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The Flash 1×23 – Fast EnoughTEMPO DI LETTURA 10 min

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C’era parecchia attesa per questo season finale di The Flash, per più di un valido motivo. Innanzitutto per assistere alla degna chiusura di una delle novità più sorprendenti e piacevoli di quest’anno televisivo; in secondo luogo, in maniera più pragmatica, per vedere dove, e in che modo, la trama dipanata per questa lunga ed entusiasmante stagione sarebbe culminata, e quindi lo scontro decisivo con Eobard Thawne/Doctor Wells/Reverse Flash per Barry, nell’annunciata e significativa missione di salvare la propria madre, tornando nel passato; l’ultimo è quello legato a ragioni extra-sceniche, e, più nello specifico, alle dichiarazioni con cui gli autori hanno preparato gli spettatori, nella settimana precedente alla messa in onda, presentando “Fast Enough” come un episodio “commovente”, che avrebbe senz’alcun dubbio fatto versare lacrime copiose.
Alla luce dei riscontri contrastanti, però, conseguenti alla visione della puntata, possiamo quantomeno affermare che le aspettative instillataci, consapevolmente e non, in fondo erano un po’ eccessive. Per quanto riguarda quelle consapevoli, conviene ricordare al team creativo del Velocista Scarlatto della tv, che con certe promesse bisogna andarci piuttosto cauti, o si finisce per creare l’effetto totalmente opposto (e qui non possiamo non citare il più recente caso dell’episodio “capolavoro” che doveva essere “What Happened And What’s Going On” di The Walking Dead, che ha poi ricevuto non pochi, e giusti, sberleffi). In merito alla pura trama e agli eventi messi in scena, invece, l’opinione/critica si fa sicuramente più complessa, e merita di essere sviscerata più attentamente, anche per spiegare meglio quest’ambigua e magari curiosa “inconsapevolezza” nell’infondere esagerate aspettative.
Partiamo col dire che se lo snodo più cruciale e problematico, l’apice del climax non solo dell’episodio ma dell’intera stagione, è senza dubbio quello del viaggio temporale di Barry nel passato annunciatoci ormai da mesi, ad anticipare il cruciale momento ci vengono presentati una serie di avvenimenti che potrebbero far pensare che gli autori, appunto, abbiano optato per la direzione meno ovvia e più coraggiosa. In linea con l’andamento sempre sopra le righe, in positivo, della stagione infatti, formata questa da una serie incredibili di episodi apparentemente “normali” messi in scena quasi come fossero tanti “season finali”, “Fast Enough” per gran parte del tempo ha l’aria inequivocabile di un vero e proprio “series finale” (e in questo assomiglia a quello di Arrow, soprattutto nel suo spiazzante finale). Vediamo così Ronnie e Caitlin sposarsi, piuttosto “intimamente”, Eddie che, superati i dubbi sulla sua relazione con Iris, chiede finalmente alla ragazza di sposarlo, con lei che accetta, perfino nel percorso di Cisco si può trovare una certa quadratura, nel suo faccia a faccia con Wells, che gli lascia comunque spiragli per il futuro (i poteri di cui Harrison parla, come spieghiamo nell’Angolo del Nerd della Fumetteria dell’Angolo, qui sotto). Insomma, son parecchi i cerchi che sembrano chiudersi, più o meno definitivamente, ne rimane solo uno, e, come detto, è quello più atteso: Barry e la sua missione di “salvare la propria madre e trovare giustizia per il padre”, come puntualmente ci ripete lui stesso in ogni inizio di puntata.
