Legion 2×10 – 2×11 – Chapter 18 – Chapter 19TEMPO DI LETTURA 6 min

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For centuries, everyone said Amahl Farouk is the villain. And now you’re telling me that the opposite is true. That the villain is a hero. And the hero is the villain?
-“I don’t understand.
-“Yes, you do. You just don’t want to admit it.
“You’re saying what, that he David The greatest monsters are the ones in human clothes. How…”
“How does he turn? I don’t know. All I know is he does, into something magnificent, something terrible. Legion, the world killer.
 

 

Difficile analizzare il “Chapter 18” senza prendere in esame le sue conseguenze nel capitolo subito successivo. “18” e “19” possono infatti considerarsi quasi un unico grande episodio, dove il fa quasi da prologo al secondo. D’altronde, il vero prologo di puntata, quello dell’immagine selezionata sopra, sembra confermare tali impressioni, visto che ciò che accade in questa 2×10, ossia le manipolazione perpetrate da Melanie/Farouk ai danni di Syd, porteranno (in teoria) al futuro alternativo in cui David è Legion, il “distruttore del mondo”.
Quando ci si aspettava, allora, di vedere la battaglia tra David e Farouk entrare nel vivo, ecco che l’autore, Noah Hawley, si prende una lunga pausa, similmente al deserto arido e inospitale che fa da perenne sfondo allo scontro, con un episodio perlopiù incentrato sulle cruciali macchinazioni del “villain”. A giganteggiare sulla scena, letteralmente, è l’enorme tappo rosa, in una delle immagini più assurde e stravaganti mai pensate da Hawley, e che tanto sarebbero piaciute allo scrittore Lewis Carroll. Quello che Farouk complotta è infatti di far entrare (forzatamente) Syd/Alice nella buca/tana del bianconiglio, per viaggiare nella mente/paese delle meraviglie dell’amato. Qui la giovane, però, scopre che quel mondo è tutt’altro che meraviglioso, come lei stessa nel profondo temeva da tempo, assistendo alle terribili azioni che David è capace di fare. Ed è solo il principio, come si vedrà nel season finale, con il protagonista che arriverà a mentire, circuire, drogare e infine praticamente “stuprare” la donna.
Naturalmente Farouk le mostra solo ciò che interessa ai propri scopi, ma il risultato è quello da lui desiderato, ovvero distruggere psicologicamente la protagonista. L’immagine leitmotiv dell’intera stagione, quella dell’idea che si schiude come un uovo, trova qui il proprio senso: l’idea “innestata”, per dirla alla Nolan, in Syd sulla natura pericolosa e malvagia di David, che porterà alle estreme conseguenze dell’episodio successivo.
“Chapter 18” funge da principio della nascita del mostro, che non è lo spaventoso Minotauro (che verrà difatti sconfitto off screen), bensì quello che si cela dietro gli “occhi azzurri” del protagonista, ben più potente e devastante. Trova qui la sua inequivocabile origine (altrettanto “fuori campo” visto che non lo coinvolge direttamente), il “world killer” Legion.

 

David, I know how hard this was for you. What he did to you. The life that you lived. To think that you were sick for all those years, and then to be told that it was a lie, that you have these powers. This monster in your head, everything Melanie said, that you weren’t mentally ill, when the truth is…
Syd.
…you’re both.

