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My Brilliant Friend 1×03 – MetamorphosesTEMPO DI LETTURA 4 min

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La puntata ricomincia dal silenzio, dalla ripetizione di determinate gestualità comparse nella precedente puntata: come si appuntava nella scorsa recensione, infatti, anche il “previously on…” di My Brilliant Friend non può non essere citato quando si intraprende un discorso relativo alla serie. Silenzi, sguardi fugaci, gesti semplici ed innocenti valgono davvero più di mille parole.
Ed è proprio dal silenzio che la puntata, superato il recap iniziale, decide di ripartire: è il funerale di Don Achille e la morte, la morte del tiranno che chiunque intimoriva, scorre lenta per le vie del rione nel silenzio più attonito della lunga processione funebre. A rompere tale silenzio solo alcune, ingenue, risate.
Forse ora più che mai nel rione serpeggia la paura: un uomo come Don Achille, ritenuto un intoccabile, ucciso brutalmente nella propria camera da letto. Se lui non era al sicuro all’interno di casa sua, chi altro potrebbe esserlo?
Dopo due episodi con oggetto la gioventù delle due protagoniste (Lenù e Lila) è arrivato il momento della metamorfosi, che sì, da il titolo all’episodio ma che rappresenta il primo passaggio importante nella vita di ogni persona: le prime responsabilità, i primi amori, le prime passioni ed i primi veri impegni. Tutte queste tematiche, così umane, così profonde e così quotidiane rendono My Brilliant Friend (o per i poco avvezzi, L’Amica Geniale) un prodotto che cerca di recuperare stilemi narrativi cari al neorealismo (non a caso in “The Money” era stato citato Rossellini con Roma Città Aperta). La funzionalità delle tematiche non si limita al solo avvicinamento ad un importante fenomeno del cinema, ma risulta funzionale ed amplificato dai peculiari personaggi soggetto dell’opera.
Il rapporto tra Lenù e Lila ci viene presentato come sfilettato, distaccato e completamente differente da quello che potevano far presagire i precedenti due episodi (escludendo l’enorme peso della scuola). Tra le due è accaduto ciò che accade sempre in questi casi: la vita. Le due giovani ragazze percorrono le proprie esistenze come rette parallele che non potranno mai incontrarsi o intrecciarsi per forza di cose: l’impossibilità dello studio di Lila; le differenti aspirazioni per il futuro; le passioni così lontane. Il loro continuare a frequentarsi ed il voler rimanere amiche protrae soltanto il giorno del loro definitivo addio, niente di più.
Poco più sopra si faceva menzione come proprio la peculiarità delle protagoniste amplificasse la portata delle tematiche umane, ma è d’obbligo far menzione anche del contesto narrativo. Il rione, un ammasso polveroso di lacrime e cemento, rappresenta sotto determinati aspetti una gabbia in cui le giovani si ritrovano rinchiuse. Un luogo dove morto un tiranno (Don Achille) ecco che subito se ne presenta un altro (la famiglia Solara), senza alcun tipo di differenza. L’umanità dei temi, come si diceva, viene ingigantita dalla povertà del contesto e dalla particolare situazione sociale instauratasi all’interno del rione.
Degli innocenti bambini che avrebbero tutto il diritto di poter trascorrere la loro giovinezza in maniera candida e senza interferenze esterne, vengono resi grandi, violenti, insipidi e distaccati dall’ambiente e dalla società nella quale vivono, venendo tramutati in men che non si dica in adulti completamente formati. E’ quindi interessante che la serie cerchi di soffermarsi su una fase della loro vita (l’adolescenza) che a tutti gli effetti fatica a presentarsi nella realtà dei fatti.
Accurata, anche in questo episodio, la scelta del cast: Elisa Del Genio e Ludovica Nasti sono apparse sublimi e più che adatte al ruolo da loro ricoperto, andando a restituire da una parte la mascolinità (Lila) e dall’altra il candore (Lenù); si può tranquillamente dire lo stesso per Gaia Girace e Margherita Mazzucco, con la seconda tremendamente apatica ed inespressiva nella maggior parte delle scene. Ma c’è da fare un appunto relativamente a questo particolare: Margherita Mazzucco con la sua interpretazione riesce a restituire al pubblico la perfetta rappresentazione dell’apatia del personaggio di Elena. Qualcosa di veramente profondo e ricercato.
Nonostante l’affresco della puntata continui ad ampliare la storia e rendere partecipe il pubblico di un raffinatissimo racconto, qualcosa non riesce a convincere totalmente come era stato per i due precedenti episodi. Ma si tratta di dettagli, qualche tematica ostinatamente ripresentata in scena e poco altro: My Brilliant Friend, ribadiamo, continua ad essere un prodotto sopraffino e da vedere senza ombra di dubbio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’inizio della puntata e il funerale
  • La narrazione della voce fuori campo
  • Scelte del cast e la metamorfosi
  • La scena dell’auto: la tirannia dei Solara
  • Lila e Lenù
  • Piccoli dettagli che limano e limitano la votazione

 

Il livello della serie continua ad essere molto alto ed il Thank profuma di Bless. Ma si può ancora migliorare.

 

The Money 1×02 0.13 milioni – ND rating
Metamorphoses 1×03 0.25 milioni – ND rating

 

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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