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Brooklyn Nine-Nine 8×07 – Game Of BoylesTEMPO DI LETTURA 3 min

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Brooklyn Nine-Nine 8x07 Recensione Seppur cosa non per forza necessaria in una comedy, in questo settimo episodio si affermano nettamente dei primi “finali”. Le sottotrame sono divise in due netti tronconi:

  • Colpo di scena su Boyle;
  • Happy Ending tra Kevin e Raymond.

THE BOYLES


Il titolo ha già al suo interno una genialità che potrebbe bastare. Non basta nel momento in cui ci si rende conto di essere di fronte ad una complessa trama fatta di intrighi, gelosie ed eredità, il tutto contorniato dai tratti distintivi della famiglia Boyle: campagna, camicie beige, tanta fisicità e amorevolezza.
Il tutto risulta essere una favolosa macchinazione narrativa per rivelare invece la natura/origine di Charles Boyle: ovvero un Boyle illegittimo (eppure il “Boyle prescelto”, per essere riuscito ad aprire il leggendario lievito madre). Non si può non pensare che una tale svolta di trama porti la serie, nel suo finale, ad una specifica caratterizzazione/direzione al personaggio di Charles. E questo non può che risvegliare una certa curiosità.

RAYMOND E KEVIN


Si è detto dall’inizio della stagione in esame che la palese linea orizzontale che univa gli episodi era quella caratterizzata dalla storia eterna tra Kevin e Raymond Holt. Anche in questo caso, chiudere (apparentemente) il tutto a tre episodi dalla fine può rivelarsi utile per lasciare spazio ad un degno finale di serie, diretto più alla celebrazione di una comedy così riuscita che alla conclusione di storie recentemente fatte partire.
L’abilità di questo episodio è quello di concentrare i personaggi, in entrambe le storyline in esame, all’interno di queste, senza però creare situazioni ingombranti e ridondanti. Ognuno è inserito nel suo personale tassello (persino Scully) e l’episodio ne risulta quasi corale, da un lato, ma allo stesso tempo dritto verso la meta della risoluzione/svolta di due storyline.
Il tutto però lasciando aperta la questione della sospensione di Peralta, in questo caso veicolo della smania da parte del protagonista di investigare. Sarà lì che verteranno, verosimilmente, i tre episodi finali.

COSTANZA COMICA


Ciò che è sempre stato altamente apprezzabile in Brooklyn Nine-Nine è la comicità fresca, puerile (in senso positivo), cringe, originale, immediata. La caratterizzazione dei personaggi risulta così comicamente efficace che a otto stagioni di distanza è difficile individuare fasi di stanca, tanto che persino la figura di Boyle viene “moltiplicata” in questo caso, producendo un effetto insieme comico e disturbante.
Non si può negare l’efficacia di un Holt alle prese con un’app di incontri, oltre alla complementarità di Rosa e Amy nel collaborare. Ciò che merita un plauso particolare è però un qualcosa di più sottile, nonché segno distintivo dello show. Le reazioni di Jake e Terry alle stranezze della famiglia Boyle possono essere considerate il manifesto della bizzarria dei personaggi che hanno costellato Brooklyn Nine-Nine nella sua storia. Lo sguardo di Jake quando Charlie parla delle nutrie che si possono mungere, Terry che seccamente si dice contrario al nome della pratica con cui la famiglia Boyle si massaggia la testa, o ancora la perplessità dello stesso Terry a proposito della quantità di volte in cui si nomina l’inguine nell’elogio funebre per Papi Boyle.
Non si possono non considerare quei piccoli sguardi, quei leggeri momenti di educata perplessità, come il manifesto dell’elegante ma sguaiata comicità di Brooklyn Nine-Nine.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le nutrie
  • Mungere le nutrie
  • L’elogio funebre
  • Holt e Kevin
  • Holt e le app di incontri
  • Personaggi ben inseriti
  • Niente di rilevante

 

Arrivare a tre episodi dal finale con un episodio come “Game Of Boyles” che riesce ad essere leggero e brillante da una parte, ma risolutivo dall’altra, denota molto bene il grado di brillantezza con cui questa serie si è portata avanti negli anni. Rimane anche una certa curiosità per vedere chi sarà il vero padre di Charles e come scamperà Jake alla sospensione.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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