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Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 6×01 – Missing PiecesTEMPO DI LETTURA 5 min

in Marvel's Agents Of S.H.I.E.L.D./Recensioni by
Marvel's Agents Of S.H.I.E.L.D. 6x01 - Missing Pieces“Take it one step at a time. It’s not your job to solve every problem. Your job is to put together a team you trust and then to tell them to take it one step at a time. That’s all you can do. If you think about everything you’re up against all at once, you’ll crack.Fury always said, a man can accomplish anything once he realizes he’s a part of something bigger.

 

A volte ritornano. Anche se non come si vorrebbe.
Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. ritorna sul piccolo schermo privato di Coulson, la cui assenza viene mestamente percepita in ogni singola scena e non è sicuramente un caso, quindi, che in fase di sceneggiatura si sia scelto per una buona dose di rimandi all’imponente figura dell’ex direttore (Mack stesso si ritrova a prendere lezioni da un ologramma).
Ma se Coulson sembra essere finalmente fuori dai giochi per quanto concerne la serie (meglio non dirlo a voce troppo alta), così non è per Clark Gregg: quello che si preannuncia essere il villain della stagione (non solo dall’episodio, ma anche dal trailer che ha accompagnato l’inizio di questa sesta stagione) è proprio l’attore che per cinque anni ha ricoperto il ruolo del personaggio più carismatico, più fedele e più agguerrito di tutto lo SHIELD. In fin dei conti si è trattato quindi di un addio dolce amaro per Clark Gregg.
La storia, dopo “The End”, cerca di riprendere il suo corretto corso e la sceneggiatura ha il sapore del passato: Mack, che come detto ora ricopre il ruolo di direttore, ha riorganizzato lo SHIELD sulla Terra, riportando in essere non solo la sua squadra, ma anche la ricerca di nuovi affiliati da inserire in organico. Una decisione questa che si sposa alla perfezione con parte della sceneggiatura: con un Fitz momentaneamente disperso nello spazio più profondo ed una Simmons alla sua ricerca, il ruolo di scienziato del gruppo risultava essere stato abbandonato. L’arrivo in squadra di Marcus Benson (interpretato da Barry Shabaka Henley) permette agli sceneggiatori di poter contare su una figura molto simile a quelle assenti per poter sbrogliare la matasse della storia nel caso in cui le complicazioni scientifiche dovessero dimostrarsi pressanti; inoltre, l’arrivo del dottor Benson potrebbe portare ad una selezione di nuovi membri da introdurre nella ex squadra di Coulson (che possiamo quindi ormai definire come la squadra di Mack).
La puntata ruota attorno a due principali filoni narrativi.
Come precedentemente detto, il corpo conservato in stato criogenico di Fitz è ora disperso nello spazio e quindi Simmons e Quake stanno cercando di risalire a dove esattamente si trovi. Intro ed outro dell’episodio sono dedicati interamente al personaggio di Fitz ed hanno il solo ed unico scopo di mettere a conoscenza dello spettatore della buona (lo sarà poi davvero?) salute proprio di Leo. Ovviamente le problematiche di carattere umano, elemento sempre trattato con il giusto ordine e la giusta coerenza scenica da parte di MAOS, si ripresentano anche in questo futuristico contesto narrativo: Simmons è determinata, ad ogni costo, a raggiungere l’amato per poterlo portare in salvo e, finalmente, riabbracciarlo. D’altra parte, Quake ed il resto della squadra non sono disposti a sacrificare loro stessi con un ulteriore “jump” nello spazio che potrebbe portarli talmente lontani dalla Terra da rendere impossibile il ritorno. E’ questo un aspetto che troverà sicuramente maggiore spazio nei prossimi episodi, soprattutto perché la stagione può contare solamente su 13 episodi e non più sui canonici 22. Non potranno quindi esistere né tempi morti, né inutili filler di discutibile gusto. O quantomeno un numero di puntate a disposizione più basso dovrebbe risultare come incentivo a non farlo.
Nonostante in passato sia stato più che evidente il carente comparto legato alla CGI, deve essere annotato come questo secondo pilot conceda allo spettatore diverse sequenze di tutto rispetto: dagli inseguimenti con attacchi missilistici nello spazio al Museo che salta in aria, “Missing Pieces” può contare su un comparto di tutto rispetto e che, finalmente, punta al vero intrattenimento.
Il termine “secondo pilot” non risulta avventato: “The End” ha rappresentato la conclusione di un ciclo narrativo che ha trovato spazio per cinque stagioni e l’uscita di scena di Coulson ha sancito il distacco definitivo. “Missing Pieces”, quindi, rappresenta una nuova ripartenza con interpreti già conosciuti, ma con una storia che deve essere riscritta da zero (messi da parte, ovviamente, i pochi avvenimenti noti già in partenza). Ed è, per ora, una ripartenza che non dispiace.
Nota a margine: il Museo che viene fatto saltare in aria in conclusione di episodio è il realtà il municipio di Pasadena. Per i più attenti e per gli amanti delle serie tv, però, la struttura porta alla mente altri ricordi dal momento che in Parks And Recreation ha rappresentato per sette stagioni il municipio di Pawnee, Indiana.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La ricerca di Fitz
  • Una maggiore padronanza da parte di Quake dei suoi poteri: il personaggio profuma di maggiore controllo e sicurezza
  • May ha portato avanti più dialoghi in questo episodio che nelle ultime stagioni messe insieme
  • Mack direttore dello S.H.I.E.L.D
  • Un secondo pilot che convince
  • Guerre stellari ed esplosioni
  • Ritorno di Gregg in scena
  • La puntata è volutamente introduttiva e la valutazione non può attestarsi su gradazioni più alte
  • Il discutibilissimo desiderio degli sceneggiatori di farci sapere che Yo-Yo sta portando avanti una relazione: importa davvero a qualcuno?
  • Membri del team Mack da poco introdotti che, ovviamente, dicono ben poco allo spettatore

 

Coulson è tornato, ma non è Coulson. Il guilty pleasure è servito.

 

The End 5×22 1.88 milioni – 0.5 rating
Missing Pieces 6×01 ND milioni – ND rating

 

Sponsored by Clark Gregg Son Of CoulMarvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. Italia

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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