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Happy! 2×01 – The War on EasterTEMPO DI LETTURA 3 min

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“Well, I hope that you have learned a very valuable lesson tonight. I know I have. When we deal with our problems out of a place of anger, bad things happen. But when we confront them with kindness…Fuck it!”

Ci sono serie tv il cui compito principale è quello di spingere lo spettatore a scervellarsi ogni singolo minuto di visione per poter capire cosa esattamente stia andando in onda. Parallelamente, però, esistono serie che di questo voler accattivare lo spettatore se ne fregano altamente. Happy! è chiaramente un prodotto di questo genere, il cui unico ideale è il nudo e crudo intrattenimento.
La prima stagione si era conclusa con un (quasi) totale happy ending ed aveva intrattenuto alla grande con il proprio sfrenato e volgare misto tra action e drama. Questa stagione, quindi, deve fare i conti con il pesante taglio alla storia dato con “I Am The Future”: con un totale annichilimento degli antagonisti, il caso risolto e la famiglia di Nick ricreata la storia deve per forza di cose essere ricostruita.
La partenza è molto lenta, tiepida ed evidenzia il principale problema di Happy!: l’assenza di una vera e propria trama scenicamente di colpo. Inutile negare, infatti, che ciò che spinge lo spettatore a continuare la visione di ogni singolo episodio non siano i personaggi (a discapito della storia): Nick ed Happy calamitano l’attenzione e potrebbero benissimo andare in scena per l’intero episodio con monologhi propri e difficilmente qualcuno avrebbe qualcosa da dire.
Ecco quindi che nel momento in cui i personaggi non devono essere presentati o caratterizzati ulteriormente, salvo rare scene di aggiornamento relativamente al nuovo status visto lo stacco temporale, la puntata risente di questa già presentata dipendenza. La fatica senza i suoi diretti interpreti fatica a rendersi interessante, indebolita anche dal fatto di essere di carattere fortemente introduttiva dal momento che non può fare affidamento su elementi già sviluppati nella passata stagione. O meglio, alcuni elementi ricompaiono e vengono portati avanti, ma di fatto slegati da quella che sembra delinearsi come la trama principale: Nick ed Happy nuovamente contro Sonny & CO.
Anche dal punto di vista action la puntata si stabilizza attorno ad un nulla di fatto quasi totale. Il patto stretto tra i due insoliti colleghi (ed ora coinquilini ed amici) prevede nessuna uccisione o rissa ed è ciò che viene propinato allo spettatore per oltre mezz’ora di puntata. Una mezz’ora, forse anche per questo motivo, a tratti soporifera. A riscattare la visione e questo primo episodio ci pensano gli ultimi fatidici minuti in cui sangue, organi, black humor ed una dose massiccia di violenza e crudeltà ricompaiono (erano apparsi solo in minima parte nell’incipit dell’episodio) massivamente sullo schermo. Gli spunti a livello di trama potrebbero rivelarsi di maggiore interesse con il prosieguo della storia, ma al momento la sensazione non è positiva.

“Holy giblets, I’m standing in the middle of a goddamn gold mine of blood and guts.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nick ed Happy
  • Il finale di puntata
  • La solita dose massiccia (anche se circoscritta in questo episodio) di violenza visiva
  • La scena iniziale delle suore esplosive e la loro personale lotta alla sopravvivenza
  • Big Show
  • Make Easter Great Again
  • Una trama che fatica a carburare e che non riesce ad attrarre
  • Al momento molte sottotrame senza un vero filo conduttore

 

Un ritorno dolce-amaro per Happy!: personaggi sempre validi; spunti scenici che non possono non colpire, ma una trama che fatica a più riprese a calamitare l’attenzione del proprio pubblico. C’è da sperare che questo secondo ciclo narrativo non vada a compromettere quanto di buono si era visto durante la prima stagione: a volte bisogna sapersi rendere conto di quanto il proprio tempo ha raggiunto la sua naturale conclusione. Il rischio altrimenti è continuare a testa bassa con dei discutibili risultati.

 

I Am the Future 1×08 0.54 milioni – ND rating
The War on Easter 2×01 0.34 milioni – ND rating

 

 

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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