Chilling Adventures Of Sabrina 1×08 – Chapter Eight: The BurialTEMPO DI LETTURA 5 min

in Chilling Adventures of Sabrina/Recensioni by
Sabrina: “Bring them to the woods tonight, Prudence. Agatha will pay the debt she owes.”
Prudence: “Murder and resurrection, Sabrina? You’ve gone dark.”
Sabrina:“There are no limits to what I would do to help the ones I love.”

 

Quando nelle precedenti recensioni si menzionava il fatto che Chilling Adventures Of Sabrina presenti l’intenzione di ridisegnare il termine teen drama, non si voleva far uso di una frase senza averne una effettiva motivazione.
Pur essendo una storia totalmente basata sulla scoperta di un mondo lontano dalle sue corde di una giovanissima ragazza, la serie riesce a presentare all’interno dei sui circa sessanta minuti di puntata, veri e propri macigni emotivi. E questi vengono sì scaricati sui personaggi, ma per mezzo dell’empatia ormai creatasi, il tutto va poi a ripercuotersi sullo spettatore.
Una tematica onnipresente nella serie è sicuramente quella della morte.
La vita di Sabrina Spellman è circondata da tale elemento da cui non sembra potersi allontanare in alcun modo: i suoi genitori sono tragicamente morti in un incidente; l’attività familiare portata avanti dalle zie è un’azienda di pompe funebri; il mondo stregato di cui fa parte ha una certa predilezione per la morte (come strumento o punizione) ed il sangue. Questo ottavo capitolo decide di approfondire tuttavia la questione e da puro e semplice elemento narrativo di contorno, la morte diventa soggetto di analisi morale ed etica: Sabrina, sconfortata dallo stato d’animo di Harvey dopo la morte del fratello, non si arrende all’evidenza di essere impotente dinanzi alla morte. A quanto pare, nonostante le precedenti puntate avessero mostrato qualsiasi tipo di sortilegio, la necromanzia risulta bandita e vietata in ogni sua forma. Questo nonostante esistano dei libri dai quali trarre indicazioni ed incantesimi, un mondo, quello della magia, che non riesce sicuramente a trovare un’unitaria linea di pensiero a quanto pare.

 

“You are many things, Sabrina Spellman, but a killer is not one of them.”

 

Proprio quando la tematica della morte compie il passaggio da elemento passivo ad elemento attivo, Sabrina subisce l’evoluzione che potrebbe sancirne il cambiamento definitivo. Nella prima recensione si lodava come la struttura dei personaggi fosse congeniale alla narrazione, rendendo impossibile allo spettatore di poter inquadrare in precisi schieramenti tutti i vari personaggi in scena. A fare da eccezione, si diceva, era proprio Sabrina, la più candida delle streghe. La più innocente.
Parte di quella candida e pure innocenza viene demolita nel momento in cui Sabrina decide di tentare un incantesimo di necromanzia arrivando ad uccidere per poterlo compiere. Certo, al sacrificio viene ben presto posto rimedio grazie al terreno magico nel cimitero privato a casa Spellman, ma la brutalità e la freddezza glaciale che si intravedeva negli occhi di Sabrina durante lo sgozzamento sono sicuramente degli elementi che aiutano ad evidenziare questo abbandono della retta via da parte della giovane strega.
La caduta nel baratro della cattiveria del suo personaggio potrebbe essere momentaneo oppure potrebbe essere una semplice tappa di un’evoluzione più ampia ed articolata di cui ancora lo spettatore non può essere a conoscenza.
Regia e fotografia continuano a rendere alto il livello di intrattenimento e a non far perdere attenzione allo spettatore durante la visione. La tecnica fotografica adottata durante alcune riprese (e già menzionata nella seconda recensione), ossia di rendere sfocato ogni elemento ai lati dell’inquadratura per evidenziare ulteriormente l’elemento/il personaggio al centro della scena, è un qualcosa che riesce a funzionare molto bene, soprattutto grazie alla scarsa luminosità del 90% delle scene ed alla perenne foschia nelle riprese esterne.
Un esempio lampante è sicuramente l’immagine scelta per la recensione del pilot.
Alcuni elementi, tuttavia, continuano a far storcere il naso. Come per esempio il contesto della narrazione: la storia si presenta in maniera evocativa e cerca di richiamare, con elementi antropici, costumi e automezzi, gli anni ’80-’90. Tuttavia, buona parte della tecnologia risulta essere moderna (e con moderna si intende i giorni nostri). Quindi esattamente qual è il senso di adoperarsi con buona parte del contesto, cercando di calarlo in un determinato periodo storico, quando poi all’improvviso compaiono un paio di iPhone e tutto perde di valore?
Potrà apparire sicuramente come un futile dettaglio e sotto certi aspetti lo è sicuramente. Ma se non si riesce a prestare attenzione anche in queste piccole cose, cercando di restituire un prodotto integro e veritiero sotto tutti gli aspetti, come si può prendere completamente sul serio il prodotto nel suo complesso?

 

“Blood will have blood.”

 

La storia generale latita nuovamente sul versante progressi, tuttavia ormai sembra essere diventata un’abitudine, quindi tanto vale non porsi troppe questioni in merito: a quanto pare Chilling Adventures Of Sabrina è decisa a raccontare la propria storia con i propri tempi, non curante delle tempistiche. D’altra parte erano state richieste già fin dalla partenza due stagioni, quindi è possibile che il tempo che gli sceneggiatori si stanno prendendo per sbrogliare la matassa sia utile a perfezionare le basi prima di fare veramente sul serio. Visto e considerato quanto mostrato fino ad ora, risulta difficile pensare diversamente.
Nota a margine: alzi la mano chi non ha pensato, vedendo la scena conclusiva della puntata in cui bussano alla porta di casa Kinkle, a Joyce (madre di Buffy nell’omonima serie tv) ed all’episodio 5×17 – Forever. State alzando la mano? Male, molto molto male.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La tematica della morte che diventa soggetto attivo della narrazione
  • La morte di Thomas ed il coinvolgimento emotivo dell’intera famiglia Kinkle
  • Harvey ed il padre
  • Potere di Rosalind (speriamo non rimanga un banale deus ex machina)
  • Fotografia e regia
  • Luoghi delle riprese
  • Sabrina: good girl gone bad
  • Alleanza con Prudence
  • Finale di episodio
  • Contesto della narrazione molto confuso
  • Assenza di sviluppi
  • Il cacciatore di vampiri pare essere definitivamente sparito di scena, sempre che sia mai esistito
  • Le sottotrame di Ambrose e Zelda, almeno per ora

 

Molti elementi si stanno andando a ricongiungere insieme in un puzzle che compone un affresco, forse non stilisticamente ricercato ed innovativo, ma che continua a mantenere un livello molto alto in quanto ad intrattenimento e narrazione.

 

Chapter Seven: Feast of Feasts 1×07 ND milioni – ND rating
Chapter Eight: The Burial 1×08 ND milioni – ND rating

 

 

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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