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Katla 1×01 – From Under The GlacierTEMPO DI LETTURA 4 min

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Katla 1x01 recensioneIl 14 aprile del 2010, il vulcano islandese Eyjafjöll eruttò in tutta la sua magnificenza e potenza, con una spettacolare cascata di lava e ghiaccio. La nube di vapore, fumo e cenere che ne scaturì, fu trasportata a grande distanza, paralizzando completamente il traffico aereo su buona parte dell’Europa.
Questi fenomeni, in una terra come l’Islanda, sono eventi quasi normali, ma racchiudono in sé tutto il fascino di una natura ancora così misteriosa e selvaggia. Sebbene l’essere umano cerchi di addomesticare Madre Natura, infatti, questa ricorda a tutti la nostra piccolezza e caducità, al cospetto di una forza dominante, primordiale ed incontrollabile.
Proprio l’elemento misterioso, alla base di alcuni eventi naturali, rappresenta il fil rouge di Katla, nuova serie islandese disponibile su Netflix a partire dal 17 giugno 2021.
Presentato come un noir islandese, Katla unisce la magnificenza di paesaggi incontaminati, spiagge nere e distese di ghiaccio, a strani ed inquietanti avvenimenti che si celano dietro la nube di un vulcano.

NOIR, FANTASCIENZA E NATURA


Katla è la prima serie islandese targata Netflix ed è stata co-creata da Baltasar Kormakur, regista salito alla ribalta nel 2015, grazie al film Everest, con Jake Gyllenhaal, Jason Clarke e Josh Brolin.
Il cineasta islandese, dunque, torna ad immergersi in scenari mozzafiato, scattando istantanee a ciò che di più bello ha da offrire Madre Natura.
Katla è, prima di tutto, una goduria per gli occhi, dove lo splendore dei paesaggi islandesi respira a pieni polmoni, grazie all’utilizzo di molteplici campi lunghi. Lo sguardo si perde tra nubi grigiastre che circondano palazzi di ghiaccio, terreni rocciosi, che sembrano provenire direttamente dalla luna e distese vulcaniche nere come la pece.
Dato il materiale a disposizione, la fotografia e la regia non possono che risultare efficaci, esaltando la bellezza scenografica di questa grande isola lontana.
Ad arricchire il tutto, però, ci pensa la virata fanta-thriller che gli autori fanno prendere alla trama: quello che inizialmente poteva sembrare un semplice fenomeno naturale, porterà con sé delle strane conseguenze che profumano di fantascienza e folklore.

COSA SI CELA DIETRO IL VULCANO?


Il pilot comincia un anno dopo una potente eruzione del grande vulcano Katla, situato a sud dell’isola. La zona attorno a Katla è stata interdetta a tutti, se non per un gruppo di vulcanologi che sta studiando il fenomeno. I turisti, dunque, sono stati banditi dall’area e gli abitanti del fittizio paesino di Vik hanno dovuto abbandonare le loro case (anche se non proprio tutti).
Durante il minutaggio, vengono presentati i protagonisti principali, le cui strade si intrecciano svariate volte. Grima è una di quelli rimasti indietro, rifiutandosi di lasciare la sua casa e aspettando invano la sorella, scomparsa durante l’eruzione.
Dalla fitta coltre di nubi, emerge una donna nuda, completamente ricoperta da uno strato di cenere e semi-cosciente. La donna, dirà di chiamarsi Gunhild, di lavorare come cameriera al Vik Hotel e di conoscere Thor, il padre di Grima.
Il mistero si infittisce quando si scopre che le uniche notizie di una Gunhild presente a Vik, risalgono a vent’anni prima. La titolare dell’hotel ritrova delle fotografie della donna che non sembra invecchiata nemmeno di un giorno. Ed è proprio in questo momento che la componente fantascientifica entra a gamba tesa, rivoluzionando le vite di un tranquillo paesino e dei suoi abitanti che, però, hanno nascosto troppa polvere sotto il tappeto.

ATMOSFERE ALLA DARK


Una terra evocativa e suggestiva come l’Islanda, trasuda mistero da tutti i pori e l’elemento fantascientifico, dunque, si amalgama perfettamente all’interno della serie.
Se dal punto di vista paesaggistico e di resa visiva Katla ricorda produzioni del calibro di Game Of Thrones, dal punto di vista del mystery viene naturale un confronto con Dark. La serie tedesca, vincitrice di numerosi premi, sembra aver dato ispirazione a Baltasar Kormakur che ricrea la stessa atmosfera inquietante, impalpabile, facendo largo uso di colori freddi e scuri, desolati ed opprimenti allo stesso tempo.
Pur non parlando in maniera esplicita di viaggi nel tempo, Katla dischiude con lentezza i suoi misteri, come la presenza di due Gunhild che esistono nello stessa linea temporale e la “clonazione” del corvo dalla piuma bianca.
Il nordic noir di Kormakur non è ricco né di azione, né di ritmo serrato, ma avanza piano piano, come un fiume di ghiaccio che, sciogliendosi, rivela segreti sepolti da anni.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Paesaggi islandesi mozzafiato
  • Regia e fotografia (anche se vincono facile con uno scenario del genere)
  • L’ambiente diventa il protagonista
  • Elemento fanta-thriller
  • Misteri e suggestioni
  • Sequenze evocative e cariche di significato
  • Ritmo un po’ troppo moderato, ma ci sta

 

Katla non è una serie che si presta al binge-watching dato il suo ritmo lento e ponderato, ma le atmosfere suggestive di una terra ricca di misteri rendono impossibile fermarsi alla prima puntata.

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Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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