Star Trek: Discovery 1×11 – The Wolf WithinTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Can you bury your heart? Can you hide your decency? Can you continue to pretend to be one of them? Even as, little by little, it kills the person you really are?”

 

La permanenza della USS Discovery nell’universo dello specchio continua tra nuove difficoltà e colpi di scena forse non proprio inaspettati per lo spettatore ma di grande impatto. Il grande merito e maggior pregio di “The Wolf Within” risiede nel modo in cui la nuova ambientazione (nuova nella serie Discovery, ovviamente, perché all’interno della saga è già apparsa più volte) è sfruttata: invece di limitarsi a fare dell’universo dello specchio una semplice versione distopica dell’altro, dominata dalla xenofobia e dalla violenza, si sceglie di metterne in luce anche gli aspetti sorprendentemente positivi e di usarli per portare avanti concretamente la narrazione. Mostrare Voq a capo della resistenza aliena o fare di Philippa Georgiou l’imperatrice dell’umanità non sono soltanto modi per giocare con le differenze e le somiglianze dei due universi o per sorprendere lo spettatore, ma hanno importanti ricadute sulla trama e sull’evoluzione dei personaggi stessi, alcune palesi fin da subito, altre soltanto intuite in questo episodio e, si spera, destinate ad essere sviluppate nei prossimi.
Nell’altro universo, i Klingon rappresentavano la xenofobia portata all’estremo, il disgusto e l’odio per il diverso generato dalla paura di perdere la propria cultura e di conseguenza la propria identità, mentre l’umanità del XXIII secolo era tra le razze costituenti la pacifica e illuminata Federazione Unita dei Pianeti; qui, invece, i ruoli si invertono, con un effetto decisamente straniante ma che nello stesso tempo fa riflettere sulla possibilità di trovare una soluzione pacifica al conflitto che dall’altra parte continua, nonostante la sconfitta di Kol e della Sarcophagus. Certamente l’alleanza tra Klingon, Vulcaniani, Andoriani e Tellariti è resa possibile nello specifico da elementi contingenti all’universo dello specchio impossibili da replicare nell’altro, ma lascia aperto uno spiraglio di speranza, perché dimostra come sia possibile per un popolo bellicoso e orgoglioso convivere pacificamente con gli altri senza dover necessariamente rinunciare all’essenza più profonda della propria cultura e dei propri valori. Come afferma fiduciosa la stessa Burnham, la chiave per realizzare la pace tra la Federazione e i Klingon potrebbe essere offerta proprio da questa inaspettata resistenza aliena, “the closest to a Federation to this universe may see”. L’universo dello specchio non andrebbe più visto solo come realtà alternativa e distopica, dunque, ma anche come esempio positivo.
Ma l’incontro con Voq ha importanti ripercussioni anche sul personaggio di Tyler, che si conferma effettivamente essere il Klingon albino dell’altro universo, mentre le presunte torture ricevute da L’Rell altro non sarebbero che interventi chirurgici per trasformarlo fisicamente in un essere umano e “sovrascrivere” la personalità dell’uno sull’altro. Messo di fronte al proprio sé stesso dello specchio, qualcosa scatta in Tyler: dapprima è un semplice istinto ad attaccare l’altro Voq, a pronunciare parole in una lingua che non dovrebbe conoscere, poi si passa ad un processo progressivo di riappropriazione del sé originale, fino alla presa di coscienza di non essere Ash il militare umano ma Voq il Tedoforo, il prediletto di T’Kuvma che ha sacrificato tutto pur di vendicare il proprio messia e infiltrarsi sulla Discovery. Probabilmente non è il plot twist più inaspettato della storia, anche perché l’immediatamente precedente “Despite Yourself” aveva lasciato ben pochi dubbi al riguardo, ma ciò che davvero conta non è l’imprevedibilità, è la ricaduta che il colpo di scena ha nei rapporti fra Tyler e gli altri personaggi, in primis Michael: per la protagonista non dev’essere facile accettare che l’uomo che ama e con cui fino a poche scene prima poteva concedersi qualche momento di intimità e di conforto sia in realtà un nemico disposto ad ucciderla. Se a questo si aggiunge che subito dopo le tocca scoprire che l’imperatrice dello xenofobo Impero Terrestre è la Georgiou, la figura materna-mentoriale a cui si è ribellata e che ha tragicamente perso in battaglia lasciando irrisolti un paio di conflitti di non poco conto, si può ben immaginare quale vortice di emozioni le tocchi vivere nell’arco di meno di un’ora.
Non c’è molto da dire, invece, sulla storyline che si svolge a bordo della USS Discovery e che serve quasi esclusivamente a mettere in luce quanto sia complicata la situazione di Stamets e, di conseguenza, dell’intera ciurma, che dipende da lui per poter uscire dall’universo dello specchio. Di sicuro di lavoro da fare per tornare a casa ce n’è ancora tanto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’incontro con la ribellione e lo spiraglio di speranza che apre
  • I colpi di scena sulle identità di Tyler e dell’imperatore
  • Nulla di rilevante

 

L’universo dello specchio si rivela molto più di una semplice ambientazione distopica e l’arco narrativo al suo interno sembra destinato a durare ancora un altro po’. Le rivelazioni su Tyler e sulla vera identità dell’imperatrice non possono che generare ulteriore hype per il prossimo episodio, in cui sicuramente se ne vedranno delle belle.

 

Despite Yourself 1×10 ND milioni – ND rating
The Wolf Within 1×11 ND milioni – ND rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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