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Vatican Girl: The Disappearance Of Emanuela OrlandiTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione Vatican Girl37 anni fa (il 22 giugno 1983) Emanuela Orlandi, ragazza di 15 anni, spariva senza lasciare alcuna traccia di sé.
Una vicenda che all’epoca scatenò una certa attenzione mediatica e la ragione era molto semplice: Emanuela Orlandi non era una ragazza come tutte le altre ma era una cittadina vaticana, che viveva (come il resto della sua famiglia) all’interno della piccola città-stato, cuore di tutta la cristianità mondiale.
Come se questo elemento non bastasse a rendere la vicenda estremamente interessante, il sequestro-Orlandi divenne un vero e proprio capro espiatorio per rivendicazioni di vario tipo, facendo diventare un caso di cronaca “minore”, il centro di (quasi) tutti i complotti internazionali dell’epoca.
Fra terrorismo internazionale, rapporti fra Mafia-Stato-Chiesa e corruzione finanziaria non c’è alcuna vicenda di quegli anni che, in qualche modo, non sia stata collegata a questo rapimento, alimentando così ipotesi e dubbi da tutte le parti.

UNA DOCUSERIE “ITALIANA”


Vatican Girl: The Disappearance Of Emanuela Orlandi è il tentativo, da parte di Netflix, di ricostruire tale vicenda facendone un riassunto in “sole” quattro puntate.
Per farlo si affida alla direzione e produzione di Mark Lewis nome di garanzia per i prodotti true crime della piattaforma (suo il premiato Don’t F**k With Cats). Lewis fa senza dubbio un ottimo lavoro, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo delle fonti e la ricostruzione drammatica (oltre che giudiziaria) della vicenda. Tuttavia, non è esente da difetti.
Si tratta di una produzione internazionale, pensata soprattutto per un pubblico che non ha mai sentito palare della vicenda in questione. Da un lato, dunque, il pubblico italiano riconoscerà volti noti che si sono occupati di questo caso di cronaca (vengono coinvolti, fra gli altri, Andrea Purgatori, Emiliano Fittipaldi e Raffaella Notariale di Chi l’ha visto?) ma anche meno noti (almeno per il pubblico nostrano) come il giornalista investigativo Larry Gurwin e Richard Roth, a lungo corrispondente per la CNN a Roma.
Una visione dunque molto più oggettiva e imparziale della vicenda proprio perché “straniera”. Questa, però, mostra tutti i suoi limiti mettendo sullo stesso piano indagini ufficiali e teorie complottiste in una sorta di enorme “bignami” del caso, nella sua ansia di spiegare facilmente una questione ben più complessa e sfaccettata.

TEORIE E COMPLOTTI EVERYWHERE


Nelle quattro puntata presentate viene narrata la vicenda Orlandi da un punto di vista prettamente lineare-storicistico. Si parte, infatti, da quella giornata di giugno del 1983 per arrivare ai giorni nostri con gli ultimi ritrovamenti e teorie del caso, compresa una dichiarazione (informale) dell’attuale Pontefice.
L’orizzontalità è interrotta da una verticalità che riguarda le varie teorie che nel corso degli anni si sono avvicendate intorno al caso. Così, un episodio diventa più monotematico con lo scandalo del Banco Ambrosiano, un altro sul legame con il terrorismo internazionale e la Banda della Magliana, un altro sugli scandali sessuali legati alla Chiesa.
Un grande mosaico, dunque, molto spesso frastagliato e discontinuo, teso soprattutto a ricercare un effetto quasi spettacolare della vicenda, mostrando il tutto (per ammissione della stessa voce narrante) come “un romanzo di Dan Brown“.
Rimane comunque un’ottima ricostruzione (tenendo conto che la produzione è internazionale) del clima politico, sociale e ideologico italiano degli anni 80-90, a dimostrazione che il lavoro di ricerca per questa docuserie è stato davvero enorme.

CONCLUSIONI FINALI


Per quanto riguarda il lato più tecnico-registico, la docuserie si connota di un grande lavoro di repertorio tra fotografie, immagini-video dell’epoca e frammenti di telegiornali, inchieste e testimonianze varie.
Non mancano le consuete ricostruzioni-video tipiche di questi prodotti, anche se la parte del leone la fanno sicuramente le interviste ai protagonisti della vicenda. In primis i membri della famiglia Orlandi, che gli autori riescono a coinvolgere emotivamente nel racconto rispettandone comunque il dolore e le esigenze, poi tutti i giornalisti ed esperti che negli anni si sono occupati del caso.
In questo senso Vatican Girl risulta un prodotto riuscito, anche se, nella sua linearità narrativa, non si discosta molto da docuserie simili, per cui la sensazione di già visto è molto forte. Rimane la potenza dell’argomento narrato che lo rende, di fatto, già uno dei prodotti più interessanti dell’anno.

…THEM ALL!


 

 

Part 1 1×01
Part 2 1×02
Part 3 1×03
Part 4 1×04

 

La scomparsa di Emanuela Orlandi raccontata in chiave inedita e internazionale sotto la produzione e direzione di Netflix. Un enorme riassunto di intrighi e complotti politici e religiosi che rendono tale vicenda il “cold-case italiano” per eccellenza. Adatto come riassunto per il pubblico neofita, meno per chi cerca un true crime originale ed innovativo.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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