Ancora una volta va innanzitutto fatto un doveroso plauso ai writers che decidono di “spiattellare” quello che dovrà succedere più avanti, senza far troppo i misteriosi o evitando eccessivi giri di parole: Barry nel passato ci torna, lo sappiamo benissimo, perciò evitiamo di farlo accadere magari in modo inaspettato (come invece è già effettivamente, quanto efficacemente, successo in “Out of Time”), piuttosto concentriamoci sul “come” questo viaggio dovrà esser compiuto. Ed è questa la parte sicuramente più succosa dell’episodio, specialmente per come viene trattata, sia nel suo punto di vista tecnico, con il coinvolgimento del Dottor Stein insieme allo stesso Harrison Wells (che a dispetto di quanto si potesse pensare in partenza, funziona alla grande), sia in quello più umano ed emotivo, dal sorprendente rifiuto di Papà Allen alla toccante accettazione del Detective West. Una lunga, necessaria ed emozionante premessa quindi, che ancora (specialmente nel magnifico, al solito, rapporto Barry-Joe) sembra chiudere l’ultimo e più difficoltoso ostacolo affinché il protagonista compi davvero il suo destino.
Considerando che l’aspetto più interessante dello show, come abbiamo ripetuto per tutto l’anno, è stato quello di “giocare” periodicamente con gli stilemi del genere, fumettistico quanto televisivo, per poi stravolgerli totalmente, questa sensazione di “fine del viaggio” per tutti i comprimari dell’eroe, e allo stesso tempo di paradossale (esattamente alla lettera) “nuovo inizio” per Barry non può che far presupporre un inesplorata direzione nel mischiare coraggiosamente e indissolubilmente le carte in tavola. Sta tutta qui l'”inconsapevole” promessa degli autori, in questo sempre pericoloso quanto seducente gioco di linee temporali alternative, dove, chissà, all’orizzonte si intravede la possibilità di poter assistere ad una seconda stagione con una linea temporale totalmente diversa, con la madre di Barry salva e tutte le conseguenze del caso. Va detto che il tema “temporale” è stato svolto fino a quel momento come si deve e senza sbavature, ma appunto abbastanza linearmente, senza osare granché (prassi sicuramente lecita, vedi Fringe, tanto per fare un esempio).
Malgrado quindi la tentazione, più coraggiosa ed esaltante certo, ma sicuramente di difficile fattura (soprattutto nel doverla poi incastrare con gli spin-off), gli sceneggiatori davanti al decisivo bivio decidono quindi di proseguire su tale linearità, non facendo salvare a Barry sua madre e lasciando tutto invariato nel presente, con tanti saluti alle eccessive (più che mai, adesso) aspettative fin qui analizzate. Eppure, per quanto onestamente impraticabile, l’impressione di aver assistito all’ennesima occasione persa (in generale) rimane, soprattutto se pensiamo che alla luce dei fatti esplicati da quell’incrocio di sguardi tra i due Flash, comunque di forte impatto, tutta la realtà presentataci fin dal Pilot altri non è che una nuova linea temporale già creatasi con quel precedente viaggio, come si poteva intuire già da parecchio. O almeno è quello che speriamo gli autori intendano quando parlano di “prima stagione come intera realtà alternativa”, in caso contrario son guai per tutti, visto che i numerosi cross-over con Arrow dovrebbero di conseguenza prendere tutta un’altra piega, complicandosi inderogabilmente.
Ed è così che a regalarci le maggiori sorprese è il finale, a questo punto, “vero”, ossia quello del ritorno al presente di Barry e il suo scontro decisivo, tutto fisico, con Eobard Thawne. Un finale che soddisfa in qualche modo, anche se a metà. Sicuramente il contributo più importante lo dona il personaggio più inatteso, e per questo forse più ben accetto, ovvero quell’Eddie bistrattato per tutta la stagione che trova, in un onorevole sacrificio (lui sì), il degno apice al suo percorso narrativo, sfatando le dure parole del lontano parente (e di tutti gli opinionisti/commentatori dei vari forum e blog sui serial tv) sulla sua inutilità. Anche se chi ha visto il Looper di Rian Johnson con Joseph-Gordon Levitt e Bruce Willis potrà riscontare una colpevole corrispondenza, infatti, non si può comunque dire che la scena non faccia la sua decorosa figura. A lasciare più di una remora, invece, è il finale “assoluto” che non solo nel suo essere totalmente e gratuitamente aperto può infastidire lo spettatore all’inverosimile, abituato anche ad una piacevole integrità dello show, ma tecnicamente è anche piuttosto orribile da vedere, ai limiti del trash (e che ricorda terribilmente un’altra chiusura decisamente poco riuscita).
 

