Colony 3×06 – The Emerald CityTEMPO DI LETTURA 4 min

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Colony a metà di questa sua terza stagione e facendo seguito ad un finale di “End Of The Road” totalmente devastante dal punto di vista degli equilibri interni della famiglia Bowman, cerca di ristabilire un proprio ordine interno e lo fa cercando di ripartire essenzialmente da capo in ogni suo singolo aspetto. I Bowman sono diretti a Seattle, pronti ad entrare in una nuova colonia perché alla disperata ricerca di salvezza per la piccola Grace, il cui braccio rotto sta procedendo verso la setticemia.
Will e Katie sono consapevoli del rischio enorme nell’entrare in una nuova colonia: i loro volti, il loro passato, risulterà sicuramente schedato e memorizzato quindi il pericolo non è una semplice evenienza, ma un qualcosa di tangibile nonché prevedibile. D’altro canto, dopo la morte di Charlie, entrambi sono disposti a tutto pur di salvaguardare ciò che rimane della loro famiglia, martoriata forse più per colpa della Resistenza che altro. Proprio questo fattore dell’ostilità verso la Resistenza, sorta in Will e Katie in seguito a quanto avvenuto al campo di MacGregor, sarà da valutare l’atteggiamento generale della famiglia nei confronti sia dei collaboratori, sia delle forze armate che mantengono l’ordine creatosi a seguito dell’Arrival: Will ancora nella prima stagione mostrava un distacco ben delineato dalle modalità e da quello che la Resistenza rappresentava, non per nulla gli scontri tra Will e Broussard non sono successivamente diminuiti nonostante fossero ormai schierati dalla stessa parte; Katie, tuttavia, potrebbe portare ulteriori screzi all’interno della famiglia con la sua predisposizione innata alla lotta continua, così come Bram dopotutto.
Fatta menzione poco sopra di Broussard, c’è da riportare come ancora una volta, per il secondo episodio di fila, il filone narrativo relativo al capo della Resistenza del blocco di Los Angeles venga lasciato da parte, accantonato in un angolo. La motivazione la si può andare a ricercare nella volontà degli sceneggiatori di livellare un minimo il distacco temporale tra una narrazione e l’altra (come si era scoperto al termine del quarto episodio), tuttavia il focus continuo sui Bowman indebolisce un po’ il racconto. Per rimediare però si dà spazio ad Alan Snyder che, giunto nella base operativa in Svizzera, da prima cerca di chiamarsi fuori da tutto il meccanismo politico di cui faceva parte (ancora scosso per l’inaspettata morte di Charlie), ma poi successivamente rientra in maniera determinata, tornando sui propri passi. Il tutto fa sorgere sicuramente qualche dubbio: Snyder è sempre stato un abile calcolatore, doppiogiochista e non ha mai portato a compimento nulla senza trarne qualcosa in cambio. L’enigma resta relativamente a quale sia il suo vero obbiettivo, forse la figlia di cui si è fatta menzione (dopo molto tempo), proprio nella puntata in cui uno dei figli dei Bowman è rimasto tragicamente ucciso rievocando in Snyder il sentimento del buon padre di famiglia?
Prologo ed epilogo della puntata sono, come di consueto, i due momenti di maggiore pathos ed interesse. Nel prologo ci viene mostrato una sorta di test a cui le persone vengono sottoposte (anche Will più in conclusione di puntata verrà sottoposto a tale esame) per carpirne informazioni, verità e determinare che ruolo nella società possano avere. Il tutto rievoca nella mente dello spettatore il test che Deckard (Blade Runner) sottoponeva agli individui per determinare la natura umana o androide.
L’epilogo mostra la famiglia Bowman in procinto di entrare a far parte della colonia di Seattle, tuttavia le forze dell’occupazione, pur mostrandosi compiacenti sembrano essere a conoscenza del vero nome, cognome e quindi della vera storia che Will e Katie si portano appresso. Il risvolto potrebbe riportare l’intera famiglia ad una situazione ridicolmente identica a quella del pilot: Snyder scopriva che Will aveva mentito ed utilizzato dati non veri e per ciò si ritrovava nell’infausta posizione di dover collaborare con l’occupazione per sopravvivere.
Speriamo che gli sceneggiatori non decidano di riciclare in toto la storia, altrimenti si scadrebbe veramente nella ridicolaggine più completa.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ennesima colonia ma nuovi equilibri
  • Alan Snyder
  • Prologo ed epilogo di puntata
  • Puntata scialba e senza eccessive emozioni: la morte di Charlie, devastante nel finale, ma non sfruttata appieno in questa sesta puntata
  • Riciclo narrativo
  • Ennesima colonia
  • Di nuovo niente Broussard

 

Colony dopo essersi svagato per un po’ ritorna al proprio ovile narrativo in cui è nato: la colonia. Con tutti i pro ed i contro che questo comporta.

 

End Of The Road 3×05 0.69 milioni – 0.2 rating
The Emerald City 3×06 0.72 milioni – 0.2 rating

 

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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