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Narcos: Mexico 1×04 – Rafa, Rafa, Rafa!TEMPO DI LETTURA 4 min

in Narcos: Mexico/Recensioni by

Nonostante l’ambientazione, sia a livello geografico che temporale, sia diversa da quella della serie madre dalla quale prende spunto questo spin off, è impossibile non fare paragoni. Un fattore importante è sicuramente quello linguistico. Difficile distinguere lo spagnolo dei protagonisti di Narcos: Messico da quello dei personaggi del suo prequel. In più, dato che il tema è sempre quello delle vicende di narcotrafficanti, è facile soprassedere al fatto che queste vicende siano ambientate una ventina di anni prima di quelle di Pablo Escobar e del cartello di Calì portando lo spettatore a fare continui riferimenti alla serie originale. Tanto più che quella, soprattutto con le prime due stagioni, è diventata un fenomeno pop, una serie che potremmo definire iconica, anche grazie ai suoi elementi di novità: l’utilizzo di immagini e video originali del tempo, un protagonista criminale incredibilmente carismatico, il superamento della classica e netta divisione tra buoni e cattivi e, come si è detto, la lingua. Il pubblico seriale, abituato a show americani, non era uso all’ascolto di dialoghi in spagnolo. Questo, unito alla sonorità orecchiabile di questa lingua, ha contribuito anche a creare un mondo di citazioni e riferimenti – l’emblematico “plata o plomo“- ad esempio. Tutta questa premessa per confermare che sì, non siete i soli a trovare similitudini con Narcos, in particolare nelle prime puntate che, come le omologhe della prima stagione, servivano ad introdurre un nuovo mondo con i suoi nuovi personaggi. Si possono comunque evidenziare delle differenze.                                       Innanzitutto il diverso grado di caratterizzazione dei personaggi. Se in Narcos il personaggio di Pablo è sempre apparso più profondo e sfaccettato dei suoi corrispondenti “buoni” (Murphy e Pena) in Narcos Messico la caratterizzazione dei personaggi di Félix Gallardo e Kiki Camarena va di pari passo. Almeno finora. Questo episodio infatti ha il grande pregio di mostrare un lato forse inaspettato ma sicuramente interessante del narcotrafficante che è riuscito a creare il primo cartello messicano della droga. Le vicende di Rafa lo costringono ad intraprendere un viaggio che ne metterà a dura prova il carattere, mostrandone al contempo un lato compassionevole, almeno nei confronti del suo amico e socio. Il fatto che Rafa, per una sciocchezza come l’amore per una ragazza, non abbia solo messo in pericolo sé stesso ma tutto l’impero faticosamente creato da Félix, poteva essere un atto imperdonabile da parte del boss, spinto da tutti i fronti a offrirlo in sacrificio. Invece Miguel Angel Félix Gallardo mostra un lato caritatevole quasi inaspettato. Questo non lo rende certo uno stinco di santo ma dà uno sguardo nuovo al suo personaggio. Ancora una volta, come era accaduto in Narcos 2×06 – Los Pepes, quando il nascondiglio di Pablo e famiglia era stato scoperto a casa della leggerezza con cui sua madre aveva preso la situazione di pericolo in cui vivevano, un capo è messo in pericolo dalla leggerezza dell’atteggiamento dei suoi affiliati. Félix ha dato prova, finora, di essere un criminale intelligente e previdente, capace di una visione di lungo termine e di mettere in capo tutti gli accorgimenti atti a raggiungerla barcamenandosi tra equilibri precarissimi. E’ evidente però che i suoi più stretti aiutanti non siano altrettanto lungimiranti, tra Rafa che si innamora della figlia di un politico corrotto e Don Neto che guida ubriaco rischiando di farsi arrestare. Questi due personaggi, almeno in questo episodio, mancano sicuramente di un approfondimento e vengono resi più come macchiette comiche (Don Neto poi, lo è sempre). Parallelamente, sebbene il minutaggio a lui dedicato è stato sacrificato a favore di quello dei criminali della serie, Kiki è protagonista di una vicenda che mostra lo strano ruolo della polizia locale nella guerra ai narcotrafficanti. Da un lato l’irruenza e la brutalità con cui si trattano gli informatori, dall’altro l’impotenza di fronte agli ordini arrivati “dall’alto” di non irrompere nella casa dove si nascondevano proprio Rafa e Don Neto. Il ruolo ambiguo delle autorità nella lotta al narcotraffico era un tema già affrontato in Narcos che, qui, mostra una corruzione ancora più dilagante: dai rapporti tra il ministro della difesa e Nava della DFS con milizie armate africane ai poliziotti a libro paga dei criminali. E la scena finale non fa che preannunciare che tempi ancora più duri sono in arrivo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La storyline di Félix mostra nuovi aspetti del carattere del protagonista
  • Non si può non cercare i paragoni con il Narcos originale

 
Narcos: Messico non riesce ancora nel difficile compito di impedire ai suoi spettatori di fare paragoni con il suo prequel. Nonostante questo il giudizio sulla serie resta positivo, finché si continua ad approfondire in modo originale la caratterizzazione dei personaggi.

 

El Padrino 1×03 ND milioni – ND rating
Rafa, Rafa, Rafa! 1×04 ND milioni – ND rating

 

 

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