Il “Chapter 19” si apre, quindi, con la vittoria (temporanea) di David/Legion. L’attesa resa dei conti tra i due esseri più forti al mondo, stavolta, occupa la scena, con una resa visiva degna della sconfinata potenza dei contendenti. Un misto di musical e animazione, in cui Hawley & team sfoggiano tutto il proprio repertorio tecnico e artistico, ad ennesima conferma della loro unicità all’interno del panorama televisivo odierno. C’è tempo anche per dar gloria al piano di David e al ruolo chiave giocato da Lenny, unica (e, forse, sola) scommessa vinta dal protagonista. Ma è solo un antipasto, come s’intuisce con l’entrata in scena di Syd, della vera battaglia chiave di tutta la serie: quella all’interno della mente di David.
Questo season finale, come ipotizzabile, chiude un cerchio non solo dal punto di vista narrivo, ma da tutto quello psicologico che interessa David da due stagioni. Qui, nel “Chapter 19”, l’elogio alla schizofrenia di Noah Hawley trova la sua più grande sublimazione. La quale arriva, ovviamente, nel modo meno banale e al tempo stesso più narrativamente abusato possibile, ossia attraverso “il” tradimento, quello da parte della persona amata dal protagonista.
Non è nulla di scontato, infatti, nella completa rivoluzione di certezze e equilibri (per quanto flebili, certo) che finora hanno tenuto unita la serie. In un certo senso, col processo ai danni di David, Hawley sembra quasi andar contro alla denuncia dei mali della società in campo di cure psichiatriche, che ha caratterizzato la serie fino a quel momento. Nelle accuse di Syd  lo spettatore può leggere un inaspettato voltafaccia, tanto da chiedersi, come David, che ne è stato del bellissimo “God love the sinners best“; che ne è stato dell’amore da difendere a tutti i costi. La contraddittoria, ambigua e profonda scrittore di Hawley arriva al suo momento massimo, perché porta lo spettatore ad identificarsi con un uomo che è sì stato perseguitato tutta la vita, ma che ha ucciso e torturato; che a arriva sì a manipolare la persona che ama, ma che è stata a sua volta manipolata da altri. Per chi parteggiare, allora?
Both“: questa la risposta di Syd, questa la risposta finale dell’autore. Così come non c’è risposta alla domanda su chi è il “cattivo” di questa storia. Lo sono tutti, lo è il mondo. Lo è David, schizofrenico e folle, ma le cui terribili azioni sono figlie delle paure, nei suoi confronti, di chi lo circonda. Paure che credeva di essersi lasciato alle spalle, fino all’arrivo nella stanza oscura addobbata a simil-tribunale, dove tutti i suoi amici e affetti sono spaventati da lui, intenzionati a imprigionarlo e a drogarlo. Legion, però, è sempre stato dentro di lui, pronto a manifestarsi, e ad accendere la miccia conclusiva alla fine è sempre Farouk, privandolo della sorella, colei che rappresentava proprio quell’ago della bilancia tra amore e paura, e dell’amore della sua vita, colei che lo stava salvando, finita a temerlo proprio come tutti gli altri.  Alla fine è infatti Farouk a trionfare, manipolando tutti, ma non si è macchiato in fondo della stessa colpa anche David, il suo figlioccio prediletto? Due lati della stessa medaglia, quindi, cattivi trasformatisi, a turno, in eroi.

No one knows what it’s like, to be the bad man, to be the sad man, behind blue eyes.  No one knows what it’s like, to be hated, to be fated, to telling only lies,  but my dreams they aren’t as empty as my conscience seems to be I have hours only lonely, my love is vengeance that’s never free.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La raffinata e complessa chiusura  del cerchio magistralmente disegnato da Noah Hawley
  • La straordinaria prova di Dan Stevens
  • Il visionario duello David/Farouk
  • Behind Blue Eyes” dei The Who
  • Breaking Legion
  • Il rinnovo
  • E adesso? Un anno… davvero?
 
 

Era dai tempi di Breaking Bad che non si vedeva un protagonista diventare così prepotentemente il “villain” della serie stessa. Anche se, con tutto il profondissimo rispetto per Walter White, in questo caso si tratta di un mutante capace di dominare il mondo, perciò la portata volendo è pure maggiore. E noi non vediamo davvero l’ora di vedere come andrà a finire. Dio benedica, a tal proposito, FX che malgrado i bassi ascolti, ha rinnovato quasi ad occhi chiusi l’opera di Hawley per un altro anno. Altrimenti, con un season finale così aperto, altro che Sense8…

Chapter 17 2×09 0.36 milioni – 0.2 rating
Chapter 18 2×10 0.46 milioni – 0.2 rating
Chapter 19 2×11 0.31 milioni – 0.1 rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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