The Blacklist 3×13 – Alastair Pitt (No. 103)TEMPO DI LETTURA 4 min

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To our enemies!

Game Of Thrones ha fatto scuola e ora molte serie non sanno resistere alla tentazione di concedersi un bel Red Wedding, con annesso spargimento di sangue, anche senza il sottofondo di The Rains Of Castamere. The Blacklist ci arriva sul finale di questo episodio, preso per mano con grazia dalla guest star Tony Shaloub e dai suoi inseparabili volpini. I tre, perché agiscono davvero in sintonia e dialogano meravigliosamente fra di loro, devono combinare un matrimonio fra due giovani, punta di diamante di un più ampio e proficuo accordo tra famiglie mafiose una delle quali, udite udite, è di origine scandinava. Mr. Reddington si vede poco, infatti per questo turno se ne sta un po’ più defilato, forse a rifiatare dopo le crisi di nervi dello scorso episodio e pensa soprattutto alla sua carissima e dolcissima Josephine Moliére (la donna sulla sedia a rotelle, il che rimanda a data da destinarsi un’eventuale apparizione di Katarina Rostova). Già che si parla di sposarsi, infatti, c’è tempo per occuparsi di piccoli problemi di cuore, non solo i suoi, e di rifarsi, sul lato più intimo e romantico, di una prima parte di stagione tutta fughe a perdifiato dove non c’era spazio per pensare ai sentimenti. Il Concierge del crimine, però, non rinuncia ad un discorso, durante il pranzo di nozze, degno di entrare nella lista delle “cose da evitare ad un matrimonio” dopo George Martin come wedding planner e il già citato The Rains Of Castamere in sottofondo. Romanticismo sì, insomma, ma non troppo. Già l’aver visto, nella vita del tormentato protagonista, un rapporto sentimentale ricambiato mediamente felice e sereno, almeno fino alla sua drammatica conclusione, è molto.
Intanto Jacob, o come dicevano tutti Tom Keen, torna a impegolarsi con Gina Zanetakos. La scena in gioielleria, con tanto di schiaffi e bacio finale, fa molto commedia leggera vecchio stile, non fosse che lei sotto la pelliccia ha l’ombelico di fuori. Non stiamo a scervellarci sul perché lui si rivolga a gente che lo cerca, sicuramente non per dargli un caloroso bentornato. La giustificazione del volersi procurare i soldi per mantenere Lizzie e il bambino suona un po’ farlocca, probabilmente lui conosce solo quella realtà e, con Reddington che blocca tutte le vie legalmente possibili, non sa pensare ad altro. Torna comunque in gioco la sottotrama di Tana delle Tigri. Chiamiamo così l’associazione capitanata dal Maggiore William, il cui nome non è mai stato fatto, dedita al reclutamento di ragazzini con specifici tratti antisociali, per farne eccellenti spie ed infiltrati. Ciò è bene, perché questo filone potrebbe riservare gustose sorprese. Potrebbe…
Occorre poi, ma solo per dovere di cronaca e di completezza, dedicare due parole alle vicende di Lizzie. Il suo cercare una famiglia adottiva per la creatura che porta in grembo per ora segna un nulla di fatto. Anche qui, comunque, resta qualche perplessità: rivolgersi alla stessa agenzia a cui ci si era rivolti per adottare quando si deve dar via il proprio bambino? Va bene il conoscersi di già, ma non ha molto senso. Cercare l’adozione aperta con tutto quello che il nome Elizabeth Keen si porta dietro? Certo la speranza è sempre l’ultima a morire, ma anche un po’ di buon senso ogni tanto non guasta. Quando lo capirà la ragazza che l’unica opzione praticabile per avere il suo bambino felice e sicuro è affidarsi a Reddington, per quanto paradossale sembri? Il cantiere resta aperto.
Un’ultima annotazione, soprattutto per chi ama analizzare ogni dettaglio e farne un indizio per risolvere i molti misteri presenti nella serie: il braccio al collo di Dembé deriva semplicemente dal fatto che l’attore Isham Tawfiq si è fatto male nella vita reale alla cuffia dei rotatori. Più proficuo, invece, potrebbe essere interrogarsi su cosa sia il simbolo presente sul biglietto da visita di Alastair Pitt: una clessidra? Il simbolo dell’infinito? Longevity initiative?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tony Shaloub
  • Marilyn e Monroe, comprimari di classe naturale
  • Si sappia in giro: i mafiosi non sono solo italiani, ispanici o russi, ma anche scandinavi
  • Torna a stagliarsi sullo sfondo Tana delle Tigri
  • Il discorso di Mr. Reddington al matrimonio
  • Lo zoo di vetro, cioè romanticismo
  • Siamo a Parigi, ma giustamente non si vede la Tour Eiffel da ogni finestra
  • Lizzie: ma davvero credeva alla possibilità di un’adozione aperta? 
  • Tom, ma perché? 
  • L’agente della D. E. A. tutto un “Comrade Rostova” qui e “Comrade Rostova” là. 
  • Un po’ più di interazione Pitt – Reddington non avrebbe guastato
Puntata in cui sembra di tornare al modulo del blacklister di giornata da eliminare in 40 – 45 minuti. Anche le altre sotto trame, riguardanti Tom e Gina e i tentativi di Liz di continuare a vedere la sua creatura dopo averla fatta adottare, sembrano un po’ slacciate. Per questo il voto non è altissimo, anche se ormai la serie la conosciamo: nell’episodio apparentemente riempitivo e più ozioso, vengono magari piantati i semi di sviluppi molto importanti. Per l’immediato si prevedono novità poco piacevoli per la coppia a cui Bon Jovi non ha dedicato la sua It’s My Life (Tom and Gina) e l’equivalente psicologico di una martellata sui calli per Lizzie: si parlerà infatti di una donna, Lady Ambrosia, sospettata di rapire bambini. Guest star sarà l’attrice comica, molto famosa negli Stati Uniti, Leslie Jones.
The Vehm 3×12 7.07 milioni – 1.6 rating
Alastair Pitt 3×13 6.49 milioni – 1.5 rating

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