Gomorra 2×09 – 2×10 – Sette Anni – FantasmiTEMPO DI LETTURA 6 min

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Nel 2012, Pasquale Romano aveva appena compiuto trent’anni. Da tutti descritto come un bravo ragazzo, Lino (così lo chiamavano amici e familiari) lavorava onestamente, e da qualche tempo era stato assunto dalla Prysmian, società milanese leader mondiale nella produzione di cavi per l’applicazione nel settore dell’energia, delle telecomunicazioni e delle fibre ottiche. Era fidanzato con Rosanna da quattro anni. Proprio sotto l’appartamento di Rosanna, la sera del 15 ottobre 2012, Lino attendeva l’arrivo di Gennaro, suo cognato, per andare a giocare a calcetto. Purtroppo, però, quella partita non si svolgerà mai, perché Salvatore Baldassarre (condannato poi all’ergastolo) lo crivellò con quattordici proiettili. Si palesò ben presto l’ipotesi di un tragico scambio di persona, in quanto la vittima era incensurata, e non aveva collegamenti con la criminalità organizzata, ben presto si capì che a morire doveva essere, in realtà, Domenico Gargiulo, la cui somiglianza con Lino ha tratto in inganno il killer (o meglio, la persona che, piazzata sulle scale, lo ha avvertito). Per la cronaca, il 15 maggio 2014 Domenico Gargiulo è stato arrestato a Scampia durante un blitz antidroga.
Come molti ben sanno Gomorra, oltre a prendere abbondantemente spunto dalla realtà della malavita napoletana, spesso ripercorre eventi realmente accaduti. Ad esempio, l’Alleanza è davvero esistita, e i membri che ne hanno fatto parte vengono chiamati Gli Scissionisti di Secondigliano, detti anche Gli Spagnoli (perché uno dei loro boss, prima della scissione, era dovuto scappare in Spagna. Ricorda qualcuno?)
Nella nona puntata di questa seconda stagione viene rappresentata la storia di Lino Romano. Il Domenico Gargiulo della situazione è Lelluccio, il figlio di Scianel appena uscito di prigione. Salvatore Baldassarre e i suoi complici sono rappresentati dai ragazzi del Vicolo e da Marinella, Lino Romano da un ragazzo che probabilmente è fisicamente simile a Lelluccio. Ma perché dare questa descrizione così vaga? Perché la vittima non viene mai mostrata, se non per un breve istante, quando è già distesa a terra esanime. Questa scelta ha un significato ben preciso: le vittime uccise per errore dalla mafia sono molte, e la loro unica colpa è quella di assomigliare a dei delinquenti. I loro assassini li uccidono, per l’appunto, a causa del loro aspetto, non per le loro azioni, le loro compagnie, le loro passioni. Ha quindi senso mostrare qualche aspetto della vita della persona scambiata per Lello Magliocca, quando in realtà l’unico aspetto che conta, in quella situazione, già lo si conosce? La scelta di non rivelare nulla su di lui rende la morte ancora più tragica, in quanto, così facendo, si mostra per ciò che è veramente: sbagliata e mostruosa.
Nonostante appaia pochissimo sullo schermo, Ciro è uno dei punti cardine di questa puntata. A inizio stagione, l’Alleanza era composta da molti membri, mentre ora sono rimasti lui, il Mulatto, lo Zingariello, Scianel (e prole) e i ragazzi del Vicolo. È indubbio che la loro collaborazione non funzioni più, e la faida tra i Magliocca e il Vicolo ne è solo l’ulteriore conferma (e l’uccisione di O’Track la ciliegina sulla torta). La sua morte ora rende ancora più imprevedibili i ragazzi del Vicolo, perché non c’è più un leader, e un gruppo già di per sé caotico ed esagerato rischia seriamente di sprofondare nel caos e nell’anarchia più totale (a questo proposito, attenzione a Capaebomba, perché il suo volto viene inquadrato in primo piano troppo spesso per essere un caso. Chissà che il silenzioso vice di O’Track non si riveli ancora “peggiore” del suo defunto amico). Il successivo tradimento di questi due gruppi, che si alleano entrambi con Pietro (situazione che verrà approfondita dopo) segna il definitivo tramonto del progetto di Ciro Di Marzio. Questo fallimento è da imputare principalmente a lui, incapace di gestire la situazione, contrariamente al fu Salvatore Conte.
