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The Good Fight 3×06 – The One With The Celebrity DivorceTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Good Fight by
Se c’è una cosa che possiamo affermare ed apprezzare dei coniugi King è la loro spavalderia per quanto riguarda la critica politica e sociale dell’attuale situazione statunitense. Nella serie madre, The Good Wife, la carta della politica veniva sì sfoderata, ma non in maniera così preponderante come accade in The Good Fight. Si dava più importanza alla componente procedurale della serie, ai risvolti ed alle implicazioni personali dei vari personaggi. Nello show in onda su CBS All Access, invece, la politica è un vero e proprio protagonista e i King non ci vanno sicuramente leggeri con il politically incorrect. La loro ideologia traspare in ogni episodio e non in maniera velata: il loro bersaglio principale e preferito è chiaro a tutti e non si nascondono dietro deboli frecciatine dal senso ambiguo, ma calano, ogni volta, il carico da novanta. Nella scorsa recensione, si era già evidenziato questo aspetto dei creatori della serie, riportando la rottura della quarta parete da parte di Jay e, più in generale, citando Diane Lockhart quando chiede “Neutral when it comes to Nazis?”. Ci sono alcune situazioni in cui, dunque, non possiamo e non dobbiamo rimanere neutrali, ma prendere una posizione e difenderla con le unghie e con i denti, anche con metodi poco ortodossi. I King, ci sembra ovvio, hanno preso la loro posizione e non intendono giustificarsi o scusarsi per questo, ma, anzi, costruiscono puntata dopo puntata, il loro show attorno a ciò. Possiamo affermare che The Good Fight sia uno dei pochi telefilm così apertamente e attivamente schierati nel panorama seriale odierno.
Anche il riuscito personaggio di Roland Blum è l’emblema del politically incorrect. Il character magistralmente interpretato da Michael Sheen è un David Lee all’ennesima potenza: una mina vagante che destabilizza il precario equilibrio dello studio legale Boseman-Reddick-Lockhart. Ormai insidiatosi all’interno della middle-size law firm di Chicago, Blum cerca di accaparrarsi la “simpatia” e l’appoggio dei partners, destreggiandosi tra favori e contro favori. La questione è sempre la stessa: sopportare un personaggio così fastidioso e incontrollabile, ma geniale nelle sue performance oppure sacrificare il benessere economico dello studio legale, per salvaguardarne il benessere mentale? Diane sembra essere di questo secondo avviso, ma, per ora, si ritrova da sola a combattere contro questo esuberante Golia. Ben costruito è il loro confronto finale mentre il nostro avvocato preferito sfoga la sua frustrazione e rabbia passando dalle pistole alle armi bianche.
Nonostante Roland Blum sia stato introdotto appositamente per movimentare lo status quo della serie, non possiamo fare a meno di concordare con questa scelta narrativa. The Good Fight, infatti, aveva davvero bisogno di un personaggio scomodo come Blum per non appesantire troppo la propria trama orizzontale. Il divorzio di Liz, il licenziamento di Maia vengono per un attimo (e per fortuna, aggiungeremmo) accantonati e ci si concentra solo sulle storylines basilari della puntata, ottenendo un risultato vincente.
In “The One With The Celebrity Divorce” i coniugi King osano ancora di più e presentano il caso legale della settimana: un ipotetico divorzio tra la First Lady e Donald Trump. Lucca, infatti, riceve nel suo ufficio un famoso hair-stylist delle celebrità che parla per conto di una sua cliente, la quale vorrebbe divorziare ma ha paura delle implicazioni di tale decisione. Non è un caso che ad interpretare l’hair-stylist sia stato chiamato Tituss Burgess (Unbreakable Kimmy Schmidt), ennesimo anti-trumpista che apostrofò il Presidente degli Stati Uniti come “un uomo che non ha mai provato amore nella sua vita”.
La situazione si fa sempre più surreale quando Lucca intuisce, o meglio, crede di intuire, che la cliente altro non sia che Melania Trump. Lucca viene, però, redarguita da Liz e Diane, le quali pensano sia tutto una montatura, soprattutto quando la fake Melania nomina il video di Trump e la golden shower. La sottile linea tra finzione e realtà non viene mai nettamente oltrepassata, allo spettatore non viene mai data una risposta definitiva e sua è la scelta di credere alla teoria del complotto o meno. The Good Fight, quindi, non perde occasione per sfottere ancora una volta il proprio Presidente e far sorridere il proprio pubblico.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Roland Blum chiamato a movimentare le acque
  • Il politically incorrect
  • Diane che fa shopping di asce
  • Il surrealismo del caso legale della settimana
  • Il confronto tra Blum e Diane
  • Niente di particolare

 

The Good Fight si avvicina al suo giro di boa e gli ultimi episodi hanno nettamente alzato l’asticella dello show. I King osano e deridono, fregandosene delle critiche e delle conseguenze. Uno schiaffo in faccia a Donald Trump e si vola!

 

The One Where A Nazi Gets Punched 3×05 ND milioni – ND rating
The One With The Celebrity Divorce 3×06 ND milioni – ND rating

 

 

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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