fbpx

DC’s Legends Of Tomorrow 4×05 – Tagumo Attacks!!!TEMPO DI LETTURA 6 min

in DC's Legends Of Tomorrow/Recensioni by

“I had a dream like this once. Maybe more than once.”

Nel film del 2015 Piccoli Brividi, lo scrittore R.L. Stine (interpretato da Jack Black) era perseguitato dalle creature di sua invenzione che uscivano letteralmente dalle pagine dei suoi libri e che perseguitavano lui e i suoi amici.
È chiaro che il tema del “libro maledetto” risulta uno dei cliché più usati di tutta la cinematografia e di tutta la serialità contemporanea (in questo tema si potrebbe inserire anche il famoso Necronomicon di Ash VS Evil Dead), tanto più se collegato al tema della creatività artistica, una dote che, volendo, può trasformarsi presto in un’arma (si veda, ad esempio, la propaganda nazista).
DC’s Legends Of Tomorrow è una serie che si nutre da sempre di questo tipo di cliché per cui non poteva certamente esimersi dal costruire un episodio filler in cui il team della creatività artistica “maledetta” la fa da padrone. Soprattutto se questo cliché viene usato per omaggiare uno dei più grandi registi-artigiani asiatici di tutti i tempi: Ishiro Honda, regista giapponese noto per essere stato uno dei più grandi creatori di effetti speciali della storia del cinema (fu anche collaboratore e consulente di Akira Kurosawa per questo) nonché il creatore del Re dei Mostri per eccellenza.
L’intero episodio (o, per meglio dire, l’intera storyline verticale dell’episodio) poggia sull’omaggio verso questa grande figura di cineasta-artigiano e, in generale, verso tutta la cinematografia dedicata ai mostri asiatici.
Così, dopo i titoli di testa rigorosamente in giapponese, le Leggende si trovano catapultate nella Tokyo degli anni ’50 per risolvere il mistero di una piovra gigantesca spuntata nella baia della città. L’arrivo del mostro pare dovuto ad un misterioso libro in cui i disegni e le storie del giovane Honda prendono vita, esattamente come quelli di Stine/Jack Black nel film Piccoli Brividi.
Detto così, potrebbe essere l’episodio meno originale di tutta questa quarta stagione di DC’s Legends Of Tomorrow (e in parte lo è), però va dato atto che la puntata procede abbastanza spedita e l’amore e la dedizione, con cui gli autori ricostruiscono i set di Honda e i suoi effetti speciali, dimostrano un sincero affetto cinefilo nei suoi confronti e un inno a tutto ciò che rappresenta la creatività artistica.
In questo caso, è da segnalare come una gag relativa a Mick Rory risalente alla scorsa stagione, che poteva tranquillamente essere abbandonata e lasciata in quel contesto, venga intelligentemente ripresa in questo episodio: all’inizio annunciata come semplice gag e poi ripresa e usata nel finale come soluzione al problema (con un risvolto veramente comico ed epico allo stesso tempo). Un escamotage veramente azzeccato e scritto bene con tutti gli input narrativi messi al punto giusto. Peccato che sia l’unico di tutto l’episodio.
Per il resto, tutta la puntata si perde in storylines più o meno interessanti che hanno il difetto di usare escamotage veramente insulsi e al limite del ridicolo. Per di più aggravati da dialoghi che vorrebbero essere comici e, invece, non fanno che appesantire maggiormente delle scene che sono al limite dell’imbarazzo.
Ovviamente il riferimento riguarda tutto ciò che accade presso l’Agenzia del Tempo, che dovrebbe fare da contraltare alle vicende più drama dello show rappresentando quello spirito ironico-demenziale che lo contraddistingue. Di fatto, è diventato il carrozzone dove vengono relegati i personaggi più inutili dello show (e anche tutti gli attori più cani) e quindi anche le gag presenti possono solo essere conseguentemente le più stupide e ridicole di sempre, a partire dal “worst Thanksgiving ever” a casa Heywood fino all’accoppiata ammazza-risate Gary-Mona. Si salva giusto il personaggio interpretato da Thomas F. Wilson, il quale (oltre che essere l’unico attore non-cane) ha il merito di annunciare il cliffhanger finale che avrà probabilmente delle conseguenze importanti per le Leggende nei prossimi episodi.
