);

After Life 1×06 – Episode 6TEMPO DI LETTURA 3 min

in After Life/Recensioni by

Sei episodi e fondamentalmente un percorso (di crescita o meno) che doveva essere chiuso in qualche modo. La domanda principale è il “come” sarebbe stato chiuso visto che, per tutto il suo percorso, Ricky Gervais ha sciorinato tutta una serie di elaborate filosofie circa l’assenza di un aldilà, il “perché è giusto fare ciò che si vuole come superpotere” e, in generale, il fregarsene solo di se stessi. Tutto l’acidume, ma anche il piccolo cambiamento vistosi in “Episode 5“, avevano lasciato aperta la porta per un finale che poteva terminare nella più nera autocommiserazione oppure in un plot twist una svolta buonista. È stata la seconda. E con essa si possono identificare fondamentalmente due tipi di spettatori: i buonisti ed i delusi, a seconda dell’opinione su questo finale che divide.

I BUONISTI

Gli amanti degli happy ending non thailandesi avranno sicuramente apprezzato il lieto fine dato a Tony, un Tony che ha dismesso il mantello da supereroe e ha deciso di non usare più il suo superpotere del menefreghismo (come piace dire a Gervais) per punire il mondo. Un’evoluzione lasciata in parte intendere dallo scorso episodio, ma andata anche abbastanza oltre le più rosee aspettative. E ci sono un paio di motivi dietro a tutto ciò: la figa potenziale nuova fidanzata, l’effettiva tristezza data dal funerale di Julian e, più in generale, il desiderio di non essere più infelice che è stato più volte espresso da Tony.
Per arrivare ad un cambiamento di vita, però, c’è bisogno di un comportamento diverso, ecco quindi arrivare quella sorta di mea culpa mascherato da complimenti che Tony fornisce a tutti i personaggi secondari con cui ha avuto a che fare e che ha trattato male. E tutti quelli che non riesce a vedere comunque ricevono un regalo (vedasi il postino o il bambino minacciato con il martello). Il character di Gervais sembra quindi volersi pulire la coscienza da un lato, mentre dall’altro prende direttamente in considerazione le parole più volte pronunciate dalla sua amica di cimitero Anne e le mette in pratica. Magari un po’ forzato come tempistica ma comunque coerente con il percorso di “guarigione” del personaggio.

Anne:How are you? I mean are you…
Tony:Am I happy? Yeah.

I DELUSI

Un finale del genere non può che deludere però tutti i fautori della schiettezza gervaisiana, non tanto per il risvolto positivo e volto al futuro che questo episodio regala, quanto piuttosto per l’eccessività dello stesso e soprattutto per la frettolosità con cui questo cambiamento viene applicato a Tony. Basta solo il monologo ricco di scuse a tutti i colleghi di lavoro per far salire il latte alle ginocchia e disconoscere di fatto un personaggio che si era comportato, presentato e fatto amare per tutt’altra indole.
E per quanto si possa apprezzare in qualche modo il nuovo abbraccio alla vita o per quanto si possa capire il senso ed il desiderio di lasciare un messaggio positivo allo spettatore che è anche, di fatto, il titolo della serie, Tony alla fine smette di essere Tony. Così, all’improvviso. Magari senza un riferimento dal punto di vista temporale si sarebbe potuto in qualche modo “scusare” la nuova attitudine, ma il funerale di Julian è troppo ravvicinato per poter chiudere un occhio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • C’è un finale
  • C’è un finale che magari poteva essere leggermente meno buono

 

C’era bisogno di dare una chiusura e così è stato. Tuttavia, mentre stiamo scrivendo queste righe, Ricky Gervais ha appena confermato di essersi messo a scrivere la sceneggiatura della 2° stagione (comunque non ancora confermata). A fronte di questo: c’era davvero bisogno di affrettare la svolta buonista?

 

Episode 5 1×05 ND milioni – ND rating
Episode 6 1×06 ND milioni – ND rating

Tags:

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: