Shameless 7×12 – Requiem For A SlutTEMPO DI LETTURA 7 min

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No.
No, that’s it.
Look, there is nothing else, all right?
Come back next year. Jesus. 
Go.
Go!
Fuck off.”

Alzi la mano chi non si è sentito esattamente come Lip e Frank nella breve scena durante i titoli di coda.
Loro, proprio come ogni spettatore di questa serie, si sono sentiti: frastornati, confusi e disorientati. Eppure non siamo di fronte ad una chiusura blanda o nemmeno lontanamente insulsa, un “tutto qui?” per intenderci, anzi esattamente il contrario, come se si fosse detto tutto, quindi più da “e adesso? Che altro ci sarà?”. E allora le parole di Lip e Frank acquistano senso perché questo finale di stagione, al limite dell’anti-climax, sembra davvero quasi voler dire “e cosa volete di più?”. John Wells delinea un finale che non si presenta affatto aperto (come in altre stagione era successo), che paradossalmente potrebbe non soddisfare proprio per il suo senso di chiusura che circonda il percorso di ogni protagonista (praticamente alla stregua del finale della terza stagione). Come approfondiremo meglio più avanti, “Requiem For A Slut” poteva benissimo essere anche un finale di serie, mancavano solo le didascalie a raccontare cosa i personaggi avrebbero fatto negli anni a venire, come accadeva in certe commedie americane di una volta.

I guess the motherfucker really did love the crazy bitch.

A chiudere il cerchio sulla globalità della famiglia Gallagher, ovviamente, la morte di Monica, preannunciata dal finale dello scorso episodio, diventata realtà solo all’inizio di questa, in tempo per l’annuncio ufficiale in ospedale e, soprattutto, per la prima avvisaglia Fiona/Frank che diventerà un leimotiv di tutto l’episodio, fino al liberatorio e poetico ballo finale tra i due. La scomparsa di Monica spadroneggia allora non solo sulla trama principale della serie (tanto che le vicende di Kev e V., pur serie ad un certo punto, sono state pian piano quasi accantonate, una volta riconciliate le due amiche), ma soprattutto sugli stessi protagonisti, come detto. La figura della donna, madre assente e completamente fuori di testa, una scheggia impazzita e completamente imprevedibile, spesso “comica” (sempre nell’accezione di Shameless, ovviamente), in questi ultimi episodi ha subito una rivalutazione totalmente negativa, proprio in rapporto ai Gallaghers: l’empatia tragica della sua dipendenza dalle droghe che accompagnava le sue scorribande, che suscitavano a tratti anche compassione, è diventata sempre più solamente triste e sconfortante, tanto che neanche lo spettro della morte imminente ha potuto cambiare qualcosa. Più di ogni altra volta, proprio nel momento del suo addio alla serie, gli autori sembrano aver voluto chiarire il suo essere la più grande colpevole di tutti i problemi della famiglia, probabilmente nel modo più crudo e diretto possibile. Ma soprattutto, hanno voluto specificare come la prima vittima di Monica sia proprio Frank Gallagher.
Proprio in questo episodio ci viene rivelato che Frank era al college (“mio padre è un uomo straordinariamente intelligente” diceva dopotutto Lip, poco tempo fa) quando si è imbattuto in Monica e di come, da quel momento in avanti, la vita dell’uomo abbia preso un’altra strada, quella che ben conosciamo. Non sarebbe affatto d’accordo il padre di Monica, per cui è esattamente il contrario, è Frank infatti ad aver rovinato la vita della sua innocente figlia. Il “nonno Gallagher”, di cui gli spettatori ignoravano l’esistenza, appare così come un pretesto per rappresentare quanto la donna abbia sconvolto la vita di chiunque la circondasse. Sia dalle parole di Frank, il marito, sia da quelle di Bill, il padre, traspare un’immagine del tutto falsata o, quantomeno, idealizzata della moglie/figlia che amavano, ma che in realtà non conoscevano affatto (come esplica alla perfezione il box di lei, colmo di segreti e rivelazioni). Questo a differenza dei figli, che delle colpe della madre portano il peso più grande, portatori di un’immagine della mamma decisamente contraria. Ed è in questo confine che si consuma lo scontro Fiona/Frank, che da verbale si fa anche spaventosamente fisico, il quale ci regala molto probabilmente la più grande interpretazione da parte degli attori che li interpretano. Annotazione questa che può far sorridere, viste le beghe contrattuali che hanno accompagnato le ultime settimane di messa in onda, con l’attrice che, per continuare, pretendeva lo stesso compenso del più noto e celebrato attore. Alla fine, lo scontro Emmy Rossum/William H. Macy si conclude alla pari: siamo semplicemente di fronte a due mostri di attori, chissene del resto.