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

 

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELD, Marvel’s Agent Carter, Gotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.

  1. Quando Barry va a parlare con il padre, Henry augura al figlio di diventare lui stesso un padre, per poter capir meglio alcune cose che solo diventato un genitore potrebbe capire. In effetti, nei fumetti Barry diventerà si padre. Quando si sposerà con Iris West, dopo un certo periodo di tempo, Barry si trasferirà nel futuro e abbandonerà ufficialmente i panni di Flash; in quell’epoca, la coppia darà alla luce i gemelli Don e Dawn Allen: fratello e sorella che intraprenderanno la carriera da eroi proprio come il babbo, utilizzando l’alias The Tornado Twins. Avrà anche un nipote: Bart Allen, conosciuto come Impulse e anch’egli velocista della Flash Family.
  2. Excelsior? Dove ho già sentito quella strana parola?
  3. “You’re able to see through vibrations in the universe.”. Signori e signore, anche se ufficiosamente, abbiamo Vibe: l’alter-ego eroico di Cisco. Certo, deve ancora capire come controllare il suo potere e intraprendere lo stesso percorso di formazione intrapreso da Barry, ma sapere che ha dei poteri è già qualcosa.
  4. La frase che dice Cisco (“So long, and thanks for all the fish”) è un riferimento all’omonimo libro di Douglas Adams, in Italia conosciuto come Addio, e grazie per tutto il pesce. E’ il quarto libro della Guida Galattica per gli Autostoppisti, “trilogia in cinque parti” scritta da Douglas Adams. Il titolo è il messaggio lasciato dai delfini al loro abbandono del pianeta Terra, poco prima che questo venisse demolito per costruire una superstrada spaziale, come narrato nel primo romanzo della serie. Alcuni fan di fantascienza hanno adottato la frase come modo umoristico di dire “arrivederci”.
  5. “Hai tempo, un minuto e cinquantadue secondi”. Altro riferimento alla quantità di terre alternative del multiverso DC Comics, che sono appunto 52.
  6. “May the speed force be with you”. Anche questa, che cos’è che mi ricorda, di preciso?
  7. Quella sottospecie di tunnel spazio-temporale in cui Flash corre, è la Forza Di Velocità: o almeno, una sua rappresentazione.
  8. Sempre in quella sequenza, in cui Flash sfrutta la Forza Di Velocità per viaggiare indietro nel tempo, nella sua corsa sbircia involontariamente in alcuni momenti del suo futuro. Non ci è dato sapere se sono mondi paralleli, oppure eventi che si verificheranno realmente, ma quello che vediamo è decisamente interessante. Nelle due immagini mostrate, vediamo una donna vestita di blu e una sottospecie di museo con una statua dorata posta al suo ingresso: quella donna è Caitlin quando adotterà l’identità criminale di Killer Frost, mentre quel complesso è il museo dedicato a Flash e alla sua carriera. Inoltre, sempre nel viaggio di Barry a ritroso nel tempo, viene mostrato uno spezzone del trailer di Legends Of Tomorrow.
  9. Viene mostrata la Time Sphere e viene citato il nome di Rip Hunter. La Sfera Temporale è una macchina del tempo monoposto e utilizzabile solo per un viaggio (che sia andata, o ritorno) nel tempo e inutilizzabile per successivi viaggi all’infuori del primo, creata appunto da tale Rip Hunter. Comparso per la prima volta su Showcase #20 del 1959, Hunter è il figlio di Booster Gold ed è stato leader e membro di svariati gruppi di viaggiatori temporali; in linea di massima, insomma, Rip Hunter è quello che i fan definiscono, un “time master”. Il personaggio sarà uno dei personaggi presenti in Legends Of Tomorrow.
  10. L’elmetto che si vede prima che Barry interrompa il ritorno a casa di Harrison Wells è l’elmo del primo Flash: Jay Garrick.
  11. Per pochi secondi, viene inquadrata l’attrice Ciara Renee. Come Rip Hunter, anche la donna sarà presente in Legends Of Tomorrow e interpreterà di Kendra Sunders/Hawkgirl.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • “So long, and thanks for all the fish” cit. Douglas Adams Cisco, ultimo omaggio alle meravigliose chicche che il personaggio ha desinato per tutta la stagione
  • West e Allen Senior sulla “missione” di Barry, specialmente il primo
  • I due Barry a contatto visivo; l’ultimo saluto del protagonista in lacrime alla madre morente
  • Il sacrificio di Eddie
  • L’anticlimaticità insita nella scontata scelta di Barry di non agire nella morte di Nora Allen
  • Il matrimonio messo un po’ a caso di Ronnie e Caitlin (anche perchè la dottoressa la vorremmo sempre libera sulla piazza, per le segrete speranze di tutti noi)
  • La scena finale aperta e, soprattutto, “trashissima”
  • Questa volta stavamo anche per non metterla, in fondo non è manco fastidiosa come in tutte altre occasioni, però siamo al season finale e c’è una tradizione da rispettare… Goodbye Iris!

 

The Flash non solo è stata la più fresca e convincente novità dei canali generalisti di questa lunga stagione televisiva, ma ha significato anche il decisivo cambio di rotta, confermato poi dal rivoluzionario Daredevil di Netflix e della Marvel, dei serial-comics di nuova generazione (Supergirl a parte). Forse è mancato il coraggio proprio sul più bello, perciò non riusciamo a dargli il voto pieno per questa volta, ma in linea di massima lo show è sicuramente più che promosso. Considerando che gli autori hanno dimostrato di essere capaci di regalarci grandi emozioni insieme a tante preziosità tecniche quanto narrative, ci salutiamo più che fiduciosi per il futuro. Settembre sembra già troppo lontano.

 

Rogue Air 1×22 3.65 milioni – 1.5 rating
Fast Enough 1×23 3.87 milioni – 1.5 rating

 

 

Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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