The Flash 3×13 – Attack On Gorilla CityTEMPO DI LETTURA 5 min

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Speedster vs. super gorilla. Best worst video game ever.

Questa prima parte del doppio appuntamento in compagnia delle scimmie senzienti del flarrowverso, va detto subito, delude gran parte delle aspettative. Il problema principale, da cui poi seguono tutti gli altri a ruota libera, è sicuramente – come detto e rimarcato anche nelle precedenti recensioni – l’impostazione generale data alla stagione e a questa seconda parte post-midseason nello specifico.
Nell’accingersi alla visione di “Attack On Gorilla City”, è scontato ed immediato andare con la mente indietro di quasi un anno al duplice episodio ambientato su Earth-2 (#1 e #2): uno sforzo mnemonico che incontra sicuramente il benestare degli autori, per la struttura che hanno voluto dargli. Sarebbe dunque altrettanto scontato aspettarsi un altro successo dopo quello dell’anno scorso, ma perché questo non succede?

  • Il contesto: Earth-2 rappresentava un perfetto connubio tra una città futuribile e una città anni ’50 dando un’impronta visiva estremamente caratteristica ma non così lontana e dissimile dalla Central City supereroistica che si è iniziato a conoscere. Gorilla City salvo qualche inquadratura azzeccata, principalmente ispirate dal cinema di Peter Jackson, non riesce in alcun modo a portare a casa lo stesso impatto scenico. Anche dal punto di vista dei riferimenti cinetelevisivi la partita è persa malamente: escludendo le ovvie citazioni ai vari kolossal scimmieschi (in particolare a “L’alba del pianeta delle scimmie“, cui ha preso parte anche Tom Felton), la carta che la DC-The CW sembra ormai continuare a voler giocare è quella della saga di Indiana Jones e questo alla lunga inizia a stancare.
  • La micro-narrazione: proseguiamo per facilità di critica il paragone con il fu 2×13. L’episodio in questione presentava quasi un abuso ripetuto dello stratagemma dei doppleganger, uno stratagemma in grado di restituire tridimensionalità ai personaggi facendoli scontrare con una versione più o meno diversa di sè stessi, alle volte generando ironia e comicità, altre volte generando contrasti e conflitti. Forse è un po’ azzardato confrontare villain come Grodd e Solovar a una glaciale e terribile Killer Frost, ma azzardando ancora di più si potrebbe dire che l’errore a monte è di tipo tecnico. A meno che di nome non fai Andy Serkis, rendere determinate emozioni tramite CGI è difficilissimo – vedere anche le difficoltà di James Spader nel recente Age of Ultron per credere. Si aggiunga poi che gli abitanti di Gorilla City sono realizzati senza l’ausilio di un minimo di motion capture ed ecco magicamente comparire la proverbiale zappa sui piedi. Ciliegina sulla torta, queste emozioni comunque difficilmente riportabili, grazie a un fantastico lavoro di scrittura, alla fin fine neanche esistono: quando questa fantomatica super-intelligente scimmia di nome Grodd architetterà un piano meno banale e scontato di quello visto in questi 42 minuti per favore avvisateci.
  • La macro-narrazione: e qui i problemi si fanno seri. Torniamo per l’ultima volta a ricordare “Welcome to Earth-2“, considerando il peso che l’episodio rivestirà all’interno di tutta la stagione. L’avventura su Terra-2 nasceva infatti come conseguenza diretta dello scontro con Zoom, approfondiva dinamiche necessarie alla risoluzione finale (i doppleganger appunto) e comunque riusciva ad inserirsi in un discorso di continuità pur distanziandosi con forza dalla verticalità dei casi di Central City. Questo discorso può forse valere anche per “Attack On Gorilla City”? Al di là delle innumerevoli domande retoriche che ci si può porre (qual è il collegamento diretto tra Savitar e Grodd? Può bastare una breaking news televisiva a riportare l’attenzione laddove ce n’è sempre stata poca? Come lo caratterizzate un villain se lo tenete rinchiuso due terzi di stagione in una pietra?) l’impressione è che The Flash stia perdendo tempo in giro per il multiverso alla ricerca di continui divertissment che alla trama in sé non aggiungono niente. 
Una piccola postilla prima del verdetto riguarda le varie relazioni sentimentali che la puntata, consapevole che serve ben altro per salvare l’episodio dai piani geniali di Grodd, decide di portare avanti. Da un lato Caitlin (terzo anno, terza fiamma) sembra finalmente aver trovato una controparte attoriale degna della Panabaker, mettendo in mostra una buona intesa con Julian. Dall’altro anche Wally, pur restando in lizza per il premio worst character ever, magari approfondendo i suoi spazi con Jesse (possibile personaggio ricorrente da qui in poi) e soprattutto con H.R., può sperare di trovare la sua ragion d’essere all’interno dello show. 
In ogni caso, mentre attendiamo che queste storyline abbiano la loro (ahimè anche qui scontata) evoluzione, deploriamo il tempismo dei creatori che hanno deciso di allungare ulteriormente il brodo: come se ce ne fosse realmente bisogno…


Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per The Flash? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Julian cita il film Il Pianeta delle Scimmie. E’ una citazione al ruolo di Tom Felton al film Rise of the Planet of the Apes. Sempre Julian, come fatto notare anche da Cisco, è vestito in modo tale da citare Indiana Jones.
  2. Questo è il secondo episodio totalmente ambientato su Terra-2 dopo “Welcome to Earth-2
  3. Quando Flash e soci arrivano a Gorilla City, Cisco esclama uno sbalordito “Welcome to the jungle, baby”, citando l’omonima canzone dei Guns N’ Roses.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • I just forgot how handsome you were
  • Tom Cavanagh al solito
  • Lo scontro tra Barry e Solovar ha il suo perché
  • Barry Allen ambasciatore del WTF WWF
  • Villain insipidi
  • CGI imbarazzante
  • Il cliffhanger finale forzatissimo
  • Storyline mischiate a caso
  • Direzione generale dello show

Si è deciso di insistere così tanto nel paragone tra questo episodio e il corrispettivo della seconda stagione per mostrare due perfetti esempi di come The Flash possa fare le cose o molto bene o molto male. Questa volta è un molto male.
Untouchable 3×12 2.91 milioni – 1.1 rating
Attack On Gorilla City 3×13 2.75 milioni – 1.0 rating

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Dario ha circa 20 anni e continuerà ad averli fintantoché un dipinto in soffitta invecchierà al posto suo. Alcune leggende raccontano di una grande passione per il tabacco, i libri americani, il cinema e l’alcol, ma una estrema ricerca della perfezione come virtù lo tengono lontano da ogni eccesso. Mentre non si impegna a capire perché gli è sconsigliato vivere di notte come i gatti, scrive legge e fa.

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