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The Marvelous Mrs. Maisel 3×02 – It’s The Sixties, Man!TEMPO DI LETTURA 4 min

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“I was on this one flight right, I’m flying, I’m sleeping on the plane, I’m fucking “knackered”. Very tired right and I feel this tapping on my head. And I look up and there’s this little kid – loose! on the fucking plane, he’s just loose. It’s his playground in the sky. And he has decided that his job is to repetitively tap me on the top of the head.
I look across the aisle at his mom. She’s just smiling, you know.
Guy next to the mom goes, ‘They’re so cute when they’re that small.’
Isn’t that amazing, letting your kid run loose on a fucking plane. And then the kid runs over to the emergency exit and he starts flipping that handle to the door. And the guy next to the mom starts to get up, and I go: ‘Wait a minute… we’re about to learn an important lesson right here’. Well, you’re right, the smaller he gets, the cuter he is.”
(Bill Hicks, Revelations 1993)

Dopo un primo episodio volto ad imbastire nuovamente il racconto accompagnando lo spettatore a ricordare quelle che erano le trame lasciate in attesa di sviluppi a dicembre 2018, The Marvelous Mrs Maisel decide di proseguire con ogni singola sottotrama. Forse in maniera troppo semplicistica sotto determinati punti di vista, eppure funzionali e difficilmente attaccabili in quanto a validità. Mantenendo come elemento di congiunzione la protagonista assoluta, Midge, meglio cercare di fare un piccolo riepilogo di dove esattamente la storia stia cercando di far approdare lo spettatore.

MIDGE & JOEL
Erroneamente definiti nella precedente recensione (LINK) come ex, i due coniugi si ritrovano ancora legati, dal punto di vista legale, dal vincolo del matrimonio. Sarà proprio in questa puntata, con una scena forse troppo sommaria e raffazzonata, che i due sembrano prendere formalmente strade diverse: Midge e Joel si separano nonostante anche il giudice dell’udienza (un redivivo Michael Gaston, volto noto di Jericho, The Leftovers e del più recente Strange Angel) arrivi ad evidenziare come il rapporto tra i due si sia rinvigorito e fortificato. Nonostante ciò, Midge arriva a mettere per iscritto una affermazione molto importante, ossia che ora come ora non si sente più tagliata per essere una moglie. Il lavoro, per una persona che si è sempre prodigata per mettere gli altri ed i loro desideri al primo posto, è diventata la sua pietra d’angolo, il suo fulcro. Ed i risultati che sta raccogliendo sembrerebbero dar credito a questo suo dispendio di energie e tempo.
Questa separazione non mina, tuttavia, quanto apparso ed accaduto a cavallo tra il finale della seconda stagione e lo scorso episodio: Midge e Joel si sono riavvicinati, ma probabilmente non è ancora il momento di un vero ricongiungimento sentimentale.

MIDGE & SUSIE
Qui i fattori positivi iniziano a venire meno. Da trama potenzialmente molto importante diventa una misera controfigura della storia che determinati dialoghi e riprese avevano lasciato trasparire: in un solo episodio Midge e Susie si riappacificano gettando al vento la possibilità di ampliare (magari anche di un solo episodio) la loro neonata inimicizia. Era lecito attendersi uno sviluppo simile, sì, ma avrebbe fatto piacere giungere ad una risoluzione di questo tipo almeno al prossimo episodio dando quindi un’ora circa di contenuti in più allo spettatore per far decantare la lontananza (fisica e mentale) tra Susie e Midge.
Complice forse il numero di episodi più circoscritto (otto invece che dieci) la decisione degli sceneggiatori è stata quella di far nascere, sbocciare ed appassire il fiore del drama in poco più di un episodio (il confronto tra Susie e Midge era avvenuto sul finale di “Strike Up the Band”).
Una scelta che lascia sicuramente l’amaro in bocca.

MIDGE & ED I WEISSMAN
Rose, tornata a casa propria per poter chiedere una maggior quota di denaro per sopperire alla mancanza di lavoro di Abe (sempre più alla riscoperta di valori giovanili utili solamente per riempire il consueto abbondante minutaggio della puntata), finirà per essere vittima del suo stesso orgoglio. I coniugi Weissman continuano a rappresentare una mina vagante sia per Midge (da un lato fulcro e persone di riferimento inossidabile, dall’altro colpevoli di costringerla a lasciare casa dopo averne persa la proprietà), sia per lo spettatore (Rose ed Abe sono in grado sia di portare in scena delle perfette scene di (non)equilibrio famigliare, sia discutibili e non utili litigi riproposti in ogni più variegata forma). Si poteva fare di più? Sicuramente sì, tuttavia la definitiva perdita di un sustentamento economico rappresenta qualcosa di nuovo per delle persone (Midge, Rose ed Abe) abituate a vivere nell’agio più assoluto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Adelstein (Oscar) e Brown (Reggie), piacevoli comparse per volti non nuovi nel mondo della serialità
  • L’incontro tra Rose e la sua famiglia
  • Contrasto tra Midge e Susie
  • Rose-Abe
  • L’incontro tra Rose e la sua famiglia

 

Qualche piccolo acciacco, qualche piccolo errore lungo il percorso ma la visione continua a risultare fluida e godibile. In una realtà come oggi dove la serialità ci ha abituato ad abomini racchiusi in poco più di venti minuti, mantenere incollato allo schermo per circa un’ora il proprio pubblico è sicuramente da considerarsi un successo a tutto tondo.

 

Strike Up the Band 3×01 ND milioni – ND rating
It’s the Sixties, Man! 3×02 ND milioni – ND rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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