Mayans MC 1×09 – Serpiente/ChikchanTEMPO DI LETTURA 4 min

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La sangre es la sangre.

Il legame familiare è un elemento tanto ridondante quanto cruciale all’interno delle opere di Sutter e in questo “Serpiente/Chikchan” arriva infine il momento in cui tutte le bugie e gli inganni orchestrati dai vari membri della famiglia Reyes vengono finalmente a galla. Il risultato, prevedibilmente, non può che rovesciare tutti i delicati equilibri mantenuti finora, portando così a nuovi giochi di potere e alleanze che finiscono col coinvolgere tutte le fazioni in gioco. Ed ecco che così, tra simbolismi oramai divenuti iconici all’interno della saga, la rata, animale universalmente accostato al traditore interno ad un gruppo, viene letteralmente divorato dal serpiente, nella simbologia maya privo di quella connotazione negativa che assume nella cultura occidentale e assurto a simbolo di saggezza e conoscenza. Il serpente piumato, conosciuto nella cultura mesoamericana col nome di Quetzalcoatl, viene così impresso sulla pelle dei Mayans (nella camera 237, non vi suona familiare?) implicati nel complotto ai danni di Galindo, qui inteso banalmente come “simbolo dei guerrieri” ma, almeno secondo la mitologia, portatore di vita in seguito ad una catastrofe precedente. Il serpente piumato ridona all’uomo il tempo perduto, consentendo all’individuo comune di ottenere la redenzione attraverso il pentimento. Una divinità che, almeno dal punto di vista delle intenzioni, richiamerebbe la figura del Cristo nel cristianesimo – l’elemento cristologico è uno dei più ricorrenti all’interno dello stesso Sons Of Anarchy – veicolando quindi un messaggio di speranza e salvezza al contrario di ciò che saremmo portati a pensare abituati alla rappresentazione biblica del serpente, demonio tentatore e simbolo del male che perverte la ragione.
Alla luce di questa particolare interpretazione del serpiente, la sequenza immediatamente precedente la sigla assume tutt’altro significato: al termine della lotta tra fratelli scaturita dalla scoperta del tradimento di Ez da parte di Angel, quest’ultimo salva il fratello dall’attacco di un serpente, evento che, almeno secondo una lettura razionale degli avvenimenti, ha una connotazione positiva, legata al desiderio di salvare il fratello dal letale animale – ovviamente dopo aver avuto cura di riempirlo di botte. Se però osserviamo la scena tenendo conto di quanto detto in avvio di recensione, il gesto di Angel nasconde invece tutt’altro significato, trasformandosi in una sorta di privazione, negandogli così la possibilità di redimersi in seguito al tradimento fraterno.
Simbolismi a parte, l’episodio ci pone di fronte ad una classica situazione di stallo alla messicana tra Cartello, Charter e CIA, al termine della quale non è possibile immaginare esito diverso se non un bagno di sangue che coinvolgerà membri di tutte le fazioni scese in campo. Con l’accordo stipulato tra Galindo e Adelita i Mayans diventano così amministratori fiduciari del Cartello di Galindo, passando dalla “zona di carico” alla “sala riunioni” e l’alleanza con Los Olvidados ha quindi lo scopo precipuo di tenere a bada le agenzie governative invadenti. E quale modo migliore per siglare un accordo se non ordinare un massacro a colpi di machete e impiccagioni di vescovi? Nessuno naturalmente. Ed ecco emergere, nell’ultimo quarto d’ora, un altro tema cardine dell’opera sutteriana: la vendetta. Vendetta nei confronti di coloro che hanno distrutto la famiglia di Adelita – Devante, consigliere e mentore di Miguel, a capo del plotone che uccise suo padre, oltre che il vescovo che ai tempi fece la spia sul suo nascondiglio – ma anche desiderio di rivalsa da parte dello stesso Miguel, intenzionato a cancellare il ricordo di quello che erano un tempo i Galindo, feroci assassini e criminali efferati. Questo, almeno, secondo la sua visione.
Piccola pecca, e questo è un vero peccato, gli intermezzi che vedono protagonisti Jimenez e Reyes senior, nonostante l’impeccabile interpretazione dei due attori, risultano in questa puntata un po’ anticlimatici, spezzando il ritmo in maniera abbastanza brusca e smorzando l’entusiasmo dello spettatore, desideroso di violenza ingiustificata e sangue sulle nocche. Ad ogni modo il colpo di scena finale con l’ordine di esecuzione nei confronti di Jimenez sortisce l’effetto desiderato e, nella speranza di un finale degno di questa prima stagione, attendiamo con ansia di scoprire quanti personaggi verranno massacrati in Cuervo/Tz’ikb’uul, decimo e ultimo episodio stagionale che sembra voler rispolverare l’animale guida che più di tutti stavamo attendendo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Puntata ricca di simbolismo
  • Lotta tra fratelli
  • Situazione di stallo alla messicana
  • Camera 237
  • Target: Jimenez
  • Durata eccessiva dell’episodio
  • Sequenze Jimenez/Felipe anticlimatiche

 

Bella puntata, ricca di simbolismi e cambi di fronte inaspettati. Unica pecca, come al solito, la durata, addirittura aumentata rispetto ai già lunghi episodi precedenti. La speranza è che questo non porti alla disaffezione da parte del pubblico meno paziente.

 

Rata/Ch’o 1×08 1.22 milioni – 0.5 rating
Serpiente/Chikchan 1×09 1.23 milioni – 0.5 rating

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