Counterpart 1×05 – Shaking The TreeTEMPO DI LETTURA 3 min

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“I thought you were better.”

Per poter narrare una serie tv in maniera completa e corretta, dando modo al proprio pubblico di empatizzare e creare sinergia con i personaggi in scena, occorre che a quest’ultimi vengano concessi ampi spazi di approfondimento per la caratterizzazione. Serie tv ben conosciute come per esempio Lost, Breaking Bad o The Wire devono (anche) a questo il motivo del loro essere famose e del loro essere riconosciute come perle della serialità. Non si vuol cercare di fare paragoni, avventati, tra Counterpart e le serie qui sopra citate, ma si ha la sola intenzione di sottolineare quali elementi andrebbero tenuti in considerazione per una buona, se non ottima, realizzazione seriale.
Counterpart, come si è analizzato anche nelle precedenti recensioni, ha concesso ampio spazio alla costruzione antitetica dei personaggi mettendo ben in evidenza il Bianco ed il Nero di ognuno di essi. Tuttavia, la trama vera e propria così facendo è stata lasciata abbondantemente da parte se non per qualche sporadico ed occasionale sviluppo. “Shaking The Tree” ribalta la situazione e gli schemi e decide di mettere in maggior risalto la trama, mettendo per un attimo da parte (in una certa tal misura) tutto ciò che concerne la caratterizzazione dei personaggi.
Il risultato non è però dei migliori e la storia sembra latitare nella partenza: la puntata presenta solo e soltanto domande e quesiti che così come vengono sollevati, così vengono immediatamente accatastati, rischiando che si sedimentino in un piccolo angolo narrativo col rischio di essere dimenticati. Per quanto gli sviluppi siano tangibili e collegati in maniera lineare allo scorso episodio, risulta difficile ritenerli come delle vere e proprie risposte alle domande criptiche ed enigmatiche sollevate su un personaggio (Shadow) di cui non si ha la benché minima concezione.

“Maybe we don’t…love someone for who they really are. Maybe love is seeing them…for who they’d rather be.”

Parallelamente, si appuntava come la caratterizzazione si arresti. Ciò è vero fino ad un certo punto.
Fino a questo momento la storia era stata caratterizzata da una narrazione a specchio per quasi tutti i personaggi entrati in scena. Howard ne è l’esempio lampante: Simmons ci mostra luci ed ombre portando di due personaggi estremamente distanti tra loro ma accomunati da una certa morale (ed una buona parte della propria esistenza identica). “Shaking The Tree” rompe tale continuità e dimostra che, per quanto due persone siano state cresciute e siano vissute in due contesti completamente differenti, il loro vero Io riuscirà a prevalere comunque. Su tale punto ci sarebbe parecchio da discutere dal punto di vista sociologico, ma per ovvi motivi di prolissità preferiamo bollare con un enigmatico “discutibile, ma interessante” tale opinabile scelta narrativa degli sceneggiatori.
Unitamente a ciò è anche da appuntare come risulti stucchevole la continua rappresentazione dell’Howard-Buono come uomo dolce, di cuore, gentile e amorevole padre di famiglia: ad un certo punto, trattandosi della quinta puntata, il pubblico ha ormai capito che ha di fronte la persona più buona al mondo, non c’è nemmeno bisogno che il tutto venga continuamente sottolineato giusto per ribadire l’ovvio. Anche se, tutta questa ridondanza, crea un pericoloso eco: c’è il rischio che questo continuo voler ribadire la bontà del personaggio possa ritornare utile per un futuro (e telefonatissimo, nel caso) plot twist al ritmo del motto “non c’è peggior cattivo di un buono che si arrabbia”. C’è da sperare che un tale bassissimo risvolto narrativo venga ampiamente evitato, ma mai dire mai.
“Shaking The Tree” non rappresenta sicuramente il migliore episodio fino a questo punto, anzi. Ma nonostante ciò riesce ad essere quello che porta più sviluppi/domande alla trama centrale. In due parole: narrativa criptica.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Procede la trama principale
  • Costruzioni dispotica
  • Giochi di spie
  • Shadow?
  • Howard Silk versione cane bastonato
  • Howard Silk versione uomo più buono della Terra
  • Nuovi enigmi gettati alla rinfusa in faccia allo spettatore
  • Abbastanza creepy la scena presso la casa dell’infiltrata
  • Narrazione stucchevole
  • Shadow?

 

Più che un passo indietro, per Counterpart rappresenta una puntata statica e puramente di passaggio, nonostante vengano portati in scena ulteriori enigmi e quesiti (irrisolti). Sei politico.

 

Both Sides Now 1×04 0.36 milioni – 0.1 rating
Shaking The Tree 1×05 0.42 milioni – 0.1 rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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