The Handmaid’s Tale 2×11 – HollyTEMPO DI LETTURA 3 min

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Da dove vieni, amore, bimbo mio?
Dalle creste del duro gelo.
Di cosa hai bisogno, amore, bimbo mio?
Del caldo asilo della tua veste“.

(Federico Garcia Lorca – Yerma)

In questa puntata ha finalmente luogo l’evento intorno a cui, in ultima analisi, è stata imperniata tutta la serie, specialmente in questa sua seconda stagione: il parto di June. Purtroppo, la malcapitata Ancella, entra in travaglio nella villa isolata dove ha incontrato sua figlia Hanna nello scorso episodio. Fuori c’è la neve e in giro, oltre a chi le dà la caccia, c’è solo un lupo. Lato positivo per lo spettatore: gli viene risparmiata la riproposizione della stucchevole cerimonia della nascita in stile Gilead, con legittima altolocata sposa a mimare contrazioni e dolori non suoi, coccolata e confortata dalle amiche. Tutto è più crudo ma, in un certo senso, anche più vero.
Elizabeth Moss è chiamata alla prova di attrice e la supera brillantemente, sia nella parte in cui deve aggirarsi, spaurita e in silenzio, per la villa deserta, sia nella lunga scena del parto vero e proprio, dove il buio rotto solo dalle fiamme del caminetto e il controluce tolgono ogni valore morboso ed erotico alla nudità della donna, ma il suo corpo parla lo stesso in modo molto potente.
Le parole ce le mettono i coniugi Waterford, in un breve dialogo di grande peso specifico, destinato sicuramente ad avere ripercussioni devastanti, forse anche più dell’attentato suicida dell’Ancella Ofglen. Innanzitutto, Serena Joy usa, senza mezzi termini, la parola “stupro”, riferendosi all’atto compiuto per far partorire Offred più in fretta. Detto da una donna così importante nella fondazione del sistema, al quale ha sacrificato così tanto, ha un valore non solo a livello personale ma anche sociale. Secondariamente, dimostra di sapere chi è il vero padre del nascituro, cioè Nick l’autista. Per ora non sembra importarle, lei vuole il “suo” bambino, per dare un senso alla sua vita, alle sue scelte e al suo operato. Le cose, però, potrebbero cambiare già dal prossimo episodio. Intanto quasi dispiace vedere l’Ancella perdere l’occasione di sparare ai suoi padroni, mentre loro non si sono neanche accorti della sua presenza.
Altre parole importanti sono quelli provenienti dall’autoradio della macchina su cui June cerca di scappare, un po’ perché informano il pubblico dell’esistenza di Radio Free America, una sorta di Radio Londra qualche decennio dopo, quindi di un movimento per liberare quelli che erano gli Stati Uniti, un po’ perché la voce è quella di Oprah Winfrey, potentissima signora dei media Usa e grande fan dello show.
Per stemperare un po’ il clima tesissimo e inquadrare meglio gli avvenimenti, nella puntata sono inseriti dei flashback, riguardanti la prima gravidanza di June e la nascita di Hannah, in circostanze molto più piacevoli rispetto alla nascita di questa bambina, per la quale la madre sceglie il nome di Holly. Questo è bello perché così ambedue si sottraggono alle leggi di Gilead, secondo le quali la scelta del nome toccherebbe ai Waterford, perché rinnova il nome della mamma di June, nella migliore tradizione e perché Holly significa “agrifoglio”. Con la neve fuori, davanti al caminetto, fa molto natalizio e crea un momento di sollievo, tra le sventure passate e quelle che, certamente, non tarderanno ad arrivare. Molto probabilmente ora, essendo diventata madre di questa nuova creatura, June troverà quel coraggio che finora, nei momenti decisivi della sua vita, le è sempre un po’ mancato, per fare la scelta giusta e salvare entrambe.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Maximum respect to Ms. Elizabeth Moss
  • Partecipazione di Oprah Winfrey
  • Regia decisamente sopra le righe
  • Un’intera puntata giocata sull’assenza di dialoghi ma che comunque funziona benissimo
  • Offred non ha il coraggio di sparare ai suoi padroni 

 

Episodio serrato con una grande prova di attrice di Elizabeth Moss che si dimostra all’altezza della notevole qualità della serie e di questa stagione in particolare. Bruce Miller, showrunner della serie, per l’occasione ritorna anche alla sceneggiatura dando a “Holly” quel tocco in più che serviva per garantire un meritatissimo Bless Them All.

 

The Last Ceremony 2×10 ND milioni – ND rating
Holly 2×11 ND milioni – ND rating

 

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