Colony 2×09 – Tamam ShudTEMPO DI LETTURA 3 min

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Finito.

Questa la traduzione dal persiano del titolo della puntata. Non si poteva trovare parola più adatta a descrivere il punto fermo posto da questo episodio che non può che segnare un decisivo cambiamento di vita all’interno della colonia, per quanto riguarda la famiglia Bowman.
Dopo essere stati vittime di un violento attacco in casa propria durante la scorsa puntata, Will e famiglia si ritrovano costretti a fuggire considerato che sia lo stesso Will, sia Katie sono ricercati dalle Rap.
Questa caccia all’uomo è il risultato dell’intensificarsi di dubbi e di sfiducia da parte del nuovo partner di Will che fin da subito ha lasciato trapelare il suo disappunto nel dover lavorare al suo fianco. La puntata riesce a recuperare anche un filo di trama lasciata in sospeso dall’episodio “Panopticon“, ossia quello riguardante l’eliminazione delle registrazioni della casa esterna dei Bowman da parte di Jennifer, quando Will ammette l’omicidio di Quayle.
Ma l’elemento sicuramente di maggiore impatto sulla trama presentato in questa puntata, unitamente allo smascheramento del doppio gioco dei Bowman, è l’arrivo dal di fuori della colonia di un piccolo aereo guidato da Noa, di cui si fa effettiva conoscenza solo a fine episodio.

“You see, we’re not here to solve cases. We’re here to solve problems. Nobody above us gives a shit about who did what and why. They just want us all to stay on the range.”

Siamo consci che mancano poco più di 800 giorni prima che la colonia di Los Angeles giunga alla sua estinzione (al suo effettivo tamam shud), ciò che fino ad ora rimane incomprensibile riguarda il come si arriverà a ciò. Noa sembrerebbe essere arrivata, in accordo con Hennessey, per poter aiutare in questa fantomatica “coming war“. Ma a questo punto della trama sorgono due dubbi essenziali. Il primo riguarda proprio Hennessey: un personaggio che apparentemente aveva tutto questo potere decisionale, all’interno della sua cellula di rivoltosi, non è stato minimamente preso in considerazione negli scorsi episodi se non per la sua unica apparizione. Ed ora è morto, ucciso da non si sa chi.
Il secondo dubbio riguarda l’arma sottratta da Will, Katie e Broussard all’Host nella scorsa stagione e che parrebbe l’elemento chiave per poter sconfiggere gli invasori nella guerra che sta per arrivare. Ma quale arma, per l’esattezza? Il luogo sicuro in cui si nascondeva Hennessey è stato messo a soqquadro e l’arma rubata. C’è quindi da aspettarsi che le prossime puntate rispondano a queste domande, portando Will e compagni al ritrovamento dell’arma?
Considerata anche la sua apparizione nella scorsa puntata, andrebbe tenuta in considerazione la possibilità che la donna che guida la cellula di cui faceva parte Emmett – il giovane ragazzo di colore aiutato da Will nella fuga – sia implicata nella rapina e nell’uccisione ai danni di Hennessey. D’altra parte si è riscontrato anche nella scorsa stagione come fosse sottile e labile la linea di demarcazione tra la Resistenza ed i Redhats.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’arrivo di Noa
  • Will e Broussard: una strana coppia
  • The real war is about to begin
  • La scena della fuga di Will al parco: voto dieci per le capriole, zero ai fantomatici cecchini
  • Broussard e Bram: espressività di un pezzo di legno
  • Trama fitta e confusionaria 

Colony ha abbandonato sicuramente lo staticismo e la sua immobilità di trama e questo è sicuramente un bene. Ma è palese che manchi ancora una effettiva direzione nella storia. Con quattro puntate alla conclusione di questa seconda stagione c’è ancora molto lavoro da fare.

Good Intentions 2×08 0.78 milioni – 0.3 rating
Tamam Shud 2×09 ND milioni – ND rating
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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L’Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell’umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L’unico uomo con la licenza polemica.

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