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Shōgun 1×01 – 1×02 – Anjin – Servi Di Due PadroniTEMPO DI LETTURA 4 min

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In origine, c’è il romanzo Shōgun di James Clavell, edito nel 1975.
Da esso era già stata tratta una miniserie, nel 1980, che vedeva tra i protagonisti Richard Chamberlain, non ancora diventato l’iconico padre Ralph di Uccelli di Rovo. A lui si contrapponeva, scusate se è poco, Toshiro Mifune.
Ora è tempo di un nuovo adattamento, reso disponibile su Disney+. Michaela Clavell, figlia del defunto scrittore, figura fra i produttori esecutivi.
Punto di partenza della vicenda è l’arrivo, sulle coste del Giappone, di una nave inglese alla deriva pilotata da John Blackthorne.
Essendo il 1600, la situazione è complicatissima. Il Giappone, infatti, è “base segreta” per i commerci dei portoghesi, i quali approfittano della loro colonia di Macao, in Cina, per traffici in esclusiva e non diffondono le coordinate delle isole.
La terra del Sol Levante, intanto, è politicamente instabile. Nessuno riesce ad essere l’ago della bilancia nelle rivalità fra i vari signori feudali.

UN’EPOCA SUDICIA E SFARZOSA


John Blackthorne, quindi, si trova tuffato di testa in una situazione che non comprende ma in cui rischia la vita.
A questo proposito, l’uso massiccio di dialoghi in giapponese coi sottotitoli rende bene l’idea di un ambiente in cui il nuovo arrivato, interpretato da Cosmo Jarvis, fatica ad orientarsi. Se non bastasse, poi, John non può contare sull’aiuto dei portoghesi, perché lui è protestante e loro sono cattolici.
La regia di Johnatan van Tulleken, invece, unita alla scenografia e alla fotografia, sembra proprio dare ragione al Manzoni quando definiva il Seicento “epoca sudicia e sfarzosa”. Anche se ci si trova dall’altra parte del mondo rispetto all’Europa, le ampie inquadrature ricche di dettagli sono davvero magniloquenti: rappresentano un mondo nella sua quotidianità, con tutti i suoi colori, senza alcun tentativo di abbellirlo o renderlo più accogliente.
I giardini zen perfettamente curati, quindi, convivono con gli ambienti del porto e le prigioni.

DIVENTARE SHŌGUN


Blackthorne, quasi paradossalmente, scampa alla morte perché il nobile Toranaga vede la possibilità di un suo utilizzo nei giochi politico-militari fra signori feudali. Toranaga, infatti, è uno dei cinque reggenti nominati per governare durante la minore età del principino erede al trono. I cinque reggenti, però, sono in disaccordo fra loro, a cominciare dal fatto che alcuni si sono convertiti al cristianesimo (anche per convenienza commerciale). Lord Toranaga vorrebbe diventare shōgun, cioè vero signore della guerra con pieni poteri. Gli eviterebbe, per esempio, di venire sterminato con tutta la famiglia dagli altri quattro.
Nel ruolo c’è forse il membro più noto del cast: Hiroyuki Sanada, una certezza quando si tratta di un ruolo di rilievo giapponese in una produzione hollywoodiana. E infatti Sanada conferisce al personaggio tutta la necessaria intelligenza e autorevolezza.
Suo braccio destro nella realizzazione di un così ambizioso piano è lady Mariko, sua parente. Il suo acume politico è prezioso come la sua conoscenza della lingua degli stranieri e il suo fascino sicuramente non mancherà di colpire John Blackthorne, non appena questo avrà capito un attimo le coordinate precise della situazione.

GENTE CHE NON SCHERZA


Qualcuno ha parlato di nuovo Game Of Thrones, data l’efferata violenza presente in diverse scene, per quanto censurate.
C’è il seppuku del vassallo, reo di intemperanze verso il suo signore. Tutto ritualizzato, ma suona inaccettabile alla moderna sensibilità occidentale l’esecuzione anche del bambino in fasce, “perché non ci sia più discendenza”. Ci sono diverse decapitazioni improvvise nelle lotte fra fazioni, perché ormai anche John Blackthorne è un uomo nel mirino dei nemici di lord Toranaga.
Soprattutto, però, c’è un uomo, scelto a caso fra i membri della ciurma della nave inglese, bollito vivo. “Colpirne uno per educarne cento“, come dice il proverbio.
L’unico vero nuovo Game Of Thrones è House Of The Dragon, in arrivo la prossima estate con la seconda stagione. Questo va detto, in realtà, per non privare Shōgun dei suoi meriti specifici. Il passo e l’estetica delle due serie sono ben diverse. Forse gli sceneggiatori hanno scelto di privilegiare il punto di vista giapponese proprio per diversificare l’opera rispetto a tutte le altre.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia
  • Fotografia
  • Scenografia
  • Un uomo bollito vivo

 

Dopo la visione di questi primi due episodi, il lato tecnico prevale su quello riguardante trama e interpretazioni.
Probabilmente, occorrerà ancora un po’ di tempo per capire se la complessa materia sia stata ben sviluppata. Le vicende, infatti, sono liberamente ispirate a fatti realmente accaduti e a personaggi realmente esistiti, i piani di lettura e i punti di vista sono molteplici.
Al momento attuale, comunque, tutto fa ben sperare, soprattutto la compattezza stilistica del prodotto.

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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