Inoltre, l’uccisione di Deborah lo ha segnato più di quanto era dato pensare fino a questo momento. I primi segnali si erano visti già con il doppio perdono di Angelino (a proposito, anche da questo punto di vista si può affermare che la colpa della morte di O’Principe sia da imputare al personaggio interpretato da Marco D’Amore, perché se gli avesse sparato dopo avergli estorto informazioni riguardo i mandanti della rapina a Scianel, i Savastano avrebbero fatto più fatica a mettere in atto il loro piano), ma la grazia concessa a Patrizia, cosa che non avrebbe mai fatto una stagione fa, evidenzia ulteriormente la stanchezza emotiva di Ciro. Di certo non si ritirerà dalla lotta, ma questa sua situazione potrebbe renderlo debole anche se, è bene ricordarlo, sin dal pilot Ciro è stato rappresentato come uno dei personaggi più astuti e intelligenti della serie (se non il più intelligente), quindi è decisamente presto per dichiararlo spacciato, soprattutto perché non è l’unico ad avere di questi problemi
Sul finire del decimo episodio, infatti, Don Pietro confessa a Patrizia di non poterne più di questa lotta, ma che comunque è deciso ad andare avanti. A ben ragione, tra l’altro, perché, fino ad ora, è lui il vero vincitore: rinchiuso in un monolocale è riuscito a far sfaldare l’Alleanza con poche e semplici mosse, ma il suo capolavoro strategico si è compiuto proprio durante queste due puntate: prima si accorda con Scianel poi, sapendo di non potersi fidare (anche perché Marinella, dopo il fallito agguato al marito, è corsa subito dalla polizia a raccontare tutte le attività della suocera), si allea anche con il Vicolo (con il quale era in lotta aperta fino ad un paio di giorni fa) per mettere Donna Annalisa definitivamente fuori gioco. L’alleanza con Cardillo, Capaebomba & co. è importante anche in funzione di Genny, visto che si tratta dei suoi migliori amici, e il padre gli ha dimostrato di poterli tenere dalla sua parte senza problemi. Il suo errore, però, è stato quello di vantarsi apertamente con il figlio del successo del suo piano (e di come, quindi, abbia mandato a monte il suo). Don Pietro non vuole compagni con cui dividere il comando, lui vuole essere l’unico re di Secondigliano. Per questo motivo, non vuole neanche che il figlio abbia voce in capitolo. Deve però stare molto attento, perché la rabbia di Gennaro cresce sempre di più, anche, e soprattutto, vista l’ingratitudine dimostrata dal padre in seguito ai numerosi salvataggi andati a buon fine (uno anche in questo decimo episodio), senza che al figlio venisse riconosciuto alcun merito.
Infine, concludiamo con l’unico aspetto negativo della puntata: la polizia. Fino ad ora non si era mai vista una pattuglia, mentre ora tramite posti di blocco viene prima evitato l’assassinio di Lelluccio e poi viene arrestata Scianel. Per essere una serie così attenta ai dettagli e alla verosimiglianza, questo uso forzato (e un po’ improbabile: quante possibilità c’erano che venissero fermate entrambe le macchine durante dei controlli di routine?) delle forze dell’ordine per esigenze di trama stona un po’.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Patrizia, personaggio sempre più forte e importante nella narrazione
  • I rimorsi di Ciro
  • Grandi interpretazioni
  • I tre personaggi principali che, pur apparendo pochissimo, sono più al centro che mai della storia
  • Scianel e il vibratore
  • Polizia quasi Deus Ex Machina

 

A due puntate dal termine assistiamo ad altri due episodi molto convincenti di Gomorra. Se non ci fosse stato quel difetto, sarebbe stato un Bless Them All, invece, questa volta, possiamo “solo” ringraziare.

 
 

Divide Et Impera 2×08  1.08 milioni – 3.38 share
Sette Anni 2×09  1.26 milioni – 3.67 share
Fantasmi 2×10  1.22 milioni – 3.72 share

 

 
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