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Stranger Things 3×04 – Chapter Four: The Sauna TestTEMPO DI LETTURA 5 min

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Stranger Things 3x04 - Chapter Four: The Sauna TestDopo aver assistito ormai a due stagioni e mezzo, si può tranquillamente affermare di conoscere a memoria, e prevedere anche, lo schema con il quale Stranger Things mette in moto l’azione narrativa della sua storia.
Già nelle precedenti recensioni, si sottolineava come il pattern dello show dei Duffer Brothers iniziava ad apparire estremamente ridondante, portando quello che era nato come una novità nella prima stagione e diventato già familiare nella seconda, come un elemento quasi di disturbo in questi nuovi episodi.
Tendenzialmente, estrapolando le singole puntate, ciò che Stranger Things presenta appare come una versione un po’ più dark della nota serie televisiva animata Scooby-Doo!; proprio come accade nel cartoon in questione, infatti, anche lo show di Netflix ormai ripropone continuamente lo stesso schema: i protagonisti si ritrovano divisi in gruppi diversi, ognuno impegnato a seguire una propria pista, per poi ritrovarsi tutti insieme a fine stagione sul luogo dello scontro finale. Unica differenza, qui il “nemico” da affrontare appare decisamente più problematico.
E’ quindi questa ripetitività studiata a tavolino il vero problema della terza stagione? Sì e no.
Avere un proprio schema, infatti, può anche essere un elemento caratterizzante di un prodotto, al punto da definirlo ed etichettarlo rispetto ad altri, a patto che sia il livello narrativo della storia a mantenere in alto l’intera baracca. Ciò che questi primi episodi della terza stagione hanno mostrato, invece, è stata una semplice ripetizione dello schema narrativo aggravato dal forte utilizzo di alcuni elementi che hanno fatto storcere il naso a molti. Innanzitutto, non si può non menzionare l’aumento della componente teen, che da un certo punto di vista appare anche dovuto data l’età dei protagonisti; dall’altro, però, non si può non notare come quest’elemento risulti ultimamente sempre più accentuato nelle produzioni Netflix, scelta indubbiamente mirata per andare unicamente incontro al proprio numeroso pubblico adolescente.
Nell’era di internet, del tweet live durante la visione e delle petizioni per rifare intere stagioni, poi, non si può non menzionare come, anche in questo caso, il fanservice si sia guadagnato il suo posto d’onore. Alcune scelte, infatti, appaiono mero risultato di una larga attenzione mediatica ricevuta nel corso della passate stagioni, con alcune che in realtà funzionano benissimo e altre che a volte risultano troppo forzate dalle esigenze. La scelta di unire Dustin e Steve sin dall’inizio, per esempio, allontanando il ragazzino dagli altri suoi coetanei in tutto e per tutto, risulta azzeccata dato l’incredibile feeling che i due personaggi hanno tra loro, ma una strizzata d’occhio al pubblico che tanto li ha amati nella seconda stagione appare inevitabile; così come l’accoppiata Joyce-Jim, due personaggi che fanno benissimo squadra insieme ma che, per andare incontro determinate esigenze, potrebbero incappare in alcune forzature che ne danneggerebbero la caratterizzazione (così come accaduto con l’esagerata gelosia di Hopper mostrata nello scorso episodio).
Discostandoci dalla critica generale e prendendo semplicemente in considerazione “Chapter Four: The Sauna Test”, però, si può notare un timido inizio di azione in quel di Hawkins, un primo passo verso lo sviluppo della trama vera e propria che invece era mancato nei tre episodi precedenti.
I gruppi dei protagonisti sono ancora ognuno per proprio conto ma almeno tutti, in un modo o nell’altro, iniziano a focalizzarsi sul problema. A mantenere alta la parte action in questo episodio svettano due gruppi principali: quello dei ragazzi capitanato da Eleven che allontanandosi per un attimo dai problemi di cuore e rientrando nei panni di detective sono i primi a capire, trovare ed affrontare il Billy posseduto. La scena della sauna acquista un grande peso nell’economia non solo dell’episodio, in quanto riaccende appunto quella parte action finora abbastanza dormiente, mentre sottolinea ancora una volta come il personaggio interpretato da Dacre Montgomery sia perfetto nei panni di villain stagionale.
Sempre più amalgamata e funzionale risulta anche la squadra composta da Dustin, Steve, l’ottima Robin e la new entry Erica; quest’ultima, nei panni della fastidiosa ragazzina, si inserisce subito positivamente in scena, donando ad un gruppo già ben assortito per comicità e capacità investigative un’ulteriore marcia di vivacità. Il tutto mentre questo team si ritrova alle prese con la parte che più incuriosisce in tutta la stagione, dato che i piani segreti dei russi sono la novità assoluta di questi episodi e quindi quella parte che racchiude maggior nuovo interesse.
Per quanto riguarda le altre due squadre invece, per ora risultano ancora in una fase di ricerca, con Joyce e Jim da un lato che seguono, inconsapevolmente, la pista russa e Jonathan e Nancy sulle tracce del Mind Flayer attraverso la povera signora Driscoll. Nei confronti di Nancy, tuttavia, non si può non rilevare un’eccessiva pesantezza nella caratterizzazione del personaggio: come sempre, la ragazza risulta pedante nelle sue idee e scelte e in questo episodio specifico portatrice sana di evitabilissimi monologhi esistenziali.
Intanto, come detto in precedenza, questo quarto capitolo, che sancisce anche metà della stagione, sembra dare il via reale all’azione e mentre i vari gruppi entrano nella fase viva dell’investigazione, a spiccare è soprattutto la scena finale con la formazione di quell’esercito di non-morti che si spera avrà un ruolo molto più centrale rispetto l’ultimo visto in tv.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il team di Dustin-Steve-Robin-Erica: ben assortito e alle prese con la nuova trama dei russi
  • Billy ottimo nei panni del villain stagionale 
  • Il gruppo dei ragazzi capitanato da Eleven finalmente mette da parte le questioni di cuore e inizia ad interessarsi alla vera trama 
  • Ormai lo schema lo conosciamo tutti
  • Alcune forzature comportamentali o esasperazioni di situazioni che sfociano nel ridicolo
  • Nancy e le sue crisi esistenziali

 

Un episodio che sancisce metà della stagione e che si guadagna un Save più di incoraggiamento che altro. Piccoli passi in avanti che sembrano iniziare a portare da qualche parte, ma saranno i prossimi episodi a decidere se sono quelli giusti o no.

 

Chapter Three: The Case Of The Missing Lifeguard 3×03 ND milioni – ND rating
Chapter Four: The Sauna Test 3×04 ND milioni – ND rating

 

Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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