Nel corso di questa stagione si è detto più volte come la storyline di Kevin rappresentasse la parte migliore dello show, mentre quella di Randall e Beth, inaspettatamente, la peggiore. Giunti a soli due episodi dal termine, si può confermare la seconda parte di questo giudizio, mentre la porzione di trama dedicata al più famoso dei Pearson precipita rovinosamente, dopo un lungo ed affascinante excursus su Jack ed il Vietnam, ad ora la parte migliore di questa terza stagione.
Cercare di capire l’andamento della vita di Kevin risulta complicato quanto reperire informazioni sulla prossima uscita dell’ultima stagione di Game Of Thrones, visto che dopo la repentina e improvvisa ricaduta nell’alcol, in questo terz’ultimo appuntamento stagionale si assiste ad un’improvvisa crisi di paternità, riesumando l’eterna Sophie. Un personaggio che ha un proprio peso nella vita dell’attore, ma forse ennesimo segno evidente che tra gli autori cominciano a scarseggiare le idee. Certo, volendo si può trovare un collegamento con la maternità di Kate e le difficoltà di Toby, tuttavia, visto il particolare momento post Nick e il riemergere delle vecchie abitudini, caricare Kevin di un’improvvisa scelta di questa portata con Zoe è sembrato veramente eccessivo.
Dopo aver raggiunto il miglior momento stagionale con l’ undicesimo episodio, semplicemente perfetto, è calato velocemente il sipario su Nick: una scelta poco comprensibile, visto il tempo dedicato alla storyline vietnamita, nel passato e nel presente, senza contare i numerosi risvolti che una rivelazione del genere poteva avere all’interno dell’economia dello show.
Paradossalmente, sono ancora una volta i flashback dedicati a Jack la parte migliore della puntata, anche se questo non è necessariamente un bene: se da un lato le diverse linee temporali su cui si sviluppa la storia rappresentano il fiore all’occhiello di This Is Us e ciò che lo contraddistingue da tutti gli altri family drama, d’altra parte è da segnalare che le storylines dei fratelli Pearson nel presente non riescono, quasi mai, ad essere all’altezza rispetto alla storia ambientata nel passato. L’ennesima crisi coniugale tra Beth e Randall, giunti alla resa dei conti oramai, non ha certo fatto impazzire di gioia gli spettatori, per uno scontro passivo/aggressivo che si protrae da diverso tempo e si spera che nel prossimo episodio, in un modo o nell’altro, trovi la sua conclusione per lasciare spazio a nuove soluzioni narrative.
Nel complesso puzzle emotivo dei Pearson si inserisce poi l’altalenante Toby, che in questa stagione è passato da crisi di astinenza da anti-depressivi, all’euforia, per poi piombare nel panico della paternità, che tuttavia nel finale di puntata sembra aver definitivamente superato. This is us ha abituato ad episodi eccelsi, trattando le tematiche più disparate in modo approfondito e senza mai cadere in banalità. Stupisce allora, non poco, una certa superficialità emersa in questa terza stagione, in particolar modo negli ultimi episodi, per ora non all’altezza di un prodotto seriale da cui ci si aspetta molto, molto di più.
THUMBS UP | THUMBS DOWN |
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The Waiting Room 3×15 | 7..74 milioni – 1.8 rating |
Don’t Take My Sunshine Away 3×16 | 7.64 milioni – 1.8 rating |
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Venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.