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Beef 1×10 – Figures Of LightTEMPO DI LETTURA 4 min

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Beef 1x10 recensionePer questo season (series?) finale, il creatore della serie Lee Sung Jin non solo firma la sceneggiatura ma si mette per la prima volta anche dietro la macchina da presa per gestire dall’inizio alla fine il canto del cigno della sua creatura. Anche se forse sarebbe più appropriato parlare di “canto del corvo” vista la scelta alquanto bizzarra di sottotitolare due corvi che gracchiano come prima scena. E già questo la dovrebbe dire lunga su che cosa passa per la testa di Sun Jin.
Dopo aver orchestrato nove episodi in cui i due protagonisti si interfacciano con molteplici character, finendo anche con un’overdose di emozioni della scorsa “The Great Fabricator“, Lee Sung Jin sceglie di isolare i due protagonisti dal resto del mondo, lasciandoli finalmente da soli ad affrontare la loro assurda relazione, depauperata da qualsiasi elemento esterno ma peggiorata da una serie di scelte sbagliate. È interessante notare come, infatti, l’unico altro personaggio presente in questo episodio sia George, che tra l’altro compare solo sul finale per circa 10 secondi e solamente per sparare ad una figura indefinita che in realtà è Danny.
L’idea è quindi quella di riportare il massimo focus sui due protagonisti e lasciarli sfogare completamente, svuotandosi di tutta la possibile rabbia per poi arrivare ad un nuovo status quo che, infatti, giunge proprio sul finale.

IL SIGNIFICATO DEL FINALE


Il titolo di questo episodio non è casuale ma ha bisogno di essere spiegato per essere pienamente apprezzato. Lee Sung Jin stesso in un’intervista ha detto che l’idea principale della stagione è quella che l’illuminazione/il miglioramento non può essere trasmessa da qualcuno ma deve essere scoperta attraverso la peggiore delle esperienze (“one does not become enlightened by imagining figures of light, but by making the darkness conscious.“). Praticamente una versione più biblica e meno spiccia del: si impara solo fallendo miseramente.

They have seen the true versions of themselves and there’s something very freeing about that, when someone sees you as you actually are and there is no judgment there. We have to stare at ourselves and at reality and all the non-light parts of it. And if someone can see that in you and not be repulsed and be like, ‘Actually, that’s me, too,’ that is true connection and the only thing that can help us move forward and grow.

Nella citazione tratta dalla sua intervista e riportata qui di sopra, l’idea generale di Lee Sung Jin per Beef è semplicemente quella di spingere i due protagonisti ad arrivare a conoscere sè stessi, il processo per arrivarci però è stato decisamente tortuoso ma non dovrebbe sorprendere considerato quanto cocciuti siano i protagonisti e, di riflesso, l’essere umano. Nemmeno nel momento di estrema difficoltà a seguito dell’isolamento, del vomito, del braccio rotto, dell’altro vomito e della caviglia slogata sembrava essere arrivata l’illuminazione. Eppure i 5 minuti finali hanno dimostrato altro e l’ultima scena altro ancora…
Partendo dalla premessa che quanto accaduto nel precedente episodio non è frutto diretto delle colpe di Danny o di Amy, è comunque concepibile che entrambi siano arrivati ad un punto di odio reciproco per aver distrutto le reciproche vite. Un odio che viene messo completamente a lustro in un costante battibecco in cui, onestamente, il pubblico non può schierarsi perché nessuno dei due ha effettivamente ragione ma sono ugualmente vittime e colpevoli.
Da questo punto di vista solo l’avvelenamento a causa delle bacche e l’esperienza allucinogena stile ayahuasca riescono ad unirli nella sofferenza che li porta quasi a morire. Un’esperienza che però li porta a vomitare (letteralmente) tutte le reciproche verità, denudandosi e rivelandosi per quello che sono, tanto da diventare qualcosa di diverso nel momento della realizzazione della reciproca sopravvivenza. E questo potrebbe essere il vero punto di partenza nel caso di una seconda stagione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Avvelenamento e conseguenze
  • Urla e litigi a distanza nella vallata in una scena che ricorda quella dei sassi in EEAAO (fatalità sempre di A24)
  • Minacce e riappacificazioni
  • Scena finale con Amy sdraiata sopra Danny e lui che sta per abbracciarla e…
  • I corvi che parlano
  • Niente

 

Beef si conclude con un episodio che è oggettivamente perfetto per chiudere completamente il cerchio. Ci si può dire estremamente soddisfatti del risultato che potrebbe serenamente concludere la serie qui, anche se Lee Sung Jin ha detto di avere in mente altre due stagioni. Fossero dello stesso livello nessuno ci si lamenterebbe…

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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