Inside No.9 3×06 – Private ViewTEMPO DI LETTURA 3 min

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Inside No.9 giunge al termine della propria stagione, dopo una breve cavalcata di sei episodi. Con lo speciale di Natale si erano gettate le basi per una promettente e scoppiettante serie di puntate, così come si è soliti pensare del prodotto delle menti di Reece Shearsmith e Steve Pemberton. Ma tra alti (“The Riddle Of The Sphinx” e “Diddle Diddle Dumpling“) e bassi (“The Bill” e “Empty Orchestra“), la trama degli episodi e la serie in sé sembrava poter effettivamente regalare ancora poco ai propri spettatori. Ciò è sintomo del fatto che molti dei twist ed il format stesso della serie, costruito in questi anni, sono via via diventati telefonati o prevedibili nel momento in cui lo spettatore prendeva la mano con i meccanismi della serie.
Ed è solitamente a questo punto che è dato compito agli sceneggiatori di estrarre il cosiddetto coniglio dal cappello. O per lo meno riuscire a stupire ancora il proprio pubblico a dispetto del meccanismo ormai conosciuto. Si badi bene, però: non è dato per scontato che ci si riesca. Anzi, è molto più facile fallire.
“And then, of course, they all split up. Which is something you would never do in that situation, and, before you know it, there’s another one gone… are you still there, darling?”
“Private View”, da questo punto di vista, riesce nel proprio intento regalando agli spettatori una degna conclusione di stagione. Il nocciolo della storia attorno al quale tutto ruota è il dono della vita, nel suo termine più ampio. Ed è ironico che un tema del genere ricorra come centrale in una serie come Inside No. 9.
‘Fragments’, questo il nome della mostra d’arte dove si svolge la storia, ha sia lo scopo di accompagnare lo spettatore nella spiegazione conclusiva dell’episodio – ossia nel punto in cui il twist viene svelato -, sia quello di insignificante titolo affidato ad una mostra d’arte moderna.
I frammenti vengono recuperati uno alla volta, come se la trama di “Seven Pounds” (film di Muccino) venisse presentata a ritroso e Will Smith fosse occupato a recuperare i propri organi piuttosto che donarli.
La puntata si svolge sulla falsa riga de Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie (citata nell’episodio, non a caso): gli invitati vengono eliminati uno alla volta da un misterioso omicida che prima viene riconosciuto come esterno al gruppo, ma che poi si riconosce essere parte dello stesso. Se nel romanzo della Christie l’eliminazione fisica aveva la giustificazione dei peccati precedentemente commessi dai poveri sventurati, qui gli invitati vengono uccisi per non aver portato il giusto rispetto nei confronti del dono (della vita, in generale) o della seconda opportunità di cui erano stati fruitori.
La puntata si basa molto anche sui cliché degli horror (alcune delle morti paiono ricordare film conosciuti come “Saw” o “Nella Mente Del Serial Killer”), citati a sfregio proprio all’interno dei dialoghi della puntata: la metanarrazione fa qui da padrona.
Il numero nove, oltre a rappresentare il nome dello stabile in cui la mostra ha luogo, si può ritrovare anche tra gli invitati. O meglio, si tratta di un falso nueve falso numero nove: gli invitati, compreso il povero accompagnatore, sono in tutto sette; c’è poi da aggiungere la misteriosa figura dello sculture ed ideatore della mostra (che nessuno conosce); infine c’è da far menzione di una figura, l’assassino, che rimane celata fino alla sua effettiva rivelazione e che si insinua nel conteggio delle persone presenti sulla scena. Nove, per l’appunto.
Una puntata che dosa alla perfezione pathos e dark humor, in pieno stile Inside No. 9.
Come se gli anni non fossero passati, questa serie riesce comunque a suo modo a calamitare lo spettatore.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Recitazione
  • Cliché horror
  • Citazionismo e metanarrazione
  • Soggetto della storia presentata nella puntata
  • Contro twist finale
  • Reece Shearsmith e Steve Pemberton
  • Inizio stranamente subito d’impatto e quindi non puntata in crescendo

Ci sarà quindi una quarta stagione?
A quanto sembrerebbe la BBC avrebbe richiesto già un’altra stagione intera, ma che arriverà non prima del 2018. Non ci resta quindi che aspettare, con braccia conserte e laconico sguardo perso fuori dalla finestra, le prossime sceneggiature della acclamata coppia Pemberton&Shearsmith.

Diddle Diddle Dumpling 3×05 ND milioni – ND rating
Private View 3×06 ND milioni – ND rating

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L’Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell’umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L’unico uomo con la licenza polemica.

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