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The Knick 2×08 – Not Well At AllTEMPO DI LETTURA 5 min

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Ad un certo punto menzogne e verità si scontrano e conflagrano, Passato e Presente collidono lasciandosi dietro strascichi importanti. “Not Well At All”, l’ottavo episodio di The Knick, parte da un interrogativo: “Who, being loved, is poor?”, con queste parole si lasciano Ping Wu e Barrow dopo anni e anni di “rapporto”.  Lo sappiamo bene, oramai in The Knick nessuno è salvo, nessuno può dirsi al sicuro, nessuno è veramente e completamente felice; tutti sono cellule “maleodoranti” e “purulente” pronte a spurgare da un momento all’altro. Da Cornelia che ha scoperto i loschi traffici del padre a Lucy che ha scoperto il vizio del padre, colpito da un ictus in un bordello.
Ogni singolo personaggio mente, ha mentito o mentirà per tentare di sopravvivere un giorno in più in questo “western” tra paziente e medici, privati e privi di umanità e di benevolenza. Amore? Amore quale, amore tra chi? Con “Not Well At All” sembra essersi dilatata ancor di più la distanza tra amanti, tra innamorati e chi potrebbe diventarlo sulla carta. Chi prova un sentimento è portato in un modo o nell’altro a pagare uno scotto per esso (Thackery ancora un volta tormentato dalla vita; ce la farà? o soccomberà?), messo di fronte ad una decisione complicata, crudele (Gallinger è costretto ad allontanare la moglie Eleanor), chi sente dentro di sé crescere qualcosa è portato a distruggere gli altri (l’amore di Barrow per la prostituta e l’abbondono della moglie) o anche se stesso e la propria dignità (Cleary apre il suo cuore a Harriet, durante un’uscita a quattro al circo).
Tutti sono impossibilitati ad avere relazioni normali, sono corpi estranei, attaccati ad un organismo incapace di sostenere il trauma dell’intervento. Barrow, viscido e gretto, ancora una volta si comporta da lupo, nonostante sia uno squallido agnello, e, come sempre, lo fa con chi è più debole – conosciamo bene il meschino uomo, messo alle strette da coloro che sono più forti di lui, piagnucola, chiede perdono -: tocca il cuore il comportamento della moglie che, convinta di ricevere dal coniuge in dono una casa, destinata invece all’amante, prepara una cena con tutto l’amore e la devozione possibili.
Gallinger scopre tristemente che la moglie non è guarita – nonostante Eleanor tenti in tutto e per tutto di ricostruire la normalità familiare (“riabitare” il talamo e pensare al futuro) -, lei stessa ha ammesso di aver avvelenato il medico che tentava di guarirla, togliendole tutti i denti – ancora una volta si parla di una falsa credenza vestita da terapia. L’unica cosa che può fare l’uomo è rinchiuderla in una casa di cura, ancora una volta – la domanda che sorge spontanea è: Eleanor accetterà supinamente questo cambiamento? Soderbergh strizza l’occhio a Hitchcock più di una volta in “Not Well At All”, prima di tutto giocando con la suspense, come amava fare il Maestro del brivido – pensiamo al modo in cui il regista  inquadra “drammaticamente” la tazza (in essa potrebbe esserci del veleno), elemento importante, tanto importante quanto lo sono gli oggetti per il cineasta inglese che li ha spesse volte messi al centro della scena, in “Notorious” e in “Psycho” ad esempio, dando loro un ruolo diegetico. Poi crea un rapporto malato tra Gallinger e la sorella di Eleanor, come Hitchcock aveva fatto in “La donna che visse due volte”. L’uomo tenta di aggrapparsi a ciò che di bello c’era nella consorte e lo legava a lei (gli occhi, le labbra) e intorno ad esso costruisce il desiderio (la scena finale dell’episodio).
Ci sono poi Cleary e Harriet, uniti da un rapporto stretto e intimo: lui l’ha aiutata, sostenuta, si è fatto in quattro per salvarla, e lei dall’altra parte aveva dimostrato amicizia nei confronti di quell’uomo in fondo buono. Al circo potrebbe coronarsi il sogno d’amore dell’uomo, così legato per il suo lavoro alla morte, con la donna anch’essa, “praticante” la morte, ma nel momento in cui Cleary tenta di baciarla, lei si indigna, tirando fuori tutto il rancore, la rabbia che da molto tempo aveva messo da parte.
Ancora una volta dunque The Knick racconta essere umani mai paghi di dolore e sofferenza, perché incapaci di provare qualunque tipo di felicità – Cleary dice all’ex suora che deve sorridere, è stata già punita abbastanza -, di amare e di accettare l’amore. Cleary ascolta il canto di Harriet, per eccitarsi, l’alcolista ascolta le parole di Abigail e anche se per un istante si sente meno solo, sembra dunque che l’unica possibilità per trovare un po’ di pace, sia, come faceva Odisseo con le sirene, ascoltare la voce di una donna, senza avvicinarsi troppo; basta solo un tocco per far crollare il castello di carte.
The Knick ancora una volta intesse una stretta dipendenza e una sottile linea di demarcazione tra droghe e medicina e in un triste e beffardo gioco al massacro; se le prime tranquillizzano, danno un attimo di pace, svegliano dal torpore, lavano le ferite, la seconda invece può anche uccidere. La medicina non aiuta o almeno non sempre e non totalmente, rendendo il paziente alle volte un vile esperimento, altre un misero pezzo di carne, altre ancora un mostro. Abigail, spaventata dall’operazione, prende delle gocce di laudano, gocce che poi reagiscono con l’anestesia e la portano alla morte. Thackery riuscirà a sopportare l’ennesimo scherzo del destino? Sarà in grado di aggiungere al suo album di perdite anche questa, probabilmente la più difficile da sopportare? Il volto disperato e turbato del medico ci fa pensare che questo sarà l’ultimo strappo per un’anima già in balia di molti fantasmi.
Interessantissimo il discorso che lega indissolubilmente medicina e cinema (le protesi di celluloide che Thack vorrebbe utilizzare per ridare bellezza al volto preraffaellita di Abigail è un’estensione del corpo), discorso che poi si espande in una dichiarazione sul cinema tout court (ripensiamo al momento in cui Cleary e Harriet, spaventati e atterriti, guardano qualche stralcio di “The Big Swallow”).

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Thackery sempre meraviglioso
  • L’impossibilità dei personaggi di essere felici
  • Eleanor e il suo disagio
  • Il rapporto tra Cleary e l’ex suora (dalla creazione dei primi profilattici al tentativo di bacio al circo)
  • La scoperta di Lucy del “peccato” del padre
  • La protesi di celluloide 
  • Il bacio negato di Harriet a Cleary
“Not Well At All” è un bellissimo episodio che ci porta verso il finale di stagione con molti dubbi e molte storie ancora aperte.
Williams And Walker 2×07 0.34 milioni – ND rating
Not Well At All 2×08 0.26 milioni – ND rating

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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