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Good Omens 1×01 – In The BeginningTEMPO DI LETTURA 4 min

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Il bene e il male, storicamente, sono sempre stati viste come due forze opposte che si sfidano cercando di prevalere l’una sull’altra. A volte può essere in vantaggio il bene, altre volte il male ma, solitamente, non si arriva mai al punto da poter annunciare un vincitore definitivo.
Good Omens, miniserie prodotta da BBC Two e Amazon Prime Video e basata sull’omonimo libro di Neil Gaiman (che è anche creatore e sceneggiatore di tutti gli episodi dello show) e Terry Pratchett, trae le sue fondamenta da questo assunto. La particolarità, però, è che bene e male non sono due forze invisibili, ma sono personificate da due loro rappresentanti: l’angelo Aziraphale (interpretato da Michael Sheen, celebre per Frost/Nixon, Il Maledetto United, la trilogia in cui interpreta Tony Blair e Masters of Sex) e il demone Crowley (ossia David Tennant noto, tra le altre cose, per Doctor Who, Broadchurch e Jessica Jones). Prima di continuare ad analizzare il pilot, non si può non notare che, se la coppia di attori principali appare di altissimo livello, il supporting cast non è da meno; basti pensare, ad esempio, all’Arcangelo Gabriele interpretato da Jon Hamm, a Frances McDormand (la voce di Dio) e a Nick Offerman (l’ambasciatore statunitense Thaddeus Dowling). Insomma, con un ensemble di questo livello, i presupposti per far bene non mancano di certo.

 

“The Earth is a Libra. The entry for Libra in The Tadfield Advertiser on the night our history begins reads as follows: You may be feeling run down and always in the same daily round. A friend is important to you. You may be vulnerable to a stomach upset today, so avoid salads. Help could come from an unexpected quarter.
This was perfectly correct on every count, except for the bit about the salads.”

Come accennato nel paragrafo precedente, la storia ruota attorno ad un angelo e ad un diavolo, i quali devono compensare l’uno le azioni dell’altro. Sebbene teoricamente nemici, nel corso dei secoli i due hanno sviluppato un rapporto di cordialità, agevolati dal fatto che entrambi si siano ambientati alla perfezione sulla Terra e, per questo, non abbiano intenzione di giungere allo scontro finale che determinerà il vincitore tra il bene e il male. Tutto ciò viene, però, messo in discussione quando l’Inferno dà il via all’Armageddon, che avverrà grazie ad un neonato, ossia il figlio di Satana, che dovrà essere portato sulla cattiva strada da Crowley. Egli, ovviamente, non ha intenzione di far finire il mondo e, per questo, si allea con Aziraphel per evitare che il bambino diventi malvagio.

 

Aziraphel: “No dog.”
Crowley: “No dog.”
Aziraphel: “Wrong boy.”
Crowley: “Wrong boy.”

 

Giunti a questo punto, la storia, già di per sé molto intrigante, adotta una svolta narrativa ancora più interessante: allo spettatore, infatti, viene mostrato che Crowley affida il figlio di Satana alla coppia sbagliata (doveva consegnarlo all’Ambasciatore americano); nonostante questo, buona parte della seconda metà del pilot è dedicata a mostrare i tentativi dell’angelo e del demone di far crescere non malvagio il figlio dell’Ambasciatore (che, come detto, malvagio non è, dato che il figlio di Satana è andato ad un’altra coppia). Ciò mostra in modo inconfutabile la vena comica presente in modo significativo nella narrazione, e il risultato è sicuramente apprezzabile (soprattutto per quanto riguarda David Tennant in versione Mrs. Doubtfire). Inoltre, questo loro errore li porta a non poter far nulla per evitare che il Cerbero, spedito dall’Inferno per aiutare a completare l’Armageddon, trovi il suo vero padrone. L’impotenza dei due protagonisti è coerente con il contesto della storia: come sostenuto da Dio all’inizio della puntata, il piano divino è imprevedibile per chiunque e, quindi, anche due creature con i poteri di Aziraphel e Crowley possono trovarsi spiazzate e senza la possibilità di agire.
Nel complesso, si tratta di un pilot molto buono, che introduce bene una storia con riferimenti molto classici ed elementi di forte innovazione; inoltre, la regia di Douglas McKinnon (vincitore di un Emmy come regista dello speciale natalizio di Sherlock, “The Abominable Bride) appare decisamente buona, con apprezzabili trovate interessanti (come le suore sataniche) mentre la sceneggiatura di Gaiman risulta, come prevedibile, all’altezza (si pensi, a questo proposito, a quando Tennant ammette con candore che gli umani lo hanno battuto, facendo scoppiare la Seconda Guerra Mondiale senza il suo aiuto). Volendo trovare un difetto, si potrebbe obiettare che la narrazione di Dio assomigli un po’ troppo al cosiddetto spiegone, pratica molto apprezzata da show di livello di caratura molto inferiore a Good Omens; in ogni caso, non si tratta di un aspetto estremamente negativo e siamo convinti che, nel corso delle puntate, l’effetto spiegone tenderà a svanire.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Michael Sheen e David Tennant come protagonisti
  • Supporting cast di alto livello
  • Umorismo
  • Il gioco delle tre carte
  • Le suore sataniche
  • La spiegazione dell’occhiolino
  • L’accudimento del bambino sbagliato
  • La spiegazione di Dio troppo simile ad uno spiegone (salvo gioco delle tre carte e occhiolino)

 

Good Omens portava con sé aspettative altissime e, per ora, sembra in grado di rispettarle. Per questo non possiamo che ringraziare, in attesa di benedire entro la fine delle sei puntate.

 

In The Beginning 1×01 ND milioni – ND rating

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