The Flash 3×07 – Killer FrostTEMPO DI LETTURA 6 min

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Now who’s the villain, Flash? 
Now who’s the villain?

Non è ancora terminato di echeggiare il terribile grido di “Flashpoint” che continuano a venire mostrate le conseguenze del paradosso temporale, qui una volta per tutte, andando ad intaccare il Team Flash originario con l’intera puntata che viene racchiusa tra i due scontri con protagonisti con protagonisti Barry, Cisco e Caitlin.
Pur non essendoci ancora traccia dell’ormai imminente invasione aliena (con relativo cross-over), il serial decide di giocare d’anticipo prendendo di petto le emozioni dello spettatore chiamando niente poco di meno che Kevin Smith a dirigere questo “Killer Frost”, già ampiamente apprezzato dai fan dello show per il coinvolgente “The Runaway Dinosaur“. Il lavoro di Smith è evidente, oltre per la resa scenica data dalla maestosa introduzione della nuova minaccia rappresentata da Savitar in un breve ma intensissimo scontro, soprattutto per la perfetta gestione delle tempistiche interne alla puntata. Oltre ovviamente che per certe inquadrature.
Alla vigilia di uno dei momenti più attesi della stagione televisiva della CW, si sarebbe anche potuto perdonare alla serie l’esigenza di una puntata di transizione, utile per calmare le acque dopo il cliffhanger finale di “Shade“. Così evidentemente non è: non si può dunque fare altro che ammirare stupiti come in 40 minuti vengano poste numerose svolte narrative, a cominciare come si è detto dalla violenza estrema del nuovo villain, per continuare con l’evoluzione di diversi personaggi (Wally, Caitlin e Julian su tutti), probabilmente fin troppa carne al fuoco per un solo episodio. Se il raggiungimento dello status-quo di Kid Flash da parte di Wally può stonare un po’ con il resto dell’episodio ma è una sorta di gioia perchè finalmente mette fine al piagnisteo del West più giovane, discorso a parte meritano la progressione mostrata (e poi smorzata) da Killer Frost e da Alchemy, su cui si sospende il giudizio in attesa di vedere se e come il serial deciderà di tornare sui suoi passi o se piuttosto continuerà a premere l’acceleratore come sta effettivamente facendo (e bisogna riconoscerglielo) con le conseguenze di Flashpoint.
L’esigenza extra-scenica dettata dal contratto di series regular della Panabaker pone un forte limite alla trasformazione in Killer Frost e quindi, almeno da questo punto di vista, è comprensibile; di tutt’altro avviso si dev’essere invece circa la rivelazione dell’identità di Alchemy. Nel parsimonioso mondo The CW ogni guest star o nuova aggiunta nel cast viene vagliata sotto ogni punto di vista, deve esistere infatti una motivazione ben precisa che giustifichi l’inserimento di un nuovo character all’interno dello show. Jay Garrick/Hunter Zolomon è stato l’ultimo a dimostrare questa affermazione, tuttavia anche in Arrow le cose funzionano allo stesso modo, pertanto la rivelazione che Julian Albert sia in realtà Alchemy non è così sorprendente come si potrebbe pensare, anzi. Sono però le prospettive che questa notizia porta con sè ad alimentare la voglia di proseguire la visione: touchè.
Dopo queste prime sette puntate in effetti l’impressione è di aver ingranato nell’affrontare tutte le problematiche cui la premiere aveva dato inizio, allargando progressivamente la prospettiva da cui guardarle. Come si diceva, appunto, l’episodio trova il suo fulcro centrale nelle interazioni del trio iniziale di protagonisti che, da team-up di nerd sfegatati, deve ora diventare un team-up di eroi, con tutte le conseguenze che una maggior responsabilità porta con sé. “I’m broken“, dice il personaggio di Danielle Panabaker al resto della squadra, divisa com’è tra l’essere Caitlin Snow e l’essere Killer Frost. Allo stesso modo anche Cisco è diviso tra l’affetto che lo lega agli amici di sempre e il dolore per la perdita di Dante, così come Barry, tra il senso di colpa per tutto il male che non ha potuto fermare (e che anzi, ha egli stesso causato) e la responsabilità di essere finalmente oltre che hero, anche leader.

You are not a god, Barry. You can not keep doing this to yourself, constantly going over the what-ifs. You’ll go nuts. Everyone in this building needs the Flash right now: my dad, Wally, … even Cisco and Caitlin. So, be strong like I know you are. I know you don’t want to be the leader right now, but you have to be.

Forse è proprio questa debolezza intrinseca nell’umanità di Barry Allen che gli permetterà di affrontare il nemico più forte di sempre, forse. Un nemico che di umano (meta o no, non importa) non sembra avere molto: “You’re only a man, but I am a god. Your god“. Dopo Zoom il livello si è alzato ulteriormente e, nonostante Alchemy potesse rappresentare già da solo un problema tutto sommato adeguato per una terza stagione, si è scelto di andare oltre: Alchemy (che si è banalmente rivelato essere Julian) non è altro che un accolito di Savitar. Questa è la notizia del giorno da cui far ripartire la stagione e la seria stessa, soprattutto alla luce dei poteri incommensurabili di Savitar.

 

 

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. In questo episodio Savitar si presenta meglio. Se però voi avete letto l’Angolo del Nerd della scorsa recensione, molte cose dette nell’episodio sono già state anticipate da RecenSerie.
  2. Kevin Smith si è divertito ad inserire molti riferimenti a Frozen in “Killer Frost”. Per esempio, compare un camion con scritto “Ledded Goh”, storpiatura della canzone “Let It Go”.
  3. Ad un certo punto, H.R. descrive la sua collaborazione con gli altri membri del Team Flash con il termine “All-Star Team-Up“. Non è solo il nome di un episodio della prima stagione di Flash ma anche il titolo della omonima testata fumettistica della DC Comics.
  4. Greg Grunberg, ex-Matt Parkaman di Heroes e Heroes Reborn, compare come guest-star nell’episodio.
  5. Faster than Barry could at the beginning“. Nei fumetti il Wally West pre-New 52 supererà Barry Allen nell’utilizzo dei suoi poteri.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Un cast in forma strepitosa
  • Julian è Alchemy: sviluppo interessante
  • Barry’s real superpower isn’t speed. It’s hope.
  • Barry si dimette: potenzialmente l’inizio di un nuovo capitolo nella vita lavorativa
  • Savitar, ovvero Ultron fatto meglio
  • I dialoghi, soprattutto Iris-Barry e Joe-H.R.
  • 12 across, 7 letters, Savitar. Bam. Hindu god of motion.
  • L’istinto di Joe
  • Alchemy è Julian: purtroppo è uno sviluppo prevedibile sin dall’introduzione del character
  • La crisalide di Wally, forse un po’ troppo trash, che evidenzia la necessita di avere uno speedster in più in vista del cross-over

 

Dopo un episodio emozionante, The Flash mette a segno un altro colpo e fa salire l’acquolina in bocca con Savitar. Ad ogni modo Kevin Smith c’è, e si vede.

 

Shade 3×06 3.01 milioni – 1.2 rating
Killer Frost 3×07 2.94 milioni – 1.1 rating

 

 

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Dario ha circa 20 anni e continuerà ad averli fintantoché un dipinto in soffitta invecchierà al posto suo. Alcune leggende raccontano di una grande passione per il tabacco, i libri americani, il cinema e l'alcol, ma una estrema ricerca della perfezione come virtù lo tengono lontano da ogni eccesso. Mentre non si impegna a capire perché gli è sconsigliato vivere di notte come i gatti, scrive legge e fa.

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