);

The Flash 6×02 – A Flash Of The LightningTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Flash by

“I saw… Billions of possibile futures. Billions of deaths. All their pain, their sufferings. And they were gone. I felt all of it. Now I know The Monitor was right. I have to die.”

Puntata di raccordo questa per The Flash, ma anche molto significativa per quanto sta avvenendo non solo a Central City ma in generale nell’Arrowverse (e chissà dove visto che c’è da considerare sempre l’ipotesi di un multiverso-DC più espanso di quanto si possa credere).
Tutta questa prima parte della sesta stagione è un continuo conto alla rovescia verso il prossimo mega-crossover in cui si capirà finalmente di che morte deve morire (poiché di questo si tratta) il personaggio di Barry Allen/Flash. In questo senso la storyline principale è impostata in un continuo gioco di rimandi e meta-citazioni in cui ad essere coinvolto è soprattutto lo spettatore, parte in causa emotiva di tutta questa attesa per l’imminente “Crisi”.
In questo senso l’episodio in questione rilascia un hype non da poco: subito dopo l’intenso monologo-recap di Barry di bladerunneriana memoria, vengono presentati (in maniera in realtà molto raffazzonata) i personaggi di Jay Garrick (il sempre ottimo John Wesley Shipp) e Nora Allen (l’altrettanto ottima Michelle Harrison) di Earth-3, ossia gli alter-ego dei genitori di Barry.
Sebbene il modo in cui vengono introdotti possa risultare un po’ improvvisato sul momento, è ovvio che la loro funzione sia soprattutto quella di toccare le corde emotive dello spettatore. Ed è altrettanto ovvio che tale presenza abbia un significato particolare proprio in questo episodio.
Il personaggio di Barry si trova infatti a passare un momento della sua vita davvero intenso. La consapevolezza della propria morte (e della necessità della propria morte) lo spinge a diversi momenti di auto-riflessione sul suo ruolo di eroe. Questi diventano i momenti migliori della puntata, non solo perché mostrano tutta la bravura di Grant Gustin che abbandona, per un momento, la frivolezza del personaggio per mostrarne l’aspetto più serio e drammatico, ma soprattutto per il significato meta-televisivo che questi rappresentano per lo show. È evidente, infatti, come autori e sceneggiatori vogliano sottolineare il fatto che si è alla fine di una determinata fase dell’Arrowverse (che si potrebbe chiamare Fase-1 tanto per rimandare ad un altro famoso multiverso). Da qui i continui dialoghi e monologhi di Barry e di tutti gli altri personaggi attorno a lui (bello anche il dialogo con Joe e il discorso sulla resilienza) che, per una volta, appaiono tutti ben interpretati e mai sopra le righe (persino Candice Patton sembra meno mono-espressiva del solito).

Joe: “Our badges, your emblem… when we hear the call of duty… we’re willing to make that sacrifice. And that’s not giving up, Barry. That’s what we call “resilience”. And I know you to have plenty of that.”

Se la trama orizzontale beneficia indubbiamente di questo nuovo mood, così non fanno tutte le altre presenti nell’episodio, sia in senso orizzontale che in senso verticale. Passano infatti in secondo piano (e non potrebbe essere altrimenti) tutte le indagini relative ai meta-umani, ormai di poco interesse per lo spettatore, portati avanti dalla sola Cecile Horton (e se ne potrebbe fare tranquillamente a meno).
Allo stesso modo il tentativo di stemperare il lato “drama” dello show con la storyline relativa a Killer Frost e alla sua “nuova vita” appare alquanto fuori luogo, oltre che imbarazzante.
La scelta compiuta da parte degli autori dunque da un lato innalza l’hype e la curiosità dello spettatore nei confronti delle vicende del protagonista, ma dall’altro pone irrimediabilmente tutto il resto in secondo piano, non lasciando il giusto spazio alle trame verticali che diventano così un mero riempitivo per far arrivare ogni puntata a 40 minuti. Servirà quindi, per i prossimi episodi, qualcosa di veramente sconvolgente che possa catturare l’interesse anche per quanto riguarda tutte le altre vicende extra-Barry e di certo non può essere il cliffhanger finale (abbastanza ridondante e scontato) su Ramsey Rosso e la sua trasformazione in villain. Non fosse altro per il fatto che tale personaggio è passato in meno di un episodio da “ingenuo idealista” a “scienziato pazzo che fa affari con trafficanti d’armi e terroristi”. Walter White ci ha impiegato “solo” 5 stagioni per lo stesso risultato!

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Barry e i suoi dilemmi interiori
  • Ritorno di Jay Garrick e Nora Allen
  • Joe e il monologo sulla “resilienza”
  • Riproposizione della Crisi come nel fumetto
  • Storyline di Killer Frost e di Cecile
  • Ultraviolet villain tamarra a caso
  • Inutilità di ogni personaggio femminile presente nello show
  • Ramsey Rosso villain da un episodio e già esperto scienziato pazzo con contatti nella malavita

 

Puntata di raccordo piena però di ottimi spunti e svolte non da poco, condite da monologhi e dialoghi esistenzialisti come mai si erano visti in una puntata dell’Arrowverse. Peccato che poi tutte le storyline secondarie vengano meno creando un divario che diventa sempre più irrecuperabile tra protagonista e personaggi secondari.

 

Into The Void 6×01 1.62 milioni – 0.6 rating
A Flash Of The Lightning 6×02 ND milioni – ND rating

Tags:

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: