The Days 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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Arriva su Netflix The Days, miniserie giapponese che in Italia si presenta con il titolo I Tre Giorni Dopo La Fine. Una storia tratta del disastro che colpì la terra del Sol Levante nel marzo 2011, quando un terremoto causò uno tsunami che si abbatté sulla centrale nucleare di Fukushima.
Il punto di vista è quello dei lavoratori della centrale, capitanati dal direttore responsabile Yoshida. A loro tocca spendersi, in una corsa contro il tempo, per impedire il peggio. Il peggio consistente in un’esplosione di tutti i reattori, con una fuoriuscita di radiazioni in grado di rendere inabitabili per decenni, fra l’altro, l’area metropolitana di Tokyo (80 km, 35 milioni di abitanti), Chiba e Kanagawa.
Purtroppo, i valorosi nipponici hanno un problema non presentatosi durante tragedie analoghe come Chernobyl o Three Mile Island: lo tsunami ha causato l’interruzione dell’energia elettrica, andando incontro quindi all’impossibilità di aprire da remoto le valvole preposte a impedire il surriscaldamento dei reattori.

QUESTIONE DI STILE


Occorre fare un paio di premesse per chi si volesse accingere alla visione. Innanzitutto, l’opera è concepita come un lungo film, le scene iniziali si spiegano alla fine dell’ottava puntata.
Per gli stomaci più delicati, inoltre, buone notizie: la narrazione ricorre in modo assai parco ad immagini di persone con orribili ferite da radiazioni. Così come delega alla sola famiglia del giovane Koki Kirihara il lato più melodrammatico e straziante della vicenda. Questo, comunque, non impedisce di creare un’atmosfera da incubo.
Merito anche dell’assenza di una vera e propria colonna sonora con un solo commento musicale un po’ straniante, fatto quasi di vibrazioni. Da qui, risultano lunghe sequenze dove lo spettatore deve essere pronto a patire insieme ai personaggi sullo schermo, come in caso di film quali Gravity o 1917. Questi momenti sono intervallati dalle discussioni fra altolocati personaggi come i responsabili della Toepco (ditta proprietaria della centrale) e vari esponenti del governo giapponese.

L’ENERGIA PER UN FUTURO MIGLIORE


La serie è basata sulle memorie di Masao Yoshida, sul rapporto della Tepco e su circa 90 interviste fatte dal giornalista Ryusho Kadota ai sopravvissuti e a chi intervenne per riparare al disastro. Il direttore Yoshida, infatti, ha tenuto a lasciare una sua testimonianza prima di morire di tumore nel 2013.
Alla fine, non c’è una risposta chiara riguardo alla dinamica degli eventi, con annesse responsabilità umane. Probabilmente non è nemmeno quello il punto.
Resta una più ampia, ma forse per questo più inquietante, riflessione su come quella che doveva essere la speranza, “l’energia per un futuro migliore” si sia trasformata in un incubo. Attualmente, infatti, non si sa come portar via e smaltire il materiale radioattivo di Fukushima, costituito dai detriti dei reattori fusi con il materiale in essi contenuto. Un problema che si rivela di stretta attualità anche pensando alla guerra in Ucraina, combattuta in zone vicino a centrali nucleari.

NON SIAMO MICA GLI AMERICANI


Un motivo in più per guardare questo specifico prodotto sta nel suo sapore particolare, specificamente nipponico. I visi espressivi degli attori suppliscono egregiamente alla mancanza di lunghi discorsi o proclami altisonanti. La loro gestualità e i loro toni da samurai fanno capire la gravità del momento e anche il senso del dovere con cui affrontano l’impensabile. Non occorre essere esperti di cultura giapponese per empatizzare con loro (a questo proposito, si segnala Koji Yakusho, nel ruolo di Masao Yoshida, vero perno di tutta l’azione).
Può aiutare, invece, conoscere la storia di Sadako Sasaki per capire perché la madre di Koki Kirihara si metta, freneticamente, a realizzare origami a forma di gru mentre è in ansia per la sorte del figlio. Non è comunque indispensabile, i messaggi arrivano ugualmente forti e chiari.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Uso parco di immagini shock
  • Uso parco dell’elemento melodramma
  • Koji Yakusho
  • Specifico sapore nipponico
  • La fine dell’emergenza apre interrogativi (non si capisce bene come si sia risolta) e rischi ancora maggiori

 

The Days – I Tre Giorni Dopo La Fine è destinato a chi non ha paura di lasciarsi inquietare dalla conta dei millisievert. L’oscillazione del livello di questa misura delle radiazioni, infatti, è in grado di produrre un effetto ansiogeno e inquietante oltre ogni aspettativa. Si entra in un mondo dove tutte le regole e le certezze sembrano essere saltate (se poi, terminata la visione, qualcuno si chiedesse come si può reagire ad un simile disastro, qui c’è un suggerimento importante).
Il voto Save Them All, più che ad un prodotto interessante e professionalmente realizzato, si riferisce alla salvezza dell’intero pianeta Terra.

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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