She was a junkie and a drunk.
Enough.
She didn’t love me. She didn’t love you. She didn’t give a shit about anyone but herself.
Please.
I’m glad she’s dead.

Difficilmente, infatti, troverete in altre serie tv simili parole recitate con un simile disprezzo dirette ad un protagonista di uno show appena deceduto. D’altro canto, però, il titolo dell’episodio dice “Requiem For A Slut”, perciò si può comprendere subito che non si tratta della classica “puntata in memoriam”. Dopotutto non ci si può aspettare altro da una serie che s’intitola “Senza Vergogna”. E allora per tutta la durata della puntata si susseguono innumerevoli “scorrettezze”: i Gallaghers al tavolo che rovistano tra gli effetti personali della madre; l'”eredità” della stessa Monica, che arriva a coinvolgere anche il figlio di neanche dieci anni; la sconvolgente freddezza dei figli nel comportarsi rispetto all’accaduto come se nulla fosse successo; freddezza tradita dalla stessa Fiona, quella che l’ostentava più di tutti, che arriva a prendere letteralmente a cazzotti il cadavere della propria madre, una volta nella bara. “Fucking Monica” dicevano qualche episodio fa, a turno, i vari Gallaghers, grondanti di risentimento nei confronti della madre. Ed è per questo che il montaggio che li vede impegnati, durante il funerale, li mostra quasi sorridenti, forse sollevati, sicuramente “liberi”.
Liberi da un fantasma, da un peso, mai del tutto accettato, figurarsi dimenticato. Monica ha portato Fiona per anni a rinunciare a tutti i propri sogni, per mantenere la propria famiglia; ha trasmesso il disturbo bipolare ad Ian, segnando difatti il resto della sua vita; ha portato all’alcolismo Lip, che beve praticamente da quanto ricorda; l’assenza di figure genitoriali di riferimento ha poi portato Debbie e Carl a diventare una ragazza madre la prima, un criminale l’altro. La differenza con Frank è che se, a turno, ognuno di loro ha dovuto fare i conti con la cocente delusione della sua incapacità ad essere padre (lo abbiamo visto proprio con Debbie e Carl), con Monica l'”opportunità” di questa sorta di passaggio nella crescita gli è stato proprio negata, vista la sua continua fugacità. Un fantasma che ha scritto per anni lettere ai propri figli, senza mai avere il coraggio di inviarle. E allora, da questo punto di vista, la sua scomparsa diventa una liberazione e alla fine Frank e Fiona, le due anime probabilmente più segnate dalla donna, possono lasciarsi andare ad un ballo insieme.
Il finale alla Donnie Darko, ossia che scorre in rassegna ogni protagonista, come dicevamo, appare davvero perfetto per un series finale (ma con l’annuncio del rinnovo, arrivato poco prima della messa in onda, già sapevamo non lo sarebbe stato), proprio per come riesce a cogliere la fine del percorso personale, o almeno di una parte, per ogni Gallagher. Dalla nuova attività imprenditoriale di Fiona a Lip che pensa di ritornare al College, da Ian che ha lasciato alle spalle anche l’altro ultimo ostacolo che gli permetteva di andare avanti (Mickey) fino ai “maturati” Carl e Debbie (la quale da quando le è stata tolta la bambina, è tornata improvvisamente un personaggio decente): ognuno sembra aver trovato il proprio posto. E quindi, davvero, “che altro volete?”.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Fiona vs Frank 
  • Emmy Rossum vs William H. Macy e ‘sti cavoli dei soldi, vincono tutti e due 
  • Il quartetto alla ricerca dell’eredità di Monica 
  • Il funerale e il discorso di Frank 
  • Il finale perfetto 
  • Il rinnovo? 
“Requiem For A Slut” potrebbe, dal punto di vista del suo “senso di chiusura”, scalzare perfino il season finale della terza stagione come migliore della serie, almeno per quanto riguarda le preferenze di chi scrive. In quel caso, infatti, accadevano grandi svolte solo per i Gallaghers “maggiori”, mentre stavolta ciascun membro della famiglia (perfino Liam e la sua istruzione d’alto livello) raggiunge un significativo punto d’arrivo. Il dubbio che si presenta, allora, davanti ad un finale così perfetto è: cosa Shameless avrà ancora da dire?
Happily Ever After 7×11 1.58 milioni – 0.6 rating
Requiem For A Slut 7×12 1.72 milioni – 0.6 rating

 

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall’HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo…

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