Lemony Snicket’s: A Series Of Unfortunate Events 2×01 – The Austere Academy: Part OneTEMPO DI LETTURA 4 min

in Lemony Snicket's: A Series Of Unfortunate Events/Recensioni by
“Memento mori.”
(Valar Morghulis “Ricordati che devi morire”).

 

Dopo più di un anno dal rilascio della prima stagione, ritorna prepotente su Netflix la serie che meglio incarna il motto del #maiunagioia.
Sin dalle sue prime puntate, Lemony Snicket’s: A Series Of Unfortunate Events si era mostrata come un manifesto dell’ironia più pungente, con uno show che era riuscito a rendere al meglio, grazie anche e soprattutto alle grandissime capacità degli interpreti, la storia basata sull’omonima serie di romanzi, dando vita ad un prodotto di alta qualità adatto ad una piattaforma come Netflix.
La season premiere di questa seconda e penultima stagione (Neil Patrick Harris ha confermato le tre stagioni totali della serie, che copriranno tutti i volumi dei libri di Daniel Handler alias Lemony Snicket) conferma tutti quegli elementi vincenti che hanno caratterizzato sin dall’inizio questa black comedy, seppur, questa volta, partendo leggermente più in sordina per ragioni di trama.
The Miserable Mill: Part Two” si era concluso con i fratelli Baudelaire in un ennesimo nuovo contesto, quello della Prufrock Preparatory School, lasciando però intravedere un margine di cambiamento nelle dinamiche interne grazie alla presenza di un’altra coppia di orfani apparentemente a loro affini. Ed è proprio su questo aspetto che si basa maggiormente questa prima puntata, con Violet e Klaus, insieme a Sunny, che ottengono un focus differente e più corposo: da una parte c’è la scoperta della nuova realtà della scuola, fatta di vicepresidi pazzoidi col violino, bimbe malefiche altamente irritanti e curiose bibliotecarie alla mano, dall’altra l’incontro con i 2/3 dei fratelli Quagmires con i quali i Baudelaire condividono, oltre che una serie infinita di sventure, anche il mistero dietro la scomparsa dei propri genitori.
Focalizzando l’attenzione su questa particolare presentazione delle dinamiche dei ragazzi, “The Austere Academy: Part One” funge in questo modo perlopiù da puntata preparatoria, una sorta di “spiegone” che permette allo spettatore di ricordare dove si era rimasti e quali fossero i fili conduttori dello show per poi ripartire da lì. Un ripasso generale che dopo un anno di pausa sicuramente non guasta ma che, tuttavia, presenta la puntata in un modo più fiacco rispetto al passato.
I fratelli Baudelaire rappresentano senza dubbio la parte razionale dello show, la voce della ragione che, come accade in moltissime opere simili, presentano i bambini come portatori di verità in un mondo ingiusto descritto a suon di battute ironiche e comportamenti assurdi degli adulti.
Con queste premesse, la season premiere si ritrova a soffrire terribilmente della mancanza del lato comico che è prerogativa fondamentale di ASOUE e di quei personaggi che ne sono l’emblema. L’arrivo teatrale sulla scena del Conte Olaf nei minuti finali di episodio aiuta sicuramente la smania di binge watching dei prossimi episodi, ma lascia dietro di se un forte eco che ne sottolinea la mancanza in questa season premiere. Troppo pochi i minuti a lui dedicati, troppo poca la presenza del suo strambo team e forte si è fatta sentire la mancanza di un contatto tra lo stesso Conte e gli orfani Baudelaire.
Pecca un po’, in questo episodio, anche la figura dell’adulto/tutore di turno, con il vicedirettore della scuola che non dimostra di avere lo stesso carisma di tutti quei custodi che si sono susseguiti in precedenza nella vita dei tre ragazzi. Il tutto senza dimenticare il ruolo marginale di Mr. Poe e della sua tosse, o ancora una presenza meno costante dello stesso Lemony Snicket con la sua sempre ottimistica narrazione degli eventi e le sue lezioni etimologiche.
“The Austere Academy: Part One” pecca dunque della mancanza di una più spigliata vena ironica dovuta ad un ruolo più marginale delle sue icone più forti in tal senso. Un’assenza che lascia maggiormente il segno in quanto caratteristica primaria dello show, rendendo più nostalgica l’attesa nel vedere davvero all’opera certi personaggi. Tuttavia, non si può di certo considerare negativamente questa season premiere: con un buon episodio dal punto di vista introduttivo per la stagione, c’è da notare anche come la storia inizi a lanciarsi in maniera più spedita sui binari di un maggior sviluppo inerente la trama orizzontale, grazie all’apparizione della nuova coppia di orfani, del misterioso libro sulle organizzazioni segrete ed, in generale, un apporto maggiore da parte di personaggi che operano in tale contesto, come Larry e la “segretaria” Jacquelyn. Il ruolo meno predominante di personaggi come il Conte Olaf si è fatto sentire ma di sicuro aumenta la voglia di continuare subito la visione per scoprire a cosa porterà il suo nuovo, stravagante travestimento.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’entrata in scena del Conte Olaf
  • Subito battuta la strada della trama orizzontale
  • Nuovi rinforzi per i Baudelaires: dagli orfani Quagmires alla bibliotecaria Olivia
  • Come sempre, Sunny
  • Look Away, look away…
  • Carmelita: l’impersonificazione dell’irritazione
  • Presenza limitata di quei personaggi tipicamente ironici (Conte Olaf, Mr. Poe…)

 

A Series Of Unfortunate Events ritorna con una prima puntata che non appaga propriamente la sete di essa ma, strategicamente, aumenta la voglia di continuare la visione il più velocemente possibile. E come inizio va benissimo così.

 

The Miserable Mill: Part Two 1×08 ND milioni – ND rating
The Austere Academy: Part One 2×01 ND milioni – ND rating

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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