really are a lunatic.
Tyrell:You held that gun point blank at me and fired, and yet I’m standing right here talking to you. What are the chances?
Mr. Robot:I don’t know. But shit happens all the time.
Tyrell:This wasn’t chance. This was an act of God. And we have been invited into His circle to lead this revolution.”

 

L’episodio, mastodontico per la sua importanza nel far capire i retroscena della storia, inizia esattamente quando termina “Eps1.8_m1rr0r1ng.qt” e si dipana lungo tutta la 2° stagione fino a concludersi con il sorriso smaliziato di Mr. Robot che, teoricamente, può essere collocato ad inizio “Eps3.0_power-saver-mode.h“. Ci si trova di fronte ad un recap creato appositamente per colmare quella lacuna, ovvero quel gap temporale che ha, dapprima forzatamente asportato Tyrell dalla storyline e successivamente reinserito a “partita iniziata”.
Inutile dire che Esmail sa benissimo come scrivere una sceneggiatura tenendo alta la tensione e l’interesse nonostante poco accada sotto gli occhi dello spettatore perché, a conti fatti, la sostanza dell’episodio non è moltissima: Tyrell è rimasto per tutto il tempo in una casa in mezzo alla campagna a tagliare legna e lavorare alla Fase 2. Eppure, dietro questo concisissimo riassunto, si nasconde molto di più. Innanzitutto si fa chiarezza sulla dinamica che intercorre tra Mr. Robot e Tyrell, una relazione non del tutto cristallina e viva (nel vero senso della parola) per merito di “an act of Sam Esmail God” sotto forma di pistola inceppata, stessa pistola da cui poi, per uno strano cerchio della vita, è partito il colpo che ha quasi ucciso Elliot in “Eps2.9_pyth0n-pt2.p7z“. In secondo luogo, si riesce a dare spazio a due personaggi (Tyrell e Irving) che avevano davvero bisogno di un po’ di minutaggio per svilupparsi in profondità e far capire meglio il relativo background. Dopo questi 40 minuti abbondanti, sia Tyrell che Irving appaiono legati a filo doppio con il risultato finale di una rivalutazione generale degli eventi sia della seconda stagione che dei primi due episodi di quest’anno.
Se già era abbastanza palese che Dark Army e Whiterose avessero avuto un ruolo preponderante nello svolgimento degli eventi, dopo quanto mostrato in questo episodio si può fugare ogni dubbio: niente è stato lasciato al caso e tutto è stato controllato con minuzia di particolari. La resa scenica e l’importanza di questi eventi avvenuti off screen permettono una maggiore comprensione della situazione generale e dei cambiamenti comportamentali di certi personaggi, non ultima Angela. E non si può che apprezzare ogni singolo momento.

 

Look, the country’s desperate right now. But you can’t be serious. I mean, the guy’s a buffoon. He’s completely divorced from reality. How would you even control him?

 

Una piccola postilla a parte va doverosamente riservata all’utilizzo dei fatti reali all’interno di un contesto già di per sé molto attento alle notizie quotidiane: Donald Trump. Se è ormai palese che Trump non sia apprezzato in alcun modo dalla maggioranza di Hollywood e che nessuno si trattenga in alcun modo da battute critiche dirette o meno, la stoccata sganciata da Esmail è di quelle grosse che non possono essere dimenticate. Potenzialmente ci si potrebbe addirittura sentire irritati dall’ennesima critica a The Donald ma il contesto ed il modo in cui è stata confezionata è encomiabile e non può che lasciare appagati e gratificati. Gli amanti delle teorie del complotto non potranno che apprezzare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Recitazione impeccabile sia di Bobby Cannavale che di Martin Wallström
  • Regia e giochi di luce
  • Ennesima stoccata ai poteri forti e a Donald Trump
  • Il karma della pistola
  • Ricostruzione degli eventi
  • Interrogatorio di Tyrell
  • Ottimo catch up
  • Niente da segnalare, come al solito…

 

Un catch up di quelli che non si possono scordare facilmente. È stata tagliata abbastanza legna per tutto l’inverno…

 

Eps 3.1_Undo.gz 3×02 0.52 milioni – 0.2 rating
Eps3.2_legacy.so 3×03 0.54 milioni – 0.2 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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