The Blacklist 5×20 – Nicholas T. Moore (No. 110)TEMPO DI LETTURA 3 min

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Stay right here, I’ll be back.

Questo episodio di The Blacklist sembra aver preso grande ispirazione da The Village, film del 2004 diretto da M. Night Shyamalan, perché al centro della trama verticale c’è una comunità rifugiatasi nei boschi, a vivere secondo uno stile in disuso da decenni, ritenendo pericoloso, addirittura infetto, il mondo circostante.
I principi secondo cui la comunità vive sono quelli messi per iscritto da Nicholas T. Moore nel suo libro di fantascienza The Age of Contagion del 1973. Questo fatto potrebbe innescare una lunga discussione, pensando ad esempio a Scientology, ma, ai fini della presente recensione, meglio rilevare come le regole della setta prevedano anche di bruciare, in una specie di toro di Falaride, chi si è “contaminato” nel contatto con l’esterno e sottolineare anche l’ottima prova di Bob Gunton, attore di grande esperienza, nel ruolo del guru.
A quanto sembra, questo caso di giornata è stato affidato “senza volere” da Red a Lizzie, per tenerla lontana almeno per un po’ dalla ricerca delle ossa, con una dinamica tipica dei rapporti genitori – figli: quando i primi vogliono tenere nascosto qualcosa, i secondi si mettono alla ricerca della verità con sempre maggiore energia e impegno.
La corsa al salvataggio della piccola Maybelle, prima che la setta bruci anche lei, provoca però conseguenze importanti. La prima è il rapimento di Samar, di cui si parlerà ancora e più approfonditamente nella prossima puntata. Che sia preludio ad un’uscita di scena in grande stile del personaggio o ad un coronamento della sua storia d’amore con Aram, perché vivere certe esperienze fa capire cosa conti davvero nella vita, questo sviluppo della trama è certamente in grado di tenere gli spettatori col fiato sospeso.
Seconda conseguenza è la contrapposizione tra la figura di Nicholas T. Moore e quella dello stesso Red. C’è in entrambi una grandissima nostalgia del passato, visto come un’età dell’oro, semplice e pura, senza forse tenere presente che durante l’infanzia il mondo è lo stesso che poi si ritroverà nell’età adulta, semplicemente non ci sono più genitori e nonni a fare da scudo protettivo. Soprattutto però a sentir parlare Reddington con Jennifer viene il sospetto che il Concierge del Crimine abbia iniziato la sua avventura, prendendo o meno l’identità di qualcun altro, sulle ali di un’illusione, come Don Chischiotte, il quale impazzì e andò a lottare contro i mulini a vento, sostenendo di farlo per amore della nobile Dulcinea, in realtà una contadinotta che di lui non ne voleva sapere niente. Don Chisciotte rinsavì in punto di morte. E bisogna ammettere che una morte più o meno redentrice di Red è fra le ipotesi da tenere in alta considerazione per la conclusione di The Blacklist.
Per ora, sul fronte della trama orizzontale, va elogiata l’interpretazione di Fiona Dourif nel ruolo di una Jennifer assolutamente non disposta a farsi intortare dalla vecchia scusa trita e ritrita “l’ho fatto per proteggerti”: anche lei si aggiunge ai bravi attori in grado di impreziosire questa stagione dello show. D’altronde, quando si ha un papà Vermilinguo non ci si lascia sgomentare da un Reddington qualsiasi.
Non ci sarà invece, a quanto pare, un nuovo faccia a faccia tra James Spader e Mary – Louise Parker: Naomi Hyland è morta. Ovviamente c’è sempre la possibilità che la signora si sia solo finta morta, o di qualche altro artificio, per poter avere un nuovo incontro, ricco di emozioni, tra i due.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Bob Gunton
  • Fiona Dourif 
  • La sequenza iniziale nei boschi
  • I sempre magici poteri di Lizzie (la bimba che non parla con nessuno, con lei si apre subito)
  • Si teme per la sorte di Samar 

 

Episodio decisamente piacevole, mentre si aspetta la conclusione della stagione e la soluzione definitiva del mistero delle ossa. Nella prossima puntata dovrebbero andare all’asta. Qui sorge l’interrogativo se verrà subito svelato a chi appartengono, per alzarne il valore, o verranno semplicemente definite “reperto in grado di distruggere il grande Raymond Reddington”. Sarà ancor più interessante vedere come, nell’ultima puntata dello show, verrà conclusa la narrazione, dopo tutte le allusioni e le possibilità di cui sono state disseminate le oltre cento puntate sin qui trasmesse.

 

Ian Garvey: Conclusion 5×19 5.24 milioni – 0.8 rating
Nicholas T. Moore 5×20 5.54 milioni – 0.8 rating

 

 

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