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Stranger Things 3×01 – Chapter One: Suzie, Do You Copy?TEMPO DI LETTURA 4 min

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La serie più attesa dell’estate è stata finalmente rilasciata da Netflix con una terza stagione che si è fatta attendere quasi due anni. Torna quindi in scena lo show di punta del colosso dello streaming mondiale e, in Italia, lo ha fatto con il botto, preparandosi il terreno grazie ad una campagna marketing mai vista fino ad ora, difatti, per l’occasione, è stata coinvolta niente meno che Mediaset. Accendendo il televisore e sintonizzandosi su Italia 1, Canale 5 o Rete 4, per diversi giorni è stato possibile assistere ad un curioso spot che ricordava evidentemente lo stile della serie dei Duffer Brothers con, indicata nel finale, la data “3 Luglio”. Successivamente è stato svelato che in tale giorno Italia 1 avrebbe trasmesso diversi film dal sapore nostalgico, come The Goonies ed E.T., così da ricordare ai propri spettatori che nella giornata seguente sarebbero sbarcate su Netflix le nuove puntate di Stranger Things.

“Why couldn’t we just play D&D?”

Quanto appena citato, ed estrapolato dalle battute di uno sprecatissimo Noah Schnapp, è probabilmente quello che hanno esclamato gli spettatori più nerd della serie, in quanto “Chapter One: Suzie, Do You Copy?” è stato tutt’altro che un episodio coinvolgente. Stranger Things, al “pronti-e-via” è già inciampato commettendo una serie di errori che sembrano evidenziare una scrittura pigra e poco attenta che potrebbe già pesare ai fini di una considerazione globale sullo show. Ed è proprio questo uno dei problemi più significativi della serie dato che questo primo capitolo della terza stagione sa già di déjà vu, sembra voler ripercorrere il pattern narrativo visto negli scorsi anni con i giovani protagonisti che vivono una vita serena fino a quando non si imbattono nel mostro di turno da scacciare e riportare nel Sottosopra. Se tale impressione verrà confermata dai prossimi episodi, quanto senso avrebbe continuare a seguire una serie che non è niente di più che un CSI con i mostri e teenager?
La speranza ovviamente è che questa season premiere sia solo una piccola sbavatura di un percorso che porterà Stranger Things a compiere un passo decisivo verso la qualità già sbandierata. Uno di questi passi è stato compiuto, ed è evidente già dai primi minuti russi grazie ad effetti speciali pressoché perfetti che mettono in risalto un esponenziale aumento di budget e per una serie come questa, che è interamente basata sulla fantascienza, è oro che cola. Upgrade che si conferma anche in tutte le scene in cui ci sono i topi e la creatura (per ora dalla forma indefinita) a farne da protagonista. Restano comunque invariati i soliti pregi del programma come la sempre interessante regia dei fratelli Duffer e l’indelebile ed iconica colonna sonora che accompagna Will & friends dagli albori.
Tuttavia, tutto questo ben di Dio del lato tecnico viene inevitabilmente messo in secondo piano dal più grande difetto di questa terza stagione: gli attori, più precisamente l’intero gruppo dei protagonisti più giovani. Ovviamente la critica non verte sull’interpretazione di questi, dato che questo giovanissimo gruppo probabilmente animerà, giustamente, Hollywood per molti anni a venire, ma loro non funzionano minimamente nei panni di ragazzini quattordicenni. Dall’inizio delle riprese dello show ad oggi sono passati ben quattro anni mentre all’interno della storia sono passati meno di un paio di anni e questo è estremamente evidente. I giovani protagonisti appaiono terribilmente ridicoli nei panni, letterali, di personaggi visibilmente sia più piccoli fisicamente (Finn Wolfhard non sembra nemmeno stare negli abiti che indossa) e caratterialmente meno maturi. I fan, quindi, per non imbarazzarsi devono sospendere evidentemente la credibilità su quello che vedono e sono obbligati a chiudere un occhio per un problema che uno show come Stranger Things non dovrebbe affrontare. Un errore che verrà protratto fino al termine di questo terzo ritorno della serie sperando che non pesi troppo sul giudizio finale della stagione.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Episodio divertente
  • Tutto il comparto tecnico
  • Poca azione, troppa monotonia
  • Si ripete il pattern narrativo
  • Attori troppo maturi per i loro personaggi
  • Troppi personaggi da gestire in un minutaggio pressoché limitato

 

Il primo capitolo di questo terzo anno della serie di punta di Netflix è un neo che si spera verrà presto cancellato, perché rischiare di rovinare una serie che è riuscita ad unire ed a farsi apprezzare da così tante persone sarebbe un grave peccato. Questa paura, comunque potrà essere scongiurata solamente grazie al degno binge-watching che i poveri, e sfortunati, abitanti di Hawkins meritano.

 

Chapter Nine: The Gate 2×09 ND milioni – ND rating
Chapter One: Suzie, Do You Copy? 3×01 ND milioni – ND rating

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A.A.A. Re bello ed impossibile cerca regina con cui frustare i suoi numerosi schiavi. Nell'attesa del lieto evento Eros Gallagher sta guidando la sua nazione, dove tutto è lecito tranne che guardare The Walking Dead. Nelle scuole vengono insegnate le grandi gesta di Eleanor Shellstrop, Titus Andromedon e Saul Goodman. L'unica religione ammessa è il Scrubsianesimo, atta a venerare il santo John Dorian. Lasciate i vostri nickname di Instagram al 4 8 15 16 23 42. Saluti e tante care cose.

1 Comment

  1. La questione degli attori troppo grandi: si vede ma non troppo, almeno io la vedo così ma sono un pò anzianotto. Ai miei tempi guardavo “Dawson creek” dove degli attori over trentenni interpretavano dei teenagers. Almeno adesso ci si avvicina all’età dei protagonisti

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