);

Arrow 5×13 – Spectre Of The GunTEMPO DI LETTURA 5 min

/

“Everything in life can’t exist without limitations. Everything!”


Nella storia delle serie tv è capitato, a volte, che alcune puntate servissero per lanciare messaggi e campagne sociali. Questo dal momento che il medium televisivo, per sua stessa natura, ha il potere di catturare immediatamente l’attenzione e coinvolgere emotivamente lo spettatore come nessun altro potrebbe fare. Perciò non è un caso che, spesso, serie televisive (soprattutto polizieschi e noir che vivono di problemi quotidiani e sociali) siano servite come scusa per vere e proprie “campagne per il sociale” dedicate a temi più o meno attuali (in questo caso molto attuale). Anche “Arrow”, dunque, non si lascia sfuggire l’occasione e si butta a capofitto in uno dei problemi che più sta a cuore agli ammerigani: il Secondo Emendamento, ossia il diritto di possedere armi da fuoco spesso ma non solo per legittima difesa. Il discutere su questo tema è senz’altro un obiettivo nobile (detto da un punto di vista “europeo”) che non stonerebbe neanche tanto con la storyline principale della serie, dal momento che Virginia Raggi Oliver Queen è diventato sindaco di Star City e, quindi, è abbastanza naturale che si occupi anche di tali questioni.
Stona però con tutte le altre vicende che abbiamo visto finora, soprattutto con la puntata precedente che era meno meditativa, dialogica e molto più d’azione ed aveva lasciato una bella carica di adrenalina e curiosità. Questa “Spectre Of The Gun”, inevitabilmente, smorza i toni e mette in pausa qualsiasi aspettativa di toni epici e avventurosi rivelandosi come una classica puntata di raccordo peraltro molto più dialogica che d’azione. Dialoghi, poi, che risultano molto scadenti (oltre che tremendamente didascalici) da un punto di vista drammaturgico: per lo più abbiamo lunghi pipponi morali su cosa voglia dire essere liberi e se la libertà debba avere o no delle limitazioni, con toni che, all’inizio sembrano appartenere alle assemblee del PD a un talk show politico e poi si smorzano, inevitabilmente, nell’happy ending (?) finale con il ritorno al politically correct tra personaggi che, fino a pochi minuti prima, si erano insultati per difendere le loro opinioni.
In tutto questo l’unica nota positiva è l’attenzione che viene posta sulle nuove figure che popolano il team-Arrow: Wild Dog (Rick Gonzalez) e Dinah Drake (Juliana Harkavy). Del primo si ha, per la prima volta, una conoscenza approfondita del suo passato che lo rende uno dei personaggi più interessanti e complessi tra le reclute; della seconda sono le poche scene veramente d’azione e in linea con il caso di puntata in coppia con Spartan. L’idea della “nuova squadra di eroi” poi risulta efficace per ridare linfa vitale a uno show che, altrimenti, rischiava di diventare troppo ripetitivo, mentre in questo modo si crea un rapporto tra allievo e mentore che aiuta soprattutto i personaggi “anziani” della serie, rendendoli più adulti e quindi più sfaccettati.
Per quanto riguarda i membri nuovi del team, aiuta, senza alcun dubbio, la buona interpretazione degli attori che, tuttavia, risulta sacrificata rispetto a quella del sempre più imbolsito e mono-espressivo Stephen Amell che si prende inutilmente la scena non aggiungendo nulla di più al suo personaggio e svegliandosi solo nel lungo monologo finale con annesso altro pippone morale sulla legalità. Certo la scelta di accantonare Green Arrow in favore delle vesti da civile è interessante, se non altro perchè, oltre ad essere la prima volta che non si risolve il tutto ad arco e frecce, dà finalmente modo di vederlo nelle vesti di sindaco ed è una cosa estremamente rara.
Il finale lascia sperare nel fatto che i personaggi secondari (soprattutto Wild Dog) verranno ulteriormente approfonditi dando spazio a maggiori scene d’azione (peccato che tutto questo venga annunciato alla fine da Curtis Holt come il frutto di uno stalkeraggio informatico non autorizzato; e tutti i pipponi morali sulle limitazioni e la libertà? eh? eh?). Non resta, dunque, che avere pazienza e aspettare le prossime puntate lasciando che questa venga giudicata per quello che è: una pubblicità progresso di quaranta minuti mascherata da episodio di “Arrow”. Cosa comunque apprezzabile.

 

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELD, Marvel’s Agent Carter, Gotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Il titolo dell’episodio è una citazione ad un episodio di Stark Trek andato in onda nel 1968.
  2. Curtis, ad un certo punto, parla della possibilità di essere colpito da una pallottola solo perché è nero. E’ una citazione alla organizzazione Black Lives Matter, la quale si occupa degli omicidi delle persone Afro-Americane e di come risolverli.
  3. Il servizio televisivo che Rene guarda riguardo la morte di Damien Darhk è la stesso usato per la puntata “Legion Of Doom“.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Caso di puntata interessante
  • Il passato di Wild Dog
  • Nuova accoppiata Spartan-Dinah Drake
  • Pipponi morali sulla legalità
  • Tutti questi pipponi sui limiti e poi sono degli hacker informatici che stalkerano tutti. Viva la coerenza.
  • Dialoghi che definire “didascalici” è un eufemismo

 

Tipica puntata che funge da “pubblicità progresso” avente come oggetto il tanto dibattuto tema del Secondo Emendamento, caro a molte serie tv e film made in USA. Il caso di puntata risulta interessante e parte bene, con ottimi spunti di riflessione, peccato che la recitazione sempre più meccanica e compassata dei protagonisti, le troppe scene che potevano tranquillamente essere tagliate e i dialoghi, al limite del retorico e del populista, smorzino l’entusiasmo per questo episodio che risulta essere solo una mera puntata di raccordo per avventure future (si spera) più avvincenti.

 

Bratva 5×12 1.61 milioni – 0.6 rating
Spectre Of The Gun 5×13 1.67 milioni – 0.6 rating

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

2 Comments

  1. magari mi sono perso qualcosa io ma non è che avete confuso susan Williams con dinah drake?

  2. No non ti sei perso niente, è stato solo un grosso refuso… Ora abbiamo corretto il tutto.
    Grazie per la segnalazione!

Rispondi

Precedente

Billions 2×01 – Risk Management

Prossima

Urban Myths 1×04 – When Cary Grant Introduced Timothy Leary To LSD

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: