Patrick Melrose 1×03 – Some HopeTEMPO DI LETTURA 3 min

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La miniserie di David Nicholls torna con un episodio molto diverso rispetto ai precedenti, sia per le ambientazioni che per le tematiche trattate. In una Londra degli anni novanta sono passati otto anni da quando Patrick Melrose, nel secondo episodio, si era recato a New York per recuperare l’urna con le ceneri dell’odiato padre. Nonostante incubi e allucinazioni siano all’ordine del giorno, per ora sembra sia riuscito in qualche modo a tenere a bada le sue numerose dipendenze. Una fortissima critica all’alta società inglese permea l’intero episodio, quasi mettendo in secondo piano le vicende personali del character interpretato da Benedict Cumberbatch, con un sarcasmo, nemmeno troppo sottile, che mette in discussione, a livello sociale, il modus vivendi dei nobili inglesi negli anni novanta.
Al gran party organizzato dalla moglie di Sonny fin da subito emerge un paragone evidente tra young Patrick e Belinda, ignorata dai genitori esattamente come il piccolo Melrose, e tra Bridget e la signora Melrose, madre di Patrick. La signora Watson Scott (un cognome non scelto a caso) fin dai flashback del precedente episodio era alla ricerca di fama, ricchezza e di una scalata sociale che, infine, è riuscita ad ottenere grazie alla bellezza che la contraddistingue. In questo terzo episodio si assiste all’assurda parabola di Bridget, la quale è ormai arrivata all’apice della british society, vista la presenza della principessa reale Margaret al compleanno del marito. Tuttavia, la falsità di una vita e di un matrimonio costruito ad arte emergono drammaticamente nel corso della puntata, portando il character interpretato da Holliday Grainger ad abbandonare quella vita asfissiante, proprio come la madre di Patrick aveva già fatto in passato.
 
Nicholas: “Remember, it’s a party. You’re not meant to enjoy it.”
 
Questa vicenda introduce uno dei main theme della puntata, la speranza. Bridget, come si vede in “Bad News“, non era riuscita a fuggire dalla casa dei Melrose molti anni prima ma questa volta, scoperto il tradimento del marito, decide di fuggire con la figlia, per ricostruirsi una nuova vita. Speranza che sembra possibile anche per Patrick, disintossicato, con la voglia di lavorare e costruirsi un’esistenza con qualcun altro, smettendo così di sopravvivere e tornando infine a vivere. Non è un caso, allora, che per la prima volta nella sua vita decide di confessare all’amico Johnny gli abusi sessuali subiti dal padre, quasi volendo esorcizzare quella terribile esperienza parlandone a qualcuno di fidato nella vita reale, non nei suoi incubi o allucinazioni. In questa circostanza, Patrick spiega anche il valore assunto dal geco: il piccolo rettile ha espresso durante la sua vita quel coraggio e l’istinto di sopravvivenza a cui si è dovuto aggrappare per sopravvivere durante gli abusi subiti dalla figura paterna.
Questo nuovo filone narrativo, improntato per lo più sull’ottimismo e la voglia di cambiamento, rappresenta una svolta decisa per lo show, che finora si reggeva essenzialmente sulle problematiche del suo personaggio principale, rese magnificamente dall’attore britannico. Patrick Melrose continua per la sua strada e non si stacca dai ritmi sostenuti e riflessivi che l’hanno finora caratterizzato, per uno show contrassegnato da dialoghi molto ricercati e intensi che, uniti ad una regia ed un montaggio degni di nota, rendono la serie molto di più che un semplice prodotto seriale basato sulla popolarità e sul grande talento di Benedict Cumberbatch.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia
  • Dialoghi
  • Il geco
  • Critica alta società inglese
  • Parabola Bridget
  • Nuova direzione narrativa
  • Niente da segnalare

 

Un’altra ottima puntata per uno show che conferma tutta la sua validità e i suoi punti di forza emersi nei precedenti episodi. E’ innegabile, tuttavia, che senza i deliri di Patrick si perde in parte quella brillantezza narrativa che aveva caratterizzato la storia fino ad ora, nonostante la coraggiosa scelta di intraprendere una nuova direzione narrativa. Un thank them all molto vicino al massimo dei voti per una miniserie di altissima qualità.

 

Never Mind 1×02 0.18 milioni – 0.1 rating
Some Hope 1×03 0.23 milioni – 0.2 rating

 

Fra la movida tipica dello studente fuorisede a Bologna e la mia dipendenza da serie tv, sono riuscito anche a laurearmi in storia. Patito di cinema e ardito seguace di anime&manga giapponesi, frequento abitualmente serate di musica elettronica e concerti dei gruppi più disparati. Tra le mie numerose patologie spicca il mondo dei tattoo ; amo farmi tatuaggi, molti tatuaggi. Lostiano intransigente, trascino la mia lunga barba da una serie tv all'altra, sperando di risvegliarmi tra Kattegat e Winterfell. Nel frattempo assecondo la mia passione per il gin lemon, perchè la notte è buia e piena di terrori.

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