Better Call Saul 3×10 – LanternTEMPO DI LETTURA 5 min

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C’è sempre un motivo se un episodio di una serie tv comincia con una scena apparentemente e totalmente sconnessa dalla normale vicenda che lo spettatore conosce e si aspetta. E parte della magia relativa a questa voluta confusione iniziale sta tutta in questa ricercata disarmonia che lo sceneggiatore sceglie di creare. Il caos necessita di ordine e lo stesso vale per il pubblico che quindi proverà a dargli un significato, magari anche dimenticandosi di quell’apparentemente inutile scena iniziale lungo l’arco della puntata, salvo poi coglierne il significato entro la fine.
“Lantern” non è da meno e, anzi, in quei pochi istanti che precedono gli opening credits sforna un momento bucolico tra i due fratelli McGill, momento che terminerà in un’inquadratura di una lanterna a gas. A questo punto lo spettatore, ignaro di ciò che lo aspetta, potrebbe erroneamente arrivare alla prima conclusione sensata che gli si para davanti, ovvero la ridondanza di quell’elemento tipico che da sempre caratterizza il personaggio di Chuck e che era presente anche nella scena raffigurante un momento della sua adolescenza. Errore. Banale errore: la “Lantern” del titolo assumerà solamente a fine episodio un valore diverso, ovvero il valore che Gould e Gilligan volevano dare sin dall’inizio. Ecco, quella è la vera chiave di lettura con cui si dovrà andare a riconsiderare la scena iniziale.

Chuck: Jimmy, this is what you do.
You hurt people.
Over and over and over. 

And then there’s this show of remorse It’s not a “show”! I know you don’t think it’s a show.
I don’t doubt your emotions are real, but what’s the point of all the sad faces and the gnashing of teeth? If you’re not going to change your behavior, and you won’t. Why not just skip the whole exercise? In the end, you’re going to hurt everyone around you.
You can’t help it.
So, stop apologizing and accept it.
Embrace it. 

Frankly, I’d have more respect for you if you did.

“Lantern” è l’ennesima buona puntata di Better Call Saul, c’è poco da obiettare in questo senso perchè regia e recitazione sono al solito eccellenti ed impeccabili, tuttavia collocandosi e presentandosi al proprio pubblico come season finale (e potenziale series finale visto che la AMC tarda a confermare una quarta stagione mentre si stanno scrivendo queste righe) purtroppo fallisce in molte aree ed il confronto con il predecessore è impietoso. “Klick” aveva infatti messo nero su bianco (per l’ennesima volta) le grandi qualità della serie terminando la stagione con un plot-twist ingombrante ma allettante; “Lantern” a suo modo prova a fare la stessa cosa con il suicidio di Chuck ma risulta essere questa una decisione quantomeno telefonata, cosí come tanti altri fattori durante la puntata.
La parabola discendente del maggiore dei McGill passa per il buy-out del suo studio, prosegue in un non richiesto bagno di folla per il suo addio, continua in un confronto dove sputa veleno verso il fratello e termina in un crescendo di problemi psicologici che lo porteranno al suicidio. Tutto è mostrato nei minimi dettagli, si percepisce veramente bene il disagio e la frustrazione dell’uomo che non aveva mai perso prima in vita sua; l’impossibilità di reagire e l’espropriazione di ciò che amava lo portano ad identificare due colpevoli: Howard e Chuck. È però il secondo che ha fatto scatenare il tutto, la causa di tutti i suoi mali, la persona da biasimare.

Chuck: Let me put your mind at ease, Jimmy: you don’t have to make up with me.
We don’t have to understand each other.
Things are fine the way they are.

I don’t want to hurt your feelings but the truth is you’ve never mattered all that much to me.

In queste parole si può leggere molto odio, rabbia e disprezzo ma c’è anche (e innegabilmente) un buon fondo di verità, quella verità sopita fin da piccoli quando Jimmy rubava i soldi dalla cassa del papà e che è rimasta latente finchè Saul non è emerso. La potenza del confronto è enorme, sconfortante, ma proprio per questo rappresenta uno dei momenti più alti del season finale, sfortunatamente in parte prevedibile se si guarda l’inesorabile declino di Chuck a mente fredda.
Quello che si rinfaccia a “Lantern” è la mancanza di carisma nell’agire e, di conseguenza, la prevedibile concatenazione di eventi che ne consegue non può che abbassare la qualità del tutto. Il declino di Chuck trascina con sè anche il potenziale narrativo che rimane quasi vittima degli eventi: non accade mai niente di veramente sorprendente e perfino il suicidio di Charles McGill in qualche modo, ad un certo punto della puntata, si può immaginare.
In “Lantern” ci sono alcune scelte stilistiche totalmente anticlimatiche che non ci si aspettava e che, proprio per questo motivo, tendono a portare il giudizio dello show verso il basso:

  • C’è una palese debolezza narrativa nel tanto sospirato “momento Salamanca-Nacho”, una scena fugace e priva di quel mordente che avrebbe meritato dopo la lunga pianificazione, mordente che però sembra poter essere dato con lo sguardo di Gus che fa intuire qualcosa sul futuro;
  • Saul ritorna ad essere Jimmy per il bene e sotto l’influenza di Kim, il che rappresenta un passo indietro rispetto all’evoluzione (leggasi involuzione) che lo porterà ad essere Saul Goodman;
  • Ed infine non si può non notare l’ingombrantissima assenza di Mike anche se parzialmente motivata dalla sua non inerenza con le storyline trattate.

Chiaramente “Lanter” è un episodio dedicato a Chuck: è il suo canto del cigno ed in ciò ha anche il suo apice qualitativo. Sfortunatamente nel resto non si può trovare la stessa verve qualitativa.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Declino vivido ed intenso di Chuck
  • Regia ed interpretazioni, al solito
  • Confronto Chuck-Jimmy con annesso monologo finale
  • Assenza mastodontica di Mike
  • Scontro Salamanca-Nacho molto al di sotto delle possibilità
  • Saul ritorna ad essere Jimmy
  • Prevedibilità di molti eventi
Chi di lanterna ferisce, di lanterna perisce.
Fall 3×09 1.47 milioni – 0.5 rating
Lantern 3×10 1.85 milioni – 0.6 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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