Anche a bordo della Waverider, però, le cose non vanno certo bene. Da una parte è positivo il ritorno del personaggio di Nora Darkh (anche in questo caso il suo ritrovamento è frutto di un escamotage fin troppo semplicistico, per non dire un bel buco di sceneggiatura grande quanto il Gran Canyon) sia perché riprende la storyline lasciata in sospeso tra lei e Ray, sia perché risulta essenziale per guarire Costantine dal male che lo affliggeva già dal precedente episodio. Si può infatti considerare che il ritorno dei poteri oscuri di Nora non sarà una cosa passeggera, ma diventerà una parte essenziale della narrazione da ora in poi. Inoltre, il suo consegnarsi all’Agenzia del Tempo potrebbe finalmente dare un ruolo più consistente per quest’ultima all’interno dello show, o alla peggio far sì che il rapporto tra lei e Ray diventi una sorta di “Romeo e Giulietta nella Linea Temporale” (che potrebbe comunque dare una buona scossa ad uno show che si sta sempre più appiattendo su sé stesso).
Dall’altra parte, anche in questo caso la risoluzione (e guarigione) finale sembra campata in aria e buttata lì senza troppe spiegazioni, così come il cambiamento di carattere di Nora Darkh che si dà per scontato essere fin troppo positivo (stessa cosa per il cambiamento di Charlie, già membro a tempo pieno delle Leggende dopo solo un episodio).
Sono poi da considerare tutte quelle incongruenze narrative senza le quali la puntata sarebbe stata molto più coerente e piacevole, ma che non si possono certo ignorare: che una troupe di americani giri libera in uno studio di Tokyo negli anni ’50 senza dare nell’occhio è troppo anche per uno show come questo che non pretende troppa veridicità e coerenza narrativa. In una puntata del genere poi, tutta basata sulla storia degli effetti speciali al cinema, passare dalla spiegazione (anche visiva) del grandangolo ad una CGI degna degli ultimi capitoli della saga di Sharknado (non il primo film che è un capolavoro) è veramente una bestemmia e manda all’aria tutte le buone intenzioni cinefile degli autori.
Un episodio dunque geniale, sotto alcuni punti di vista, che poteva però essere di gran lunga migliore rispetto al risultato finale. Si spera possa fare da esempio (negativo) per le prossime puntate.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Omaggio ai film di Ishiro Honda e agli effetti speciali cinematografici
  • Ripresa intelligente dell’elemento comico relativo al romanzo di Mick
  • Ritorno di Nora Darkh e guarigione di Constantine
  • Garima regina di Thanzaron
  • Escamotage fin troppo telefonati o semplicistici
  • Dialoghi assurdi
  • Quattro americani tranquillamente a zonzo per Tokyo negli anni ’50
  • Più che un omaggio a Godzilla è un omaggio a Sharknado (gli ultimi capitoli però)
  • Storyline della famiglia di Nate e accoppiata Gary-Mona
  • Qualche attore cane qua e là

 

Nato come episodio cinefilo, “Tagumo Attacks!!!” si trasforma ben presto in episodio “cinofilo” per i suoi interpreti-cani e per la sua metodologia “a cazzo di cane”, per cui il buon Renè Ferretti sta già prendendo spunto da questa puntata per le prossime stagioni de Gli occhi del Cuore. Solo il cliffhanger finale riesce a (re)suscitare un po’ di interesse e a salvare lo show per il quale si spera che le prossime puntate siano migliori.

 

We Hot American Bummer 4×04 0.90 milioni – 0.3 rating
Tagumo Attacks!!! 4×05 0.91 milioni – 0.3 rating